Il Tirreno

CARRARA

Odissea in aeroporto

Daniele Della Bona
Cesare Ropa con la moglie Patrizia Battaglia
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Cesare Ropa con la moglie Patrizia Battaglia

Si è trasformato in una vera e propria odissea il rientro dalle vacanze per un gruppo di carraresi: bloccati e abbandonati a se stessi per un'intera notte all'aeroporto di Praga, da cui dovevano fare rientro in Italia

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CARRARA. Si è trasformato in una vera e propria odissea il rientro dalle vacanze per un gruppo di carraresi: bloccati e abbandonati a se stessi per un'intera notte all'aeroporto di Praga, da cui dovevano fare rientro in Italia. Soltanto il provvidenziale intervento, nella mattinata di ieri, del consolato italiano in Repubblica Ceca, ha permesso ai malcapitati di poter rientrare con un ritardo di "sole" 17 ore.
Racconta uno dei passeggeri, Cesare Ropa carrarese, molto conosciuto in città come imballatore delle sculture, soprattutto quelle realizzate a Torano (tra cui quelle del celebre Diminique Stroobant), ed ex pugile, che era in vacanza con la moglie dal 13 agosto: «Siamo arrivati in aeroporto nel tardo pomeriggio di martedì per prendere il volo NE 2368 Praga-Bergamo delle 19 con la compagnia SkyEurope Airlines». Poi, come in un incubo, dall'annuncio del primo ritardo, le ore passano. Fino a quando i 150 passeggeri, quasi tutti italiani (tra cui cinque carraresi, una quindicina di La Spezia e alcuni livornesi), vengono fatti salire a bordo, intorno alle 2 di notte: «Alle 2 ci hanno imbarcato: siamo saliti sull'aereo, pronti per partire, ma... niente di fatto. Dopo alcune manovre di decollo, infatti, il capitano ha comunicato che, per un presunto guasto, per il quale sinceramente non metterei la mano sul fuoco, il volo era sospeso».

Così, di nuovo tutti quanti in aeroporto: in un'attesa, interminabile, che si è protratta per l'intera nottata, senza che la compagnia slovacca di voli low cost (cioé a basso prezzo) facesse niente: nessuna informazione, nessuna assistenza e i viaggiatori, tra cui molti bambini, lasciati accampati nelle sale e nei corridoi dell'aeroporto di Praga.
Alle prime luci dell'alba di ieri, poi, la situazione precipita. Qualcuno inizia a sentirsi male: una signora sviene nel bel mezzo dell'aeroporto, un altro passeggero ha un calo di pressione e il medico non si trova. È il panico.
E, nel frattempo, la tensione sale: «Sempre più stanchi e abbandonati a noi stessi, senza notizie - continua Ropa -, abbiamo iniziato a protestare: qualcuno ha alzato la voce e si è sfiorato lo scontro con la polizia locale intervenuta sul posto».
In un marasma che rischiava di degenerare e con i nervi dei viaggiatori a fior di pelle, arriva provvidenziale l'intervento del consolato presso l'ambasciata italiana, avvisato da uno dei passeggeri. Intorno alle 13, dopo un'altra mattinata di incertezze, si può partire: su un volo della Dubrovnik Airline (probabilmente messo a disposizione dalla stessa SkyEurope) i 150, ormai stremati, possono tornare a casa. «Ce la siamo vista davvero brutta - sospira la signora Patrizia Battaglia, la moglie di Ropa -, ma per fortuna tutto si è risolto e adesso siamo a casa».

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