Il Tirreno

CARRARA

Il presidente della Cassa di Carrarabacchetta i commercianti

Barbara Monaco
I “Ceppi” opera della Vazquez Collazo e, sotto panoramica delle sculture
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I “Ceppi” opera della Vazquez Collazo e, sotto panoramica delle sculture

Ricca di spunti, con qualche pizzico di polemica, la serata di chiusura del Simposio di scultura; in Piazza Cesare Battisti, rappresentantanti delle istituzioni, scultori e collaboratori si sono riuniti per fare il punto di ciò che è stata la manifestazione e di ciò che ci si attende da eventi futuri

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CARRARA. Ricca di spunti, con qualche pizzico di polemica, la serata di chiusura del Simposio di scultura; in Piazza Cesare Battisti, rappresentantanti delle istituzioni, scultori e collaboratori si sono riuniti per fare il punto di ciò che è stata la manifestazione e di ciò che ci si attende da eventi futuri.
Il sindaco Angelo Zubbani ha affermato fra l'altro che farà tesoro degli apprezzamenti fatti a questa edizione, «ma - sottolinea - soprattutto lo farò delle critiche, che ci aiuteranno, adesso che il nostro pensiero è già rivolto alla biennale di scultura 2010; anno in cui vi sarà anche il ritorno di Marmotec in cui la nicchia del design in marmo si allargherà per aprire altre e nuove frontiere a questo nostro prezioso materiale».

Molto soddisfatta dell'andamento di tutta la stagione culturale estiva, l'assessore Giovanna Bernardini che, tra gli altri, ha tenuto a ringraziare l'ufficio comunale alla cultura ribadendo che, seppur spesso si esalti l'operare privato per denigrare il pubblico, in questa occasione, i dipendenti comunali hanno dimostrato grande professionalità ed amore per il proprio lavoro.
«Con questo simposio - ha affermato da parte sua il curatore Alessandro Romanini - gli artisti sono riusciti a colmare il gap esistente in ogni mostra di scultura, offrendo al contrario la possibilità di mostrare tutto il processo che porta dallo schizzo all'opera compiuta».
Le opere realizzate dai nove artisti, come noto, sono state messe a disposizione dall'Amministrazione, e a breve si saprà quali sono state scelte dal piano di Bertolaso per la ricostruzione dell'Aquila, città martire del terremoto.
Gli scultori hanno approvato la decisione e, alcuni di essi, avrebbero anche proposto di realizzare un'opera appositamente pensata per la città.

Un discorso a parte riguarda però la scultura "Ceppi", cioé gli scarponi realizzati dalla spagnola Maria Eugenia Vazquez Collazo che, pubblicamente, si appella all'Amministrazione pregandola di non collocare altrove la sua opera ma di lasciarla a Carrara: «Il mio lavoro si completa esclusivamente se rimane in questa città - afferma - rappresenta la copia esatta degli scarponi che, cuciti con il filo di ferro per risparmiare il compenso di tutta una giornata di lavoro, i cavatori usavano per recarsi in cava e, solo a Carrara, possono mantenere il loro senso. Li ho realizzati - prosegue l'artista - affinché chiunque li veda possa ricordarsi della fatica e del duro lavoro del cavatore».
Presente anche il presidente della Cassa di Risparmio di Carrara Ciro Gaspari che, soddisfatto della rinascita del centro storico, sottolinea che la banca cittadina continuerà a sostenere iniziative volte al suo recupero, senza dimenticare però quanto ci sia ancora da fare per raggiungere i livelli di molte delle città limitrofe: «Per questo obiettivo - sostiene - è necessaria la collaborazione di tutti, compresa quella dei commercianti, le cui vetrine, ad esempio, avrei gradito poter vedere tutte accese questa sera».

E un appello alla cittadinanza proviene anche da Romano Caffaz, ideatore, trent'anni fa, del simposio, e che, per questa ragione, ha ricevuto in dono una targa dall'Amministrazione: «Ricordo il grande entusiasmo dei primi simposi - afferma - a quel tempo, al di là della novità che esaltava un po' tutti, esisteva una grande collaborazione, data proprio da un sentimento di appartanenza alla città del marmo e della scultura. Oggi certe cose non si possono fare più; bisogna fare attenzione alle polveri ed all'inquinamento acustico, però - aggiunge - non si può nemmeno fare una frittata senza rompere le uova: per questo credo che tutta la città dovrebbe tornare ad unirsi intorno ad un sentimento comune, ed ogni cittadino saper rinunciare a qualcosa in quei giorni, per conservare l'identità della nostra città».

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