Il Tirreno

MASSA

Maxi evasione da 15 milioni di euro

Una pattuglia della finanza: le fiamme gialle sono a caccia di evasori
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Una pattuglia della finanza: le fiamme gialle sono a caccia di evasori

Scoperta dalla Finanza di Massa una maxi evasione da oltre 15 milioni di euro. Nei guai un imprenditore massese di circa 30 anni, che, secondo gli accertamenti eseguiti dalle fiamme gialle, «utilizzava fraudolenti crediti Iva per pagare le ritenute dei suoi 52 dipendenti». Il meccanismo di compensazione è finito nel mirino degli investigatori

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MASSA. Scoperta dalla Finanza di Massa una maxi evasione da oltre 15 milioni di euro. Nei guai un imprenditore massese di circa 30 anni, che, secondo gli accertamenti eseguiti dalle fiamme gialle, «utilizzava fraudolenti crediti Iva per pagare le ritenute dei suoi 52 dipendenti». Il meccanismo di compensazione è finito nel mirino degli investigatori.
L'imprenditore edile, che in questi anni avrebbe avuto importanti commesse di lavoro, risultava però nullatenente per il fisco. Le indagini sarebbero partite anche in seguito a segnalazioni sullo stile di vita del giovane, che pare viaggiasse su macchine di lusso e frequentasse ristoranti costosi della Versilia.

Oltre all'imprenditore, è stato denunciato anche l'amministratore unico della società, che sarebbe un massese di 80 anni.
La Compagnia della Guardia di Finanza di Massa che compiuto una complessa attività fiscale nei confronti dell'imprenditore edile, ha concluso le indagini con la denuncia a piede libero, per frode fiscale, del giovane imprenditore e dell'altra persona, e, specifica la Finanza, «con il recupero a tassazione di redditi non dichiarati per oltre 15 milioni di euro, Iva dovuta mai corrisposta per oltre 3 milioni di euro e ritenute sui dipendenti operate e mai versate all'erario per circa un milione di euro».

«L'imprenditore massese era già stato denunciato nel 2005 per false fatturazioni», ma, da quanto hanno riscontrato i finanzieri, avrebbe adottato «una tecnica evasiva più sofisticata, sviluppando un'inedita forma di evasione fiscale basata sulla compensazione, con inesistenti crediti Iva, di quanto effettivamente dovuto all'erario per il pagamento delle ritenute dei suoi 52 dipendenti». Potrebbe essere, si dice negli ambienti della Guardia di Finanza, il primo caso con queste modalità scoperto in Toscana.

Il meccanismo della compensazione, per bilanciare crediti e debiti nei confronti dell'erario, è consentita dalla legge, ma l'imprenditore in questione, sempre secondo la Finanza, avrebbe vantato crediti Iva inesistenti.
«"Evasore totale" per gli anni 2005, 2006 e 2007, - spiega la Finanza in una nota - l'imprenditore ha continuato ad esercitare la sua attività attraverso una nuova compagine sociale, in apparenza perfetta dal punto di vista gestionale. Le compensazioni, - specifica la Gf - nate come strumento di civiltà fiscale nel 1998, si sono invece trasformate in un'arma per sfuggire al fisco. Non a caso, è stato accertato che la concentrazione più alta di tale sistema evasivo è connaturata nel settore dell'edilizia dove c'è bisogno di maggiore manodopera e, quindi, del versamento di maggiori contributi».
«Sulla scorta di tale modus operandi, l'attività del Reparto - conclude la nota della Compagnia Guardia di finanza di Massa - sarà indirizzata a prevenire simili condotte, attraverso l'incentivazione dell'attività operativa nel particolare settore di servizio».

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