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Il sindaco: "Sia uno spot per Bagnone"

Il sindaco: "Sia uno spot per Bagnone"

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Bagnone, non se lo vuol lasciar scappare l'enorme spot che la dea bendata gli ha regalato. E dai libri di storia, il paese dell'alta Lunigiana estrae e sbandiera le sue tradizioni, le sue attrattive e i suoi misteri. «Non è un caso che la fortuna abbia baciato Bagnone - dice il sindaco pidiessino Gianfranco Lazzeroni -. Abbiano un giglio fiorentino inciso sulle colonne del porticato. Sfregarlo tre volte, dice la leggenda, è di buon auspicio. L'abbiamo fatto tutti, a qualcuno è servito».  

Non è solo l'idea di sfruttare i riflettori oggi accesi sul paese ad animare la giunta comunale, che stamane si è riunita in seduta straordinaria. Il sindaco spera che il vincitore batta un colpo. «Non conosciamo il suo nome. Ma se si presentasse gli garantiremmo l'anonimato e saremmo felici se volesse condividere con la comunità la sua fortuna. Ci basterebbe un milione di euro: il palazzetto polifunzionale potrebbe essere ristrutturato per accogliere nuove iniziative artistiche, culturali e teatrali». 

Ha uno scatto d'orgoglio il sindaco anche se ammette che «i piccoli Comuni come il nostro, seppur ricchi di storia e tradizioni, sono destinati alla marginalità per mancanza di fondi». Si parla di Chianti, della Maremma, delle città d'arte, lamenta la portavoce del Comune Rosanna Ercole Melloni, «mai della Lunigiana, perchè?». Eppure, raccontano gli amministratori, dopo la dominazione dei marchesi Malaspina, Bagnone è stata feudo mediceo e poi del Granducato di Toscana. Ha castelli, siti archeologici  e un patrimonio ambientale che è apprezzato da inglesi e tedeschi, ancor più che dagli italiani.

«Bagnone, Scozia d'Italia», s'avventura a definirlo la portavoce. E' terra di streghe, fantasmi, riti di magia nera e magia bianca. La sua cipolla di Treschietto - futura Igc o Dop - è simbolo di una leggenda: grazie al suo profumo, come l'aglio per i vampiri, terrebbe chiuso tra le mura del castello il fantasma di uno degli ultimi marchesi. Si scomodano oggi persino i lampi che ieri sera squarciavano i cieli della Lunigiana mentre in piazza già si festeggiava. «Ma abbiamo difficoltà a farci conoscere - osserva il sindaco -, finora almeno è stato così. Può cambiare tutto, s'è capito: la lezione vogliamo impararla, e bene».  

La pioggia cade a ristoro del paese felice e accaldato. Fortunati, vuol sottolineare ancora il primo cittadino, lo siamo stati davvero, quest'anno. «Non c'è stata solo la vincita - racconta -. Alcuni mesi fa una nostra bambina di 10 anni, malata di cuore, è stata operata, intervento riuscito perfettamente. E, credetemi, i suoi genitori avrebbero investito tutti quei milioni, sì i 148, per rivederla correre con gli altri bambini».

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