Il Tirreno

CARRARA

Legambiente dal difensore civicoper lo smaltimento delle terre

Terre gettate lungo i pendii
◗
Terre gettate lungo i pendii

Duro attacco di Legambiente sul caso terre; secondo gli ambientalisti, fra l'altro, il primo cittadino non starebbe mantenendo gli impegni di trasparenza presi pubblicamente prima delle elezioni

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Duro attacco di Legambiente sul caso terre; secondo gli ambientalisti, fra l'altro, il primo cittadino non starebbe mantenendo gli impegni di trasparenza presi pubblicamente prima delle elezioni. «Così - si afferma nel documento - trascorsi sei mesi dalla richiesta al sindaco del progetto della via d'arroccamento per Pescina-Crestola e non avendo ricevuto risposta, nonostante i solleciti, Legambiente si è rivolta al difensore civico, Alessandro Bononi, chiedendogli di imporre al sindaco di consegnare la documentazione richiesta».

Tutto parte, si ricorda, il 17 febbraio scorso, quando Legambiente ha segnalato al sindaco che «sulle scarpate della via d'arroccamento per le cave di Pescina-Crestola erano state scaricate abusivamente ingenti quantità di terre, configurando una violazione di legge ed un rischio di inquinamento delle sottostanti sorgenti di Torano; la segnalazione era accompagnata da documentazione fotografica e dalle richieste di accertare e punire i responsabili e di prescrivere loro l'immediata bonifica delle scarpate». Aggiunge Legambiente: «con singolare tempestività, il 21 febbraio il sindaco rispondeva che lo scarico di terre sulle scarpate non era uno smaltimento abusivo, ma un'operazione di "rimodellamento delle scarpate, finalizzata al miglioramento della regimazione idraulica dell'area" e che "a conclusione dei lavori, dovrà comunque essere garantita la stabilità dei versanti e delle scarpate oggetto delle modifiche in corso, anche a protezione delle sottostanti sorgenti".

Il problema, secondo Legambiente, è che «anche uno sprovveduto sa che le terre scaricate su una ripida scarpata sono soggette a dilavamento e frana a seguito di piogge». Pertanto Legambiente «rifiutandosi di credere che gli uffici comunali potessero aver approvato tale operazione, chiedeva al sindaco di acquisire copia del progetto dei lavori sulla via di arroccamento di Pescina-Crestola, completo dei pareri e delle prescrizioni degli enti coinvolti». Tra l'altro, si ricorda, il 6 marzo veniva segnalato al sindaco che «com'era perfettamente prevedibile, a seguito della pioggia del 4 marzo l'intera copertura di terre era stata dilavata ed asportata dalla scarpata». Vi erano poi altri elementi, come alcune grotte (non censite nel catasto regionale) e il sistema di scolo delle acque che secondo Legambiente aumenterebbero il riscgio d'intorbidamento delle sorgenti. In definitiva, il ricorso al difensore civico «era dunque inevitabile, considerato che l'assoluta inerzia dell'Amministrazione, l'improvvida risposta del sindaco sopra citata e la mancata consegna della documentazione rappresentano di fatto un chiaro segnale di lasciapassare per tutti gli smaltimenti abusivi di terre da parte delle cave che, infatti, sono ormai generalizzati».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa