La protesta
TRAGEDIA SULLE APUANE
Tre amici e una passione martedì i funerali a Pistoia
La passione per la montagna, la famiglia, i figli, il lavoro. Dolore per la scomparsa dei tre alpinisti, due dei quli volontari del soccorso alpino che sono precipitati sul Monte Altissimo. Le vittime sono due 40enni di Pistoia, Leonardo Lucarelli e Saverio Ghironi, e Alessandro Mannocci, di Pavana di Sambuca Pistoiese
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PISTOIA. Leonardo Lucarelli e Saverio Chironi si conoscevano fin da ragazzi, insieme hanno passato l'adolescenza a Torbecchia, quartiere alle porte della città. Invece Alessandro Mannucci, il più giovane dei tre, era di Pavana, borgo sulle alture sopra Pistoia. I tre alpinisti precipitati dal monte Altissimo condividevano una passione: la montagna.
LEGGI L'incidente e il recupero dei corpi in un canolone
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ASCOLTA Il capo dei soccorritori
Leonardo Lucarelli aveva 40 anni e adesso viveva con la moglie Patrizia e il loro bambino di 5 anni a Torbecchia, dove da alcuni mesi avevano comprato una villetta che stavano ristrutturando. Da dieci anni Lucarelli, molto conosciuto da tutta la piccola comunità di Torbecchia dove ha vissuto da sempre con la famiglia di origine, lavorava come magazziniere e rappresentante alla Tfe (Toscana forniture elettriche), azienda di Pistoia che si occupa di distribuzione all'ingrosso di materiali elettrici.
A ricordarlo Andrea Greggio, responsabile commerciale della ditta, che, incredulo per la tragedia, lo descrive come una persona attenta e precisa sul lavoro. Oltre alla famiglia, il grande amore di Lucarelli, che cinque anni fa era diventato volontario del Sast (Soccorso alpino e speleologico della Toscana), era la montagna: sugli sci o aggrappato alle rocce, adorava affrontare la potenza dei monti.
Sabato, a sfidare le Apuane con Lucarelli c'era anche un suo caro amico, Saverio Chironi. I due erano praticamente cresciuti insieme in quel quartiere di Torbecchia che ieri era profondamente scosso per la tragedia che ha colpito due famiglie. Trentasette anni, una moglie e una bambina piccola, Chironi faceva l'idraulico. La sua famiglia d'origine, arrivata ormai da molti anni dalla Sardegna, si era stabilita a Torbecchia. Trascorsa la giovinezza nel quartiere poco fuori Pistoia, con i suoi cinque fratelli, aveva deciso cinque anni fa di comprare una casa e trasferirsi con la moglie a Montagnana, nel comune di Marliana. Dopo aveva fondato un'azienda individuale di manutenzione di impianti idraulici e di riscaldamento, con sede a Pistoia. Era un'attività impegnativa, che però aveva fatto conoscere a molti in città quanto Chironi fosse un bravo tecnico.
Scossi per il dramma dei due amici rocciatori che hanno perso la vita precipitando dal monte Altissimo gli abitanti del piccolo quartiere pistoiese di Torbecchia. Il circolo Arci locale, dove da ragazzi Lucarelli e Chironi trascorrevano spesso le loro giornate, ieri pomeriggio ha addirittura deciso di interrompere parzialmente le attività ricreative, annullando, grazie a un cartello sistemato davanti all'ingresso il tradizionale ballo liscio della domenica pomeriggio.
Il terzo scalatore morto sulle Apuane era anche lui un volontario della Sast, molto amico di Lucarelli. Si tratta di Alessandro Mannucci, 27enne che abitava con i genitori - il babbo è stato assessore del Comune di Sambuca fino al giugno scorso - a Pavana, sulla montagna pistoiese. Il giovane studiava ingegneria meccanica all'Università di Bologna e nel tempo libero amava scalare i monti. Il piccolo paese quasi al confine tra Toscana ed Emilia è rimasto incredulo davanti alla notizia della morte del ragazzo, da tutti ricordato come una persona completamente dedita al volontariato. Alcuni anni fa è entrato nel soccorso alpino, ma già negli anni precedenti era attivo nella Croce verde di Sambuca, dove i tanti amici lo ricordano come «un ragazzo tranquillo, che più di ogni altra cosa amava prendersi cura degli altri. È sempre stato nel mondo del volontariato».
SCHEDA I precedenti: 18 morti sulle Apuane dal 2006
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A ricordarlo Andrea Greggio, responsabile commerciale della ditta, che, incredulo per la tragedia, lo descrive come una persona attenta e precisa sul lavoro. Oltre alla famiglia, il grande amore di Lucarelli, che cinque anni fa era diventato volontario del Sast (Soccorso alpino e speleologico della Toscana), era la montagna: sugli sci o aggrappato alle rocce, adorava affrontare la potenza dei monti.
Sabato, a sfidare le Apuane con Lucarelli c'era anche un suo caro amico, Saverio Chironi. I due erano praticamente cresciuti insieme in quel quartiere di Torbecchia che ieri era profondamente scosso per la tragedia che ha colpito due famiglie. Trentasette anni, una moglie e una bambina piccola, Chironi faceva l'idraulico. La sua famiglia d'origine, arrivata ormai da molti anni dalla Sardegna, si era stabilita a Torbecchia. Trascorsa la giovinezza nel quartiere poco fuori Pistoia, con i suoi cinque fratelli, aveva deciso cinque anni fa di comprare una casa e trasferirsi con la moglie a Montagnana, nel comune di Marliana. Dopo aveva fondato un'azienda individuale di manutenzione di impianti idraulici e di riscaldamento, con sede a Pistoia. Era un'attività impegnativa, che però aveva fatto conoscere a molti in città quanto Chironi fosse un bravo tecnico.
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