Il dolore
SIGILLATO POLITEAMA
Sigilli al palazzo Politeama
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Sergio Bologna che esce dal Politeama dopo l’arrivo dei carabinieriPer la magistratura ci sono pericoli di crolli: ieri sono scattati i sigilli a una parte del palazzo Politeama, in esecuzione al sequestro preventivo disposto dal gip Alba Dova su richiesta del pm Alberto Dello Iacono che ha aperto un fascicolo contro ignoti nell'ambito dell'indagine sulle condizioni dell'edificio
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CARRARA. Per la magistratura ci sono pericoli di crolli: ieri sono scattati i sigilli a una parte del palazzo Politeama, in esecuzione al sequestro preventivo disposto dal gip Alba Dova su richiesta del pm Alberto Dello Iacono che ha aperto un fascicolo contro ignoti nell'ambito dell'indagine sulle condizioni dell'edificio.
E ora il teatro Verdi, già chiuso dal 2006, rischia di non riaprire più, o di riaprire in tempi biblici. E sono inclusi nel sequestro edilizio anche il bar del teatro, la sede storica del Germinal (la Federazione anarchica Fai) e l'ala dell'edificio che fa angolo con via Roma, dove ci sono Fineco e Benetton, e, su quel lato, uffici, attività, e alcuni appartamenti in ristrutturazione. Dal piano terra all'ultimo piano. I sigilli interni ed esterni sono stati posti subito al teatro Politeama, e ai cantieri per la ristrutturazione di appartamenti sul lato di via Roma. Mentre i titolari delle altre porzioni edilizie interessate dal provvedimento hanno dieci giorni di tempo prima che scattino i sigilli.
La magistratura (nell'ipotesi di dissesto colposo) vuol vederci chiaro sulle condizioni di stabilità dell'antico palazzo che l'anno scorso ha fatto stare col fiato sospeso tutta Carrara, quando la scoperta di lesioni a una colonna nell'ingresso del teatro fece scattare l'allarme. Dopo interventi urgenti di messa in sicurezza, il sindaco Zubbani aveva revocato l'ordinanza di sgombero, ma secondo la magistratura il pericolo permane: la procura aveva infatti, a seguito di esposti e sulla base di documentazione raccolta sulla vicenda Politeama, aveva nominato due consulenti tecnici, che hanno depositato la loro relazione il 25 luglio: il pericolo di crolli, secondo i periti sarebbe reale nel corpo centrale dell'edificio e sull'ala che fa angolo con via Roma. Da qui il provvedimento di sequestro preventivo, in quanto è satto ritenuto che l'utilizzo delle parti di edificio considerate a rischio, potrebbe aggravare o protrarre la situazione di pericolo.
Ieri l'arrivo dei carabinieri, per l'esecuzione del sequestro, ha messo in fibrillazione mezza città.
Gli anarchici del Germinal si sono radunati al portone dell'edificio: seduti sugli scalini, alla domanda se si cercheranno un'altra sede per ora hanno risposto «Vedremo». Rappresentanti del comitato per la salvaguardia del Politeama hanno letto il dispositivo di sequestro.
Sergio Bologna gestore del teatro e del bar a fianco (la presidente della società Caffè del Teatro è Arianna Sodini), ieri era costernato: «Speriamo che questa sia una svolta e che il teatro non rimanga ancora a lungo chiuso. Chiediamo che sia fatta luce su questa vicenda e che al più presto lo stabile venga messo in sicurezza. Bisogna essere certosini sugli interventi da fare. Dallo scorso anno ci sono stati tempi morti, fra sopralluoghi e la relazione del prof. Bartelletti. In questi anni il Comune doveva vigilare: al teatro ora mancano parti importanti ed è agonizzante».
Cinzia Carpita
E ora il teatro Verdi, già chiuso dal 2006, rischia di non riaprire più, o di riaprire in tempi biblici. E sono inclusi nel sequestro edilizio anche il bar del teatro, la sede storica del Germinal (la Federazione anarchica Fai) e l'ala dell'edificio che fa angolo con via Roma, dove ci sono Fineco e Benetton, e, su quel lato, uffici, attività, e alcuni appartamenti in ristrutturazione. Dal piano terra all'ultimo piano. I sigilli interni ed esterni sono stati posti subito al teatro Politeama, e ai cantieri per la ristrutturazione di appartamenti sul lato di via Roma. Mentre i titolari delle altre porzioni edilizie interessate dal provvedimento hanno dieci giorni di tempo prima che scattino i sigilli.
La magistratura (nell'ipotesi di dissesto colposo) vuol vederci chiaro sulle condizioni di stabilità dell'antico palazzo che l'anno scorso ha fatto stare col fiato sospeso tutta Carrara, quando la scoperta di lesioni a una colonna nell'ingresso del teatro fece scattare l'allarme. Dopo interventi urgenti di messa in sicurezza, il sindaco Zubbani aveva revocato l'ordinanza di sgombero, ma secondo la magistratura il pericolo permane: la procura aveva infatti, a seguito di esposti e sulla base di documentazione raccolta sulla vicenda Politeama, aveva nominato due consulenti tecnici, che hanno depositato la loro relazione il 25 luglio: il pericolo di crolli, secondo i periti sarebbe reale nel corpo centrale dell'edificio e sull'ala che fa angolo con via Roma. Da qui il provvedimento di sequestro preventivo, in quanto è satto ritenuto che l'utilizzo delle parti di edificio considerate a rischio, potrebbe aggravare o protrarre la situazione di pericolo.
Ieri l'arrivo dei carabinieri, per l'esecuzione del sequestro, ha messo in fibrillazione mezza città.
Gli anarchici del Germinal si sono radunati al portone dell'edificio: seduti sugli scalini, alla domanda se si cercheranno un'altra sede per ora hanno risposto «Vedremo». Rappresentanti del comitato per la salvaguardia del Politeama hanno letto il dispositivo di sequestro.
Sergio Bologna gestore del teatro e del bar a fianco (la presidente della società Caffè del Teatro è Arianna Sodini), ieri era costernato: «Speriamo che questa sia una svolta e che il teatro non rimanga ancora a lungo chiuso. Chiediamo che sia fatta luce su questa vicenda e che al più presto lo stabile venga messo in sicurezza. Bisogna essere certosini sugli interventi da fare. Dallo scorso anno ci sono stati tempi morti, fra sopralluoghi e la relazione del prof. Bartelletti. In questi anni il Comune doveva vigilare: al teatro ora mancano parti importanti ed è agonizzante».
Cinzia Carpita
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