Il Tirreno

CARRARA

I fidanzatini alla marijuana

Daniele Della Bona
Una pattuglia di carabinieri
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Una pattuglia di carabinieri

Come lavoretto estivo stagionale una giovanissima coppia di fidanzatini carraresi aveva scelto di coltivare piante di marijuana. Lui, 19 anni, studente universitario incensurato; lei, studentessa alle superiori, di 16 anni, altrettanto incensurata

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CARRARA. Come lavoretto estivo stagionale una giovanissima coppia di fidanzatini carraresi aveva scelto di coltivare piante di marijuana. Lui, 19 anni, studente universitario incensurato; lei, studentessa alle superiori, di 16 anni, altrettanto incensurata. I due avevano messo su un piccolo orticello nella boscaglia vicino Miseglia, dove i carabinieri hanno trovato e sequestrato tre piante, nei rispettivi vasi.
Il blitz è scattato intorno alle 20 da parte del nucleo operativo dei carabinieri e della stazione di Bedizzano; i militari avevano individuato la coltivazione illegale, ma certamente non pensavano di sorprendere due ragazzini che si recavano zaino in spalla nella piccola frazione, con tanto di taniche d'acqua per annaffiare le piante, camuffate con cura in alcuni vasi in mezzo alla vegetazione. A quel punto le forze dell'ordine sono intervenute.

È scattata immediata la denuncia all'autorità giudiziaria e a quella minorile (per la ragazza) per il reato di coltivazione di sostanze stupefacenti. Resta ignota la futura destinazione dell'erba ricavabile dalle tre piantine: è ipotizzabile che si tratti di una coltivazione a uso e consumo di una cerchia di amici o conoscenti.
La produzione "fai da te", infatti, è un fenomeno che sta prendendo sempre più campo anche in Italia, soprattutto, ma non solo, fra i giovani. Il motivo principale (oltre ai costi e al risparmio, ovviamente): passando per il mercato nero il rischio è di incappare in merce di qualità scadente, tagliata con sostanze tossiche. E così, molti preferiscono passare all'autoproduzione e magari mettere su un giro di clienti a cui vendere il prodotto fatto nel giardino o nell'orto di casa.

È di questi giorni, ad esempio, la notizia di un ventottene di Rosignano Solvay sorpreso con 22 piante di canapa e di altri due immigrati (padre e figlio) che coltivavano 42 piante in un ex casello autostradale a Capalbio. Per non parlare del carrarese di Bonascola, 38 anni, che è stato arrestato giovedì per un vero e proprio vivaio con 44 piante.
La coltivazione, ovviamente, è illegale, anche se si tratta di «piccole produzioni domestiche», ma il reato e la pena conseguente sono correlati alla quantità di principio attivo (il Thc: tetraidricannabinolo) racchiuso nelle foglie o nei fiori della pianta.
La legge attuale prevede pene da 6 a 20 anni e multe da 26mila a 260mila euro, anche (in teoria) per chi coltiva o produce marijuana; le le pene applicate possono però scendere in caso di fatti e quantitativi di lieve entità.
La cosa per molti versi sconvolgente è che una coppia di fidanzatini - pessimo segno dei tempi - avesse deciso di mettere su questo singolare orto e, quasi certamente, il relativo mercato. I genitori, a quanto sembra, non l'hanno presa bene.

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