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Ditte in crisi, ecco i maghi del web
Professioni emergenti: rappresentano una nuova popolazione lavorativa ancora in evoluzine e legata allo sviluppo tecnologico. Ma non tutte le aziende ne sono a conoscenza. Soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni che caratterizzano il comparto dell'artigianato, e questo è un gap che dovranno colpare per stare al passo con i tempi e con i mercati. Internet e l'informatica sono una delle nuove frontiere e danno opportunità d'impiego e possibilità di far nascere mestieri artigiani un tempo inimmaginabili.
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CARRARA. Professioni emergenti: rappresentano una nuova popolazione lavorativa ancora in evoluzine e legata allo sviluppo tecnologico. Ma non tutte le aziende ne sono a conoscenza. Soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni che caratterizzano il comparto dell'artigianato, e questo è un gap che dovranno colpare per stare al passo con i tempi e con i mercati. Internet e l'informatica sono una delle nuove frontiere e danno opportunità d'impiego e possibilità di far nascere mestieri artigiani un tempo inimmaginabili.
Confartigianato ha tastato il polso alle aziende, interpellando 255 imprenditori: 80 in Lunigiana, 95 fra Carrara e Fosdinovo e 80 fra Massa e Montignoso. Il 78% del totale delle imprese ha un personal computer. Ma secondo l'associazione, non c'è una consapevolezza diffusa delle potenzialità occupazionali: «Quando si parla di nuovi posti di lavoro che si possono creare con le nuove tecnologie, si pensa solo ai tecnici e si dimentica che se si usa la rete per vendere scarpe, si creano posti di lavoro per calzolai, se la si usa per valorizzare l'artigianato, si creano occasioni di lavoro per questo settore. Per un veloce adeguamento al futuro, la scuola ha un compito insostituibile».
Anche perché solo il 22 per cento degli imprenditori contattati dalla Confartigianato hanno dichiarato di conoscere abbastanza bene i nuovi mestieri che stanno emergendo.
Chi è, e cosa fa. Sul mercato del lavoro sono entrate nuove professioni mai sentite prima, come ad esempio il bioinformatico e il progettista di software, l'ergonomo (colui che valuta la qualità del lavoro, degli strumenti, dei prodotti nelle varie attività), o l'onicotecnico (tecnico che ricostruisce le unghie), tuttavia resistono ancora i mestieri del passato anche se maggiormente informatizzati. Nell'elenco dei nuovi mestieri, quelli informatici e telematici si moltiplicano, ed entrano nuove figure professionali come l'esperto di tecnologie digitali, l'esperto di telecomunicazioni, l'iconografo (addetto alla selezione e alla realizzazione delle illustrazioni), il mystery shopping (attività di marketing nei servizi).
Lo sviluppo industriale ha messo a repentaglio alcuni mestieri, molti dei quali sono scomparsi o sono in via di sparizione. Una parte però, ha resistito: mestieri quali lo scultore, lo scalpellino, il restauratore del legno, e in alcuni casi si continua a tramandare antiche tradizioni locali. Secondo Confartigianato «in quest'epoca, che sta affrontando una nuova rivoluzione tecnologica, è importante raccogliere la tradizione ed inserirla più incisivamente nel presente e nel futuro, accompagnando le imprese in questo non facile tragitto».
Il settore marmo. Occorrono secondo Confartigianato, nuove professionalità sia nell'estrazione che nella lavorazione, fino alla progettazione e alla realizzazione di opere ad alto grado di innovazione. «Le imprese dovranno essere sempre più attente al contesto in cui operano e al mercato per riuscire a sviluppare un adattamento a 360º, comprensivo delle risorse umane e delle competenze professionali».
Nuove figure. Nascono figure del tutto nuove, facciamo alcuni esempi: l'editore multimediale, il web surfer (esperto di siti web), oppure il fotografo digitale, che svolge un ruolo del tutto differente dal fotografo tradizionale per gli strumenti e le modalità con cui opera. C'è anche il progettista di edilizia sostenibile, il tecnico di riciclaggio, il progettista dei sistemi energetici (per le energie rinnovabili). E altre figure ancora: che sono in evoluzione.
E il futuro sarà nel "telelavoro"? Svolgeremo i mestieri stando comodamente seduti a casa? Ci sono professioni emergenti in vari campi, con denominazioni prese dal vocabolario della globalizzazione, come il logistic manager, il web master (mette in rete le iniziative di un'azienda), il database administrator (aministra le banche dati aziendali), l'usability engineer (rende un sito navigabile). Esempi di attività che sono ormai distanti anni luce dai mestieri dei nostri nonni.
Confartigianato ha tastato il polso alle aziende, interpellando 255 imprenditori: 80 in Lunigiana, 95 fra Carrara e Fosdinovo e 80 fra Massa e Montignoso. Il 78% del totale delle imprese ha un personal computer. Ma secondo l'associazione, non c'è una consapevolezza diffusa delle potenzialità occupazionali: «Quando si parla di nuovi posti di lavoro che si possono creare con le nuove tecnologie, si pensa solo ai tecnici e si dimentica che se si usa la rete per vendere scarpe, si creano posti di lavoro per calzolai, se la si usa per valorizzare l'artigianato, si creano occasioni di lavoro per questo settore. Per un veloce adeguamento al futuro, la scuola ha un compito insostituibile».
Anche perché solo il 22 per cento degli imprenditori contattati dalla Confartigianato hanno dichiarato di conoscere abbastanza bene i nuovi mestieri che stanno emergendo.
Chi è, e cosa fa. Sul mercato del lavoro sono entrate nuove professioni mai sentite prima, come ad esempio il bioinformatico e il progettista di software, l'ergonomo (colui che valuta la qualità del lavoro, degli strumenti, dei prodotti nelle varie attività), o l'onicotecnico (tecnico che ricostruisce le unghie), tuttavia resistono ancora i mestieri del passato anche se maggiormente informatizzati. Nell'elenco dei nuovi mestieri, quelli informatici e telematici si moltiplicano, ed entrano nuove figure professionali come l'esperto di tecnologie digitali, l'esperto di telecomunicazioni, l'iconografo (addetto alla selezione e alla realizzazione delle illustrazioni), il mystery shopping (attività di marketing nei servizi).
Lo sviluppo industriale ha messo a repentaglio alcuni mestieri, molti dei quali sono scomparsi o sono in via di sparizione. Una parte però, ha resistito: mestieri quali lo scultore, lo scalpellino, il restauratore del legno, e in alcuni casi si continua a tramandare antiche tradizioni locali. Secondo Confartigianato «in quest'epoca, che sta affrontando una nuova rivoluzione tecnologica, è importante raccogliere la tradizione ed inserirla più incisivamente nel presente e nel futuro, accompagnando le imprese in questo non facile tragitto».
Il settore marmo. Occorrono secondo Confartigianato, nuove professionalità sia nell'estrazione che nella lavorazione, fino alla progettazione e alla realizzazione di opere ad alto grado di innovazione. «Le imprese dovranno essere sempre più attente al contesto in cui operano e al mercato per riuscire a sviluppare un adattamento a 360º, comprensivo delle risorse umane e delle competenze professionali».
Nuove figure. Nascono figure del tutto nuove, facciamo alcuni esempi: l'editore multimediale, il web surfer (esperto di siti web), oppure il fotografo digitale, che svolge un ruolo del tutto differente dal fotografo tradizionale per gli strumenti e le modalità con cui opera. C'è anche il progettista di edilizia sostenibile, il tecnico di riciclaggio, il progettista dei sistemi energetici (per le energie rinnovabili). E altre figure ancora: che sono in evoluzione.
E il futuro sarà nel "telelavoro"? Svolgeremo i mestieri stando comodamente seduti a casa? Ci sono professioni emergenti in vari campi, con denominazioni prese dal vocabolario della globalizzazione, come il logistic manager, il web master (mette in rete le iniziative di un'azienda), il database administrator (aministra le banche dati aziendali), l'usability engineer (rende un sito navigabile). Esempi di attività che sono ormai distanti anni luce dai mestieri dei nostri nonni.
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