Trasporti
MARINA DI CARRARA
Caffè del teatro: sigilli e lacrime
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Gestori in lacrime e dipendenti col volto serio per i sigilli al Caffè del teatroCarabinieri gentili e comprensivi, ma quei sigilli proprio li devono mettere, per ordine della procura. E così a mezzogiorno, otto persone escono dalla porta del Caffè del Teatro, e devono cessare il lavoro finora svolto in quei locali
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MARINA DI CARRARA. Carabinieri gentili e comprensivi, ma quei sigilli proprio li devono mettere, per ordine della procura. E così a mezzogiorno, otto persone escono dalla porta del Caffè del Teatro, e devono cessare il lavoro finora svolto in quei locali: sono Antonella Sodini, la figlia Arianna e il fidanzato che gestiscono dal 27 ottobre 2007 il bar del palazzo Politeama, e 4 dipendenti tutte donne. E Andrea Giuntoni della attigua ricevitoria in funzione dal 1997.
Sotto il porticato dell'ottocentesco palazzo Politeama con le colonne dell'atrio interno collassate, occhi lucidi e lacrime.
Ieri scadevano i dieci giorni stabiliti dalla procura per far scattare il sequestro anche dei locali del Caffè del Teatro, (stesso termine per il negozio Benetton, la Fineco che hanno già trovato sedi alternative; e per il circolo anarchico Germinal), mentre i sigilli erano già stati apposti il 7 agosto dai carabinieri (in esecuzione del sequestro preventivo ordinato dalla procura perché secondo i periti nominati ci sarebbe rischio di crolli nel corpo centrale dell'edificio e sull'angolo di via Roma) al teatro e ai cantieri degli appartamenti in ristrutturazione sul lato di via Roma.
E quando i carabinieri hanno affisso alla porta del bar il foglio con su scritto "locale posto sotto sequestro", ci sono stati pianti e abbracci fra il personale del bar. Momenti difficili, di rabbia e amarezza, affrontati con dignità. Poco prima gestori e dipendenti avevano portato fuori alcuni macchinari, altre cose da sistemare altrove. Ma fino all'ultimo i gestori hanno sperato che il tribunale del riesame di Massa dove era in corso l'udienza per il ricorso presentato contro il sequestro, si pronunciasse in loro favore, scingiurando i sigilli. Claudio Sodini, marito di Antonella, era attaccato al cellulare. In tarda mattinata i giudici erano ancora in camera di consiglio. L'avvocato dei ricorrenti, Giovanni Maria Altadonna, ritiene che il verdetto potrebbe esserci oggi (ci sono dieci giorni di tempo). «Ma sono già in calendario altre richieste al tribunale del riesame, - dice - di legali per conto di altri soggetti destinatari del provvedimento di sequestro relativo al palazzo». Udienze che sarebbero in progrmama per venerdì e per il 26 agosto.
Il ricorso al tribunale del riesame, contro il sequestro, viene motivato in vari punti, fra cui: "insufficiente motivazione", «insufficienza di indizi di reato e dell'ipotesi criminosa di cui all'rt. 434 del CP). Il magistrato, che ha avviato le indagini sulla base di esposti, ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando il disastro colposo per il pericolo (secondo perizie) di crolli nel palazzo, e il gip ha accolto le argomentazioni firmando l'atto di sequestro. Nell'esposto esanimato ieri in tribunale, si fa anche presente che, data la situazione, il Caffè del Teatro rischia la liquidazione e il licenziamento dei dipendenti. «Noi vogliamo che il palazzo sia messo in sicurezza - dicono i gestori del bar - ma questa situazione ci sta creando enormi disagi».
Sotto il porticato dell'ottocentesco palazzo Politeama con le colonne dell'atrio interno collassate, occhi lucidi e lacrime.
Ieri scadevano i dieci giorni stabiliti dalla procura per far scattare il sequestro anche dei locali del Caffè del Teatro, (stesso termine per il negozio Benetton, la Fineco che hanno già trovato sedi alternative; e per il circolo anarchico Germinal), mentre i sigilli erano già stati apposti il 7 agosto dai carabinieri (in esecuzione del sequestro preventivo ordinato dalla procura perché secondo i periti nominati ci sarebbe rischio di crolli nel corpo centrale dell'edificio e sull'angolo di via Roma) al teatro e ai cantieri degli appartamenti in ristrutturazione sul lato di via Roma.
E quando i carabinieri hanno affisso alla porta del bar il foglio con su scritto "locale posto sotto sequestro", ci sono stati pianti e abbracci fra il personale del bar. Momenti difficili, di rabbia e amarezza, affrontati con dignità. Poco prima gestori e dipendenti avevano portato fuori alcuni macchinari, altre cose da sistemare altrove. Ma fino all'ultimo i gestori hanno sperato che il tribunale del riesame di Massa dove era in corso l'udienza per il ricorso presentato contro il sequestro, si pronunciasse in loro favore, scingiurando i sigilli. Claudio Sodini, marito di Antonella, era attaccato al cellulare. In tarda mattinata i giudici erano ancora in camera di consiglio. L'avvocato dei ricorrenti, Giovanni Maria Altadonna, ritiene che il verdetto potrebbe esserci oggi (ci sono dieci giorni di tempo). «Ma sono già in calendario altre richieste al tribunale del riesame, - dice - di legali per conto di altri soggetti destinatari del provvedimento di sequestro relativo al palazzo». Udienze che sarebbero in progrmama per venerdì e per il 26 agosto.
Il ricorso al tribunale del riesame, contro il sequestro, viene motivato in vari punti, fra cui: "insufficiente motivazione", «insufficienza di indizi di reato e dell'ipotesi criminosa di cui all'rt. 434 del CP). Il magistrato, che ha avviato le indagini sulla base di esposti, ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando il disastro colposo per il pericolo (secondo perizie) di crolli nel palazzo, e il gip ha accolto le argomentazioni firmando l'atto di sequestro. Nell'esposto esanimato ieri in tribunale, si fa anche presente che, data la situazione, il Caffè del Teatro rischia la liquidazione e il licenziamento dei dipendenti. «Noi vogliamo che il palazzo sia messo in sicurezza - dicono i gestori del bar - ma questa situazione ci sta creando enormi disagi».
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