Lutto
«Mi hanno tolto l'acqua, non posso pagarla»
Daniele Della Bona
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Utenti allo sportello in città di Gaia che gestisce il servizio idricoGli hanno staccato l'acqua in casa e il ripristino gli costerà 848 euro. Soldi - non facili da trovare in pochi giorni - che Alessandro Gherardi, carrarese padre di una bambina di sei anni, proprio non ha. «Si tratta - racconta - di vecchie bollette che non avevo pagato a Gaia»
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CARRARA. Gli hanno staccato l'acqua in casa e il ripristino gli costerà 848 euro. Soldi - non facili da trovare in pochi giorni - che Alessandro Gherardi, carrarese padre di una bambina di sei anni, proprio non ha. «Si tratta - racconta - di vecchie bollette che non avevo pagato a Gaia».
«L'anno scorso, per versare questi soldi - continua - ci siamo accordati per un pagamento dilazionato in otto rate da 106 euro a partire dal 2008». Di quelle rate però Gherardi salta qualche pagamento e, ritrovandosi moroso nei confronti dell'ente, giovedì mattina Gaia ha proceduto a staccargli il contatore. «Ho il contatore nell'atrio del condominio - spiega -, insieme a quello degli altri inquilini. E così, sono venuti, senza neppure avvisarmi, e hanno staccato l'acqua: come faccio adesso con mia moglie e mia figlia di sei anni che dell'acqua hanno bisogno?».
Gherardi è perplesso: «Non credo che la legge permetta di staccare completamente l'acqua senza lasciarne nemmeno un filo. Ho contattato Gaia, ma mi hanno detto che la legge è dalla loro parte, e che dunque devo rassegnarmi a pagare per riavere l'acqua in casa». In effetti, come conferma Silvano Gattiglio, direttore tecnico di Aato (consorzio dei comuni che controlla l'attività di Gaia gestore del servizio idrico), il regolamento del servizio idrico integrato parla chiaro: «Il gestore ha sempre il diritto di far ispezionare in qualsiasi momento gli impianti e gli apparecchi all'interno di proprietà private» (art. 34 del regolamento) e «in caso di morosità persistente oltre 30 giorni, è prevista la sospensione del servizio. Con preavviso non inferiore ai 25 giorni lavorativi» (art.49 regolamento). La fornitura, però, non può essere sospesa «se il servizio è necessario per primarie necessità sanitarie o di sicurezza, a seguito di intervento dell'autorità competente»; intervento che potrà, però, avvenire solamente a cosa fatta. A questo punto, saltata anche l'ipotesi di un nuovo pagamento dilazionato, che ha provato a chiedere all'ente, a Gherardi non resta che saldare per intero il conto o far valere le proprie ragioni nelle sedi preposte.
«L'anno scorso, per versare questi soldi - continua - ci siamo accordati per un pagamento dilazionato in otto rate da 106 euro a partire dal 2008». Di quelle rate però Gherardi salta qualche pagamento e, ritrovandosi moroso nei confronti dell'ente, giovedì mattina Gaia ha proceduto a staccargli il contatore. «Ho il contatore nell'atrio del condominio - spiega -, insieme a quello degli altri inquilini. E così, sono venuti, senza neppure avvisarmi, e hanno staccato l'acqua: come faccio adesso con mia moglie e mia figlia di sei anni che dell'acqua hanno bisogno?».
Gherardi è perplesso: «Non credo che la legge permetta di staccare completamente l'acqua senza lasciarne nemmeno un filo. Ho contattato Gaia, ma mi hanno detto che la legge è dalla loro parte, e che dunque devo rassegnarmi a pagare per riavere l'acqua in casa». In effetti, come conferma Silvano Gattiglio, direttore tecnico di Aato (consorzio dei comuni che controlla l'attività di Gaia gestore del servizio idrico), il regolamento del servizio idrico integrato parla chiaro: «Il gestore ha sempre il diritto di far ispezionare in qualsiasi momento gli impianti e gli apparecchi all'interno di proprietà private» (art. 34 del regolamento) e «in caso di morosità persistente oltre 30 giorni, è prevista la sospensione del servizio. Con preavviso non inferiore ai 25 giorni lavorativi» (art.49 regolamento). La fornitura, però, non può essere sospesa «se il servizio è necessario per primarie necessità sanitarie o di sicurezza, a seguito di intervento dell'autorità competente»; intervento che potrà, però, avvenire solamente a cosa fatta. A questo punto, saltata anche l'ipotesi di un nuovo pagamento dilazionato, che ha provato a chiedere all'ente, a Gherardi non resta che saldare per intero il conto o far valere le proprie ragioni nelle sedi preposte.
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