Sicurezza
IL CASO GALEOTTA
Compravano droga prima dei match nei guai i detenuti-calciatori
Francesco Turchi
La squadra si chiama Galeotta e mette insieme detenuti, agenti di polizia penitenziaria e studenti. Ma alcuni dei calciatori-detenuti approfittavano dei permessi per i match per rifornirsi di marijuana e portarla in carcere dove si svolgevano veri e propri party. I cinque sono stati già trasferiti. L'avventura della Galeotta va comunque avanti
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MASSA. La Galeotta verrà rivoluzionata. Non certo per questioni sportive, visto che il quarto posto ottenuto nello scorso campionato di Terza categoria è un risultato lusinghiero. A “macchiare” la bella storia della squadra composta da carcerati, poliziotti e carabinieri, c’è una brutta vicenda: alcuni detenuti usavano i permessi per acquistare marijuana, per poi fumarsela in cella.
Ma cosa è successo? Il progetto Galeotta è decollato un anno fa, con l’obiettivo di favorire l’integrazione sociale dei detenuti. In cinque (tra cui un rapinatore, un omicida e un truffatore), grazie a un mix di indubbie doti calcistiche e buona condotta, sono stati inseriti nella rosa insieme ad alcuni agenti di polizia penitenziaria, ma anche carabinieri e studenti. Allenamenti all’interno della casa circondariale di Massa e partite in casa (a Montignoso) e in trasferta secondo quanto dettato dal calendario e senza nessuna scorta.
Il problema si è verificato proprio agli sgoccioli della stagione calcistica. Il giorno della partita, ogni detenuto usufruiva di 8 ore di permesso.Alcuni di questi detenuti ne approfittavano per rifornirsi di marijuana, che introducevano all’interno del carcere, dove veniva consumata e forse, rivenduta. Pare che venissero addirittura organizzati dei veri e propri party nelle celle a base di spinelli.
A quel punto sono scattate le inevitabili sanzioni a carico dei “colpevoli”, che sono stati... ceduti, o meglio trasferiti in altri carceri. E il procuratore di Massa Umberto Panetta ha aperto un’inchiesta per accertare le responsabilità.
Ma cosa è successo? Il progetto Galeotta è decollato un anno fa, con l’obiettivo di favorire l’integrazione sociale dei detenuti. In cinque (tra cui un rapinatore, un omicida e un truffatore), grazie a un mix di indubbie doti calcistiche e buona condotta, sono stati inseriti nella rosa insieme ad alcuni agenti di polizia penitenziaria, ma anche carabinieri e studenti. Allenamenti all’interno della casa circondariale di Massa e partite in casa (a Montignoso) e in trasferta secondo quanto dettato dal calendario e senza nessuna scorta.
Il problema si è verificato proprio agli sgoccioli della stagione calcistica. Il giorno della partita, ogni detenuto usufruiva di 8 ore di permesso.Alcuni di questi detenuti ne approfittavano per rifornirsi di marijuana, che introducevano all’interno del carcere, dove veniva consumata e forse, rivenduta. Pare che venissero addirittura organizzati dei veri e propri party nelle celle a base di spinelli.
A quel punto sono scattate le inevitabili sanzioni a carico dei “colpevoli”, che sono stati... ceduti, o meglio trasferiti in altri carceri. E il procuratore di Massa Umberto Panetta ha aperto un’inchiesta per accertare le responsabilità.
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