Sicurezza
MASSA
Soliti ignoti, adesso è psicosi
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Arnesi da scasso e la refurtiva sequestrata in casa di ladri e non ancora restituitaSono entrati nell'appartamento dalla porta d'ingresso, senza fare troppa fatica (probabilmente aiutandosi con una sorta di carta di credito per far scattare la serratura). Una volta dentro hanno preso gioielli e una serie di statuette cinesi
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MASSA. Sono entrati nell'appartamento dalla porta d'ingresso, senza fare troppa fatica (probabilmente aiutandosi con una sorta di carta di credito per far scattare la serratura). Una volta dentro hanno preso gioielli e una serie di statuette cinesi. Il bottino dell'ennesimo furto è di dodicimila euro. Troppi nel giro di pochi giorni: ormai è psicosi da soliti ignoti.
Il colpo. È stato messo a segno in pieno giorno, approfittando del fatto che la persona che abitava nell'appartamento era uscita per andare a lavorare. La donna è convinta di aver chiuso a chiave la porta blindata, ma l'unica possibilità per i soliti ignoti era quella di passare da lì, visto che la casa si trova al quarto piano di una palazzina sotto gli occhi di tutti (impossibile quindi arrampicarsi per grondaie o quant'altro). Entrati nell'appartamento i ladri - almeno due - hanno avuto vita facile arraffando tutto quello che trovavano a portata di mano: dalle statuette cinesi (di valore) ai gioielli della signora. Anche i monili erano di fattura pregiata. E il bottino alla fine è salito a dodicimila euro. Un bel colpo, insomma. E i proprietari della merce non erano assicurati. Sull'episodio indagano i carabinieri della compagnia di Massa. La speranza è che i malviventi abbiano commesso un errore, lasciando una traccia nell'appartamento.
Proprietari cercansi. Qualche giorno fa per eseguire un'ordinanza di custodia cautelare, i carabinieri avevano fatto irruzione nell'abitazione di un albanese nel centro di Massa. La casa sembrava un vero e proprio magazzino fornito di ogni sorta di merce: orologi, telefoni cellulari, televisori lcd, macchine fotografiche digitali, cineprese, computer portatili, documenti e monili in oro. Il tutto frutto di una serie di furti che l'uomo aveva compiuto, insieme a un connazionale, in alcune abitazioni della provincia di Massa e in zone limitrofe. I due albanesi in tre casi avevano portato via anche le autovetture delle vittime, delle quali avevano trovavano le chiavi in casa. Le tre vetture sono state tutte recuperate e restituite ai legittimi proprietari. Anche la merce rinvenuta all'interno dell'abitazione è stata restituita ai legittimi proprietari. Con l'esclusione degli oggetti ritratti nella foto in alto alla pagina. I carabinieri replicano l'appello fatto qualche tempo fa: chi dovesse riconoscere gli oggetti deve rivolgersi al comando carabinieri di Massa, via XXVII aprile 12 (0585-495041). L'avvertenza è di portare con sé la copia della denuncia oppure altra documentazione che dimostri la proprietà dell'oggetto reclamato. Nonostante il primo avviso ancora è rimasto qualcosa.
Il colpo. È stato messo a segno in pieno giorno, approfittando del fatto che la persona che abitava nell'appartamento era uscita per andare a lavorare. La donna è convinta di aver chiuso a chiave la porta blindata, ma l'unica possibilità per i soliti ignoti era quella di passare da lì, visto che la casa si trova al quarto piano di una palazzina sotto gli occhi di tutti (impossibile quindi arrampicarsi per grondaie o quant'altro). Entrati nell'appartamento i ladri - almeno due - hanno avuto vita facile arraffando tutto quello che trovavano a portata di mano: dalle statuette cinesi (di valore) ai gioielli della signora. Anche i monili erano di fattura pregiata. E il bottino alla fine è salito a dodicimila euro. Un bel colpo, insomma. E i proprietari della merce non erano assicurati. Sull'episodio indagano i carabinieri della compagnia di Massa. La speranza è che i malviventi abbiano commesso un errore, lasciando una traccia nell'appartamento.
Proprietari cercansi. Qualche giorno fa per eseguire un'ordinanza di custodia cautelare, i carabinieri avevano fatto irruzione nell'abitazione di un albanese nel centro di Massa. La casa sembrava un vero e proprio magazzino fornito di ogni sorta di merce: orologi, telefoni cellulari, televisori lcd, macchine fotografiche digitali, cineprese, computer portatili, documenti e monili in oro. Il tutto frutto di una serie di furti che l'uomo aveva compiuto, insieme a un connazionale, in alcune abitazioni della provincia di Massa e in zone limitrofe. I due albanesi in tre casi avevano portato via anche le autovetture delle vittime, delle quali avevano trovavano le chiavi in casa. Le tre vetture sono state tutte recuperate e restituite ai legittimi proprietari. Anche la merce rinvenuta all'interno dell'abitazione è stata restituita ai legittimi proprietari. Con l'esclusione degli oggetti ritratti nella foto in alto alla pagina. I carabinieri replicano l'appello fatto qualche tempo fa: chi dovesse riconoscere gli oggetti deve rivolgersi al comando carabinieri di Massa, via XXVII aprile 12 (0585-495041). L'avvertenza è di portare con sé la copia della denuncia oppure altra documentazione che dimostri la proprietà dell'oggetto reclamato. Nonostante il primo avviso ancora è rimasto qualcosa.
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