Il Tirreno


Maxi-multa per un risotto

Francesco Turchi
Cristiano Tagliabue nel suo bar
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Cristiano Tagliabue nel suo bar

Una multa di 4mila euro per qualche piatto di frittura di troppo. La stangata ha reso amara la stagione di Cristiano Tagliabue, che gestisce il bar del bagno Paola ai Ronchi: lunedì mattina si sono presentati i Nas, che lo hanno sanzionato perché in quanto "punto ristoro", può somministrare soltanto panini e piatti freddi

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MASSA. Una multa di 4mila euro per qualche piatto di frittura di troppo. La stangata ha reso amara la stagione di Cristiano Tagliabue, che gestisce il bar del bagno Paola ai Ronchi: lunedì mattina si sono presentati i Nas, che lo hanno sanzionato perché in quanto "punto ristoro", può somministrare soltanto panini e piatti freddi. E invece nel suo listino figurano anche alcuni piatti cotti.
Tagliabue racconta la sua disavventura: «Dall'inizio della stagione ho già ricevuto la visita di Asl, Capitaneria di porto e non solo: nessuno ha riscontrato irregolarità, sia sul piano fiscale che igienico». Poi sono arrivati gli uomini del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Livorno: «Mi hanno detto che stanno svolgendo un controllo a campione su tutta la costa. Hanno fatto tutte le verifiche relativamente alla conservazione degli alimenti ed è filato tutto liscio». Ma il controllo dei documenti in possesso di Tagliabue non ha superato l'esame: «In quanto "punto ristoro" non posso preparare piatti cotti. Ma in realtà, mi giro intorno e tutti i bagni sono nelle mie stesse condizioni: hanno tutti questo tipo di licenza e continuano a preparare primi e secondi piatti di mare, senza nessun problema. E io invece dovrò pagare qualcosa come 4.160 euro di multa». Un'autentica stangata per il gestore: «Questa situazione generalizzata, viene tollerata a livello locale, tanto che quasi tutti i colleghi, a quanto mi risulta, al momento della presentazione della Dia (dichiarazione di inizio attività), non utilizzano il termine "ristorante", anche se tutti sono perfettamente consapevoli che vengono somministrati anche piatti cotti: anche all'ufficio attività produttive del Comune mi hanno suggerito di fare così. Diciamo che viene usato questo escamotage perché in generale la situazione viene tollerata», creando peraltro un certo nervosismo tra i ristoratori, da sempre in competizione con i balneari per accaparrarsi i pranzi e le cene dei clienti. Per Tagliabue è una brutta tegola: «Ho assunto delle persone con contratti stagionali: sicuramente non licenzierò nessuno, ma è chiaro che economicamente il danno è notevole. Tutto questo in un anno già difficile per la situazione economica generale: credo che ci dovrebbe essere maggiore uniformità nelle regole». Tagliabue annuncia battaglia: «Farò sicuramente ricorso contro la multa: sono convinto di aver subito un'ingiustizia. L'altra cosa che mi fa rabbia è che vengono tollerati venditori abusivi e ristoranti (non solo sul litorale) che a chiamarli tali ci vuole coraggio, mentre a chi si fa in due per lavorare e rispettare la burocrazia, gli si tagliano le gambe. Vorrei che il Comune facesse un po' di chiarezza».

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