Attenzione
MONTIGNOSO
«Siamo invasi dai cinghiali»
Serena Bongiorni
Cinghiali all'attacco: non è il titolo di un nuovo splatter americano, ma ciò che sta accadendo a Vietina, piccola frazione sopra Montignoso che conta poco meno di trenta anime
3 MINUTI DI LETTURA
MONTIGNOSO. Cinghiali all'attacco: non è il titolo di un nuovo splatter americano, ma ciò che sta accadendo a Vietina, piccola frazione sopra Montignoso che conta poco meno di trenta anime.
Continui attacchi, danni alle colture e ai recinti e disagi durante la notte. Ma soprattutto, foraggiamento abusivo. Queste le denunce dei residenti di Vietina, che chiedono provvedimenti per tutelare i loro terreni.
A parlare sono alcuni residenti della frazione, che preferiscono rimanere nell'anonimato: «Qua i cinghiali tre anni fa non c'erano - racconta uno di loro - adesso ce ne sono moltissimi, e arrivano fino alle nostre case». Molti sostengono che la causa di questa improvvisa invasione sia il foraggiamento abusivo, pratica proibita dall'aprile di quest'anno in tutto il territorio regionale.
«Abbiamo visto alcuni barili da cui fuoriesce granturco nel bosco; alcuni erano anche coperti con del nylon verde per camuffarli».
I residenti sostengono che il granturco venga sparato non lontano dalle abitazioni, con la conseguenza di far avvicinare gli animali ai centri abitati. I danni ai terreni variano dai buchi nelle recinzioni alle buche nel terreno. Gli animali mangiano pomodori, zucche e altri ortaggi: «I danni non sono gravissimi - aggiunge un altro cittadino di Vietina - ma riguardano comunque qualcosa di "tuo", per cui hai lavorato e faticato».
Ma cosa si può fare una volta subiti dei danni? Primo, bisogna distinguere i danni alle colture e quelli alle strutture: per i primi, ci si può rivolgere all'Atc (Ambito territoriale di caccia) che risarcirà in misura proporzionale ai danni, mentre per i secondi ci si deve rivolgere alla Provincia, la quale trasmetterà la denuncia alla polizia provinciale che eseguirà il sopralluogo e valuterà l'entità dei danni. La Provincia potrà quindi fornire a chi ne farà richiesta il cavo con batteria a basso voltaggio annessa, grazie alla quale i proprietari dei terreni potranno recintare la loro proprietà per proteggerla dai cinghiali.
A fine giugno la Provincia aveva anche organizzato una battuta di caccia straordinaria con la quale si era cercato di dare risposta alle lamentele dei cittadini, ma gli esiti non erano stati positivi, anzi: nessun animale abbattuto e tanta paura per un gruppo di cercatori di funghi che si era trovato in mezzo alla battuta (non indicata a dovere dai cartelli).
Comunque, al dei là dei singoli episodi o dei danni concreti a orti e recinzioni, resta irrisolta la questione del foraggiamento abusivo: chi dà da mangiare a questi animali? Qualcuno punta il dito contro le squadre di cacciatori, ma questi respingono le accuse, sostenendo di essere estranei alla pratica.
L'auspicio degli abitanti di Vietina è di veder allontanare questi animali: «Non vogliamo che vengano abbattuti, ma solo che siano tenuti lontani dai nostri orti».
Continui attacchi, danni alle colture e ai recinti e disagi durante la notte. Ma soprattutto, foraggiamento abusivo. Queste le denunce dei residenti di Vietina, che chiedono provvedimenti per tutelare i loro terreni.
A parlare sono alcuni residenti della frazione, che preferiscono rimanere nell'anonimato: «Qua i cinghiali tre anni fa non c'erano - racconta uno di loro - adesso ce ne sono moltissimi, e arrivano fino alle nostre case». Molti sostengono che la causa di questa improvvisa invasione sia il foraggiamento abusivo, pratica proibita dall'aprile di quest'anno in tutto il territorio regionale.
«Abbiamo visto alcuni barili da cui fuoriesce granturco nel bosco; alcuni erano anche coperti con del nylon verde per camuffarli».
I residenti sostengono che il granturco venga sparato non lontano dalle abitazioni, con la conseguenza di far avvicinare gli animali ai centri abitati. I danni ai terreni variano dai buchi nelle recinzioni alle buche nel terreno. Gli animali mangiano pomodori, zucche e altri ortaggi: «I danni non sono gravissimi - aggiunge un altro cittadino di Vietina - ma riguardano comunque qualcosa di "tuo", per cui hai lavorato e faticato».
Ma cosa si può fare una volta subiti dei danni? Primo, bisogna distinguere i danni alle colture e quelli alle strutture: per i primi, ci si può rivolgere all'Atc (Ambito territoriale di caccia) che risarcirà in misura proporzionale ai danni, mentre per i secondi ci si deve rivolgere alla Provincia, la quale trasmetterà la denuncia alla polizia provinciale che eseguirà il sopralluogo e valuterà l'entità dei danni. La Provincia potrà quindi fornire a chi ne farà richiesta il cavo con batteria a basso voltaggio annessa, grazie alla quale i proprietari dei terreni potranno recintare la loro proprietà per proteggerla dai cinghiali.
A fine giugno la Provincia aveva anche organizzato una battuta di caccia straordinaria con la quale si era cercato di dare risposta alle lamentele dei cittadini, ma gli esiti non erano stati positivi, anzi: nessun animale abbattuto e tanta paura per un gruppo di cercatori di funghi che si era trovato in mezzo alla battuta (non indicata a dovere dai cartelli).
Comunque, al dei là dei singoli episodi o dei danni concreti a orti e recinzioni, resta irrisolta la questione del foraggiamento abusivo: chi dà da mangiare a questi animali? Qualcuno punta il dito contro le squadre di cacciatori, ma questi respingono le accuse, sostenendo di essere estranei alla pratica.
L'auspicio degli abitanti di Vietina è di veder allontanare questi animali: «Non vogliamo che vengano abbattuti, ma solo che siano tenuti lontani dai nostri orti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
