Il Tirreno

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Soccorsi, una notte d'angoscia

La salma di una delle vittime viene caricata sull’elicottero Sotto: un momento di pausa dei soccorritori a Pian della Fioba
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La salma di una delle vittime viene caricata sull’elicottero Sotto: un momento di pausa dei soccorritori a Pian della Fioba

MORTE SUI MONTI Le difficili ricerche dei tre alpinisti precipitati e il dolore per la tragedia. Parlano i protagonisti

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MASSA. «La roccia è rovinata e capita che si stacchino dei sassi. Può bastare un chiodo in meno e voli via. Anche se sei esperto». Giorgio Baldini è il capo della stazione massese del Sast e ha guidato le ricerche dei tre alpinisti pistoiesi per tutta la notte, nella zona di quella Cresta degli Angeli che lui conosce bene: «È bellissima, l'ho fatta anch'io in passato. È uno spettacolo».

Ma stavolta il paesaggio spettacolare si è trasformato in teatro della tragedia: «La "sosta" può essere artificiale, utilizzando per esempio un chiodo apposito, o naturale. È il capocordata a stabilirlo. È lui che sale per primo e individua i possibili ancoraggi».
Talvolta possono essere utilizzate anche delle "soste" preesistenti: «Sulla Cresta degli Angeli bisogna fare molta attenzione, perché la roccia cede». È stato Baldini a dare il via alle ricerche: «Abbiamo ricevuto la segnalazione dai colleghi di Pistoia, dicendoci che erano preoccupati perché i tre amici erano partiti alle 9.30 e questo è un percorso che si fa in 3 ore, 3 ore e mezzo al massimo: e invece all'una non avevano notizie. I cellulari squillavano a vuoto. E a quel punto ci siamo allertati. Abbiamo effettuato un primo giro, ma la ricerca non ha dato esito. A quel punto abbiamo chiesto l'intervento dell'elicottero».

Le operazioni sono state tutt'altro che agevoli: «L'elicottero Hh3f si è alzato sabato sera: peraltro solitamente effettua interventi in mare. Si trattava di una delle primissime operazioni in montagna, dove la presenza di tralicci crea molti pericoli in più. Tuttavia nelle prime ore di perlustrazione non è riuscito a individuare i corpi. In piena notte ha fatto una sosta a Pisa, per poi riprendere le ricerche intorno alle 6.45. Dopo pochi minuti ha avvistato i tre alpinisti e siamo intervenuti».
Nel gruppo di soccorritori c'era anche Adriano Ricci, anche lui della stazione di Massa del Soccorso alpino e speleologico toscano: «Probabilmente ha ceduto una "sosta": uno dei tre è scivolato, strattonando l'ancoraggio e provocandone il cedimento».
Con i tre alpinisti pistoiesi, sale a 6 il numero di escursionisti che negli ultimi 12 mesi hanno perso la vita sul versante massese delle Alpi Apuane. Lo scorso 3 maggio un escursionista di Carrara di 42 anni, Paolo Vanelli, perse la vita precipitando da un centinaio di metri mentre saliva sulla cresta del Pizzone, a Resceto, nel Comune di Massa.

L'8 dicembre scorso, il 46enne Marcellino Bonuccelli, pittore residente a Camaiore, morì precipitando lungo il sentiero che da Finestra Vandelli porta alla Tambura. Nel luglio 2008 morì invece Mauro Baronti, 53 anni, finito in un dirupo mentre stava tentando di scalare il monte Sella.
Francesco Turchi

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