Il Tirreno

«Bagni pubblici inutilizzabili»

La Fura a Fantiscritti incantama le lamentele restano

I bagni pubblici collocati anni fa dal Comune nel piazzale di Fantiscritti
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I bagni pubblici collocati anni fa dal Comune nel piazzale di Fantiscritti

Fra le proteste legate alla notte di Fantiscritti (successo indiscusso dello spettacolo ma caos per accedere al piazzale), c'è anche quella per i servizi igienici. La titolare del bar di Fantiscritti e del negozio di souvenir di fronte, che si occupa della pulizia dei bagni sistemati da anni dall'ente locale nel luogo meta di molti turisti, si è lamentata con il Comune

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CARRARA. Fra le proteste legate alla notte di Fantiscritti (successo indiscusso dello spettacolo ma caos per accedere al piazzale), c'è anche quella per i servizi igienici. La titolare del bar di Fantiscritti e del negozio di souvenir di fronte, che si occupa della pulizia dei bagni sistemati da anni dall'ente locale nel luogo meta di molti turisti, si è lamentata con il Comune: «Il sabato ho visto che erano occupati da attrezzi per la manifestazione, in pratica sono stati usati come magazzino».
«Io faccio due pulizie al giorno nei bagni pubblici - spiega la signora Mara del locale "La Stazione di Fantiscritti" - Sabato pomeriggio c'erano dentro dei borsoni e varie attrezzature. I bagni non si potevano usare». Per garantire i servizi igienici alle migliaia di persone salite domenica alle cave per assistere allo spettacolare macroshow della "Fura dels Baus" la signora Mara, oltre al bagno nel suo bar ristorante, ha messo a disposizione anche quello esterno al suo negozio di souvenir. «Ma per i servizi pubblici ho protestato con il Comune».

La critica politica.
Il consigliere Enrico Isoppi, dei Repubblicani per Carrara, presidente della commissione comunale cultura, si è preso il «tempo necessario per smaltire la rabbia di cittadino che ha subito l'inadeguatezza dell'organizzazione ma ancor più di amministratore che ha visto gettare al vento una grande opportunità per la nostra Città. Come sempre nella vita, ritengo che dalle sconfitte nascano spunti per migliorare, senza abbandonarsi alla rassegnazione e all'autoflagellazione. Allora al primo punto si deve evidenziare il fatto che Carrara con proposte di qualità è in grado di attirare un gran numero di persone.
«Il secondo punto - dice Isoppi - è che se si vuol giocare a certi livelli bisogna disporre dell'organizzazione e delle competenze necessarie. Per fare un esempio calcistico non si può andare in serie A con una squadra, magari ottima, di C2. Il terzo aspetto è che la gestione di eventi di tale portata debba essere necessariamente affidata ad un gruppo di lavoro unico, ovviamente qualificato, che si assuma la piena responsabilità delle decisioni su tutto il percorso dell'evento: dalla scelta, alla programmazione, alla locazione, alla gestione. Niente improvvisazione, niente pressappochismo, niente presunzione, soltanto condivisione del progetto e professionalità. Il quarto punto, la location delle cave: certamente spettacolare ed attrattiva ma poco adatta per la logistica e gli obiettivi pericoli, ad eventi di massa. Il fatto che nessuno, in quel grande caos, abbia subito danni è stato un mezzo miracolo. Imparata la lezione, prese decisioni anche dolorose, come l'opportuno riconoscimento di responsabilità da parte dell'organizzatore, è necessario ributtarsi nell'impresa perché, domenica lo ha dimostrato, le opportunità per questa città esistono. L'alternativa è limitarsi alle feste di quartiere e giocare in C2».

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