Il dolore
MASSA
Porta a porta, Romagnano si ribella
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Sopra un mezzo dell’Asmiu A destra i contenitori del porta a porta al centro della polemicaLa gente di Romagnano non vuole più la raccolta dei rifiuti porta a porta. Motivo? I bidoncini, dell'Asmiu, che nessuno vuol pulire. E in questi giorni di caldo gli odori sgradevoli della spazzatura entrano nelle case. «Siamo pronti a mettere i bidoni in mezzo alla strada»
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MASSA. La gente di Romagnano non vuole più la raccolta dei rifiuti porta a porta. Motivo? I bidoncini, dell'Asmiu, che nessuno vuol pulire. E in questi giorni di caldo gli odori sgradevoli della spazzatura entrano nelle case. «Siamo pronti a mettere i bidoni in mezzo alla strada».
L'assemblea pubblica si è tenuta nel circolo Pd di Romagnano. Tante persone, interessate alla sperimentazione della raccolta differenziata porta a porta, che hanno partecipato all'incontro. Sottolineandone i pregi ma soprattutto i difetti. Tutti hanno riconosciuto l'importanza dell'iniziativa soprattutto per quanto concerne una maggiore tutela ambientale, ma forse si aspettavano una maggiore pianificazione del servizio.
«Purtroppo. Scrive il Pd - constatiamo solo la solita campagna spot che non trova riscontro nella realtà dei fatti. I numerosi partecipanti hanno manifestato anche un grande disappunto riguardo al comportamento di Asmiu e del suo presidente Carlo Paolini che di fronte ad una legittima segnalazione di disagio dovuta alla presenza dei cassonetti all'interno dei condomini che emanano odori irrespirabili e che possono essere fonte di malesseri e infezioni, non ha saputo far altro che dare dei maleducati a cittadini contribuenti e, dimostrando un'incompetenza disarmante, li ha invitati a lavarsi i cassonetti da soli».
I cittadini hanno chiesto ai rappresentanti del circolo del partito Democratico di farsi portavoce dei loro disagi per arrivare a una soluzione del problema prima di mettere in atto clamorose iniziative a tutela della loro salute.
«Invitiamo il presidente Paolini - continuano i democratici - ad andare a appurare come viene svolta nei territori a noi limitrofi la raccolta differenziata per comprendere come tali comuni siano riusciti a non creare disagi e problemi ai cittadini. Lo invitiamo a un incontro pubblico nel luogo e nell'ora a lui più gradita in modo che anche lui posso rendersi conto della situazione». Poi la minaccia di protesta: «Se non si prenderanno provvedimenti entro il 15 settembre, il giorno seguente i cassonetti posti in proprietà privata saranno portati tutti in strada o in luoghi pubblici. Nella speranza di non giungere a tale drastica iniziativa confidiamo nel buon senso di chi è a capo di Asmiu».
L'assemblea pubblica si è tenuta nel circolo Pd di Romagnano. Tante persone, interessate alla sperimentazione della raccolta differenziata porta a porta, che hanno partecipato all'incontro. Sottolineandone i pregi ma soprattutto i difetti. Tutti hanno riconosciuto l'importanza dell'iniziativa soprattutto per quanto concerne una maggiore tutela ambientale, ma forse si aspettavano una maggiore pianificazione del servizio.
«Purtroppo. Scrive il Pd - constatiamo solo la solita campagna spot che non trova riscontro nella realtà dei fatti. I numerosi partecipanti hanno manifestato anche un grande disappunto riguardo al comportamento di Asmiu e del suo presidente Carlo Paolini che di fronte ad una legittima segnalazione di disagio dovuta alla presenza dei cassonetti all'interno dei condomini che emanano odori irrespirabili e che possono essere fonte di malesseri e infezioni, non ha saputo far altro che dare dei maleducati a cittadini contribuenti e, dimostrando un'incompetenza disarmante, li ha invitati a lavarsi i cassonetti da soli».
I cittadini hanno chiesto ai rappresentanti del circolo del partito Democratico di farsi portavoce dei loro disagi per arrivare a una soluzione del problema prima di mettere in atto clamorose iniziative a tutela della loro salute.
«Invitiamo il presidente Paolini - continuano i democratici - ad andare a appurare come viene svolta nei territori a noi limitrofi la raccolta differenziata per comprendere come tali comuni siano riusciti a non creare disagi e problemi ai cittadini. Lo invitiamo a un incontro pubblico nel luogo e nell'ora a lui più gradita in modo che anche lui posso rendersi conto della situazione». Poi la minaccia di protesta: «Se non si prenderanno provvedimenti entro il 15 settembre, il giorno seguente i cassonetti posti in proprietà privata saranno portati tutti in strada o in luoghi pubblici. Nella speranza di non giungere a tale drastica iniziativa confidiamo nel buon senso di chi è a capo di Asmiu».
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