Il Tirreno

«Montagne di polveri al porto»

«Montagne di polveri al porto»

Nuova denuncia di Italia Nostra, sezione Apuo-Lunense, per segnalare la presenza di "montagnole" di polveri a cielo aperto nei piazzali del porto.
Una vicenda - sottolinea Italia Nostra - che si inserisce nella «storia delle alterazioni ambientali provocate dalle industrie chimiche e siderurgiche che hanno operato per decenni sul nostro territorio»

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CARRARA. Nuova denuncia di Italia Nostra, sezione Apuo-Lunense, per segnalare la presenza di "montagnole" di polveri a cielo aperto nei piazzali del porto.
Una vicenda - sottolinea Italia Nostra - che si inserisce nella «storia delle alterazioni ambientali provocate dalle industrie chimiche e siderurgiche che hanno operato per decenni sul nostro territorio».
Anche oggi, si fa notare, «Recenti biomonitoraggi eseguiti dal Ministero dell'ambiente hanno dato risultati scioccanti: i terreni della Zona industriale apuana e vasti tratti dell'areale di costa risultano pieni di veleni». E ancora, «Gli scienziati del Cnr hanno registrato da noi, in rapporto ai dati regionali, il tasso di mortalità significativamente più elevato, sia negli uomini che nelle donne, e questo per tutti i tipi di neoplasie, con particolare rilevanza per polmone, stomaco, laringe e colon. Un vero e proprio disastro sanitario, dunque, in provincia di Massa-Carrara, quantificato attualmente in circa quattromila casi di tumore; una situazione gravissima che dovrebbe indurre le istituzioni a darsi una mossa». Aggiunge Italia Nostra: «Negli ultimi anni, ad aggravare i problemi di salute dei cittadini di Massa-Carrara hanno contribuito anche le vaste emissioni di polveri dovute alla produzione del carbonato di calcio, ottenuto micronizzando in appositi impianti le scaglie di marmo, e al trasporto del minerale ad opera dei camion. Spesso abbiamo denunciato - senza peraltro essere degnati di una qualsivoglia pubblica smentita - che una fonte frequente d'inquinamento ambientale è rappresentata, nel porto di Marina di Carrara, dalle operazioni di carico-scarico di navi che trasportano minerali sfusi in polvere (non insacchettati). L'enorme quantitativo di polveri - Pm10 - sollevate e portate ovunque dalle brezze marine contribuisce, com'è arcinoto, al degrado dell'aria che respiriamo. Se le istituzioni non interverranno maggiormente a sanzionare e fermare i responsabili di queste lavorazioni - sostengono gli ambientalisti - presto i nostri centri urbani soffocheranno in uno smog sempre più dannoso». Allegata alla denuncia, Italia Nostra ha anche alcune foto, fra le quali una montagna di varie tonnellate di polveri biancastre sul piazzale di ponente del nostro scalo. Italia Nostra chiede quindi «Per conto di alcuni concittadini che, allarmati, ci hanno messi al corrente di questi "depositi" a cielo aperto, alla Capitaneria di Porto, all'Arpat e ad ogni altro ente competente di verificare la natura dei minerali sfusi in questione e la correttezza delle operazioni di accumulo e sosta degli stessi nonché, ove possibile, di tranquillizzare la gente circa la loro non pericolosità se dispersi in atmosfera, nel terreno e in acqua».

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