Sicurezza
CARRARA
Compare un fallo di marmofra le sculture del simposio
L'opera rimossa dal Comune e portata in magazzino. Il consigliere Musetti (La Destra): va collocata in uno spazio pubblico
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CARRARA. «Fallo, ma fallo di marmo». Ispirati dallo slogan, denso di ambiguità, due giovani hanno ideato una scultura in marmo a forma di fallo, che con un blitz è stata collocata l'altra notte nella piazza degli Animosi, dove è in corso il simposio di scultura. E siccome era un'intrusa, l'opera è stata rimossa ieri mattina dal Comune e portata nei magazzini municipali. «Ci scusiamo se abbiamo arrecato disturbo o disagio» spiega Alfieri Grassi, 27 anni, carrarese che studia e lavora a Milano, coautore dell'opera insieme a Paolo Merli, 33 anni di Voghera.
«La nostra è stata una provocazione propositiva per promuovere il marmo e il suo utilizzo, oltre ad un omaggio alla mia città. Non era né una critica al Simposio né all'amministrazione - sottolinea, e non ci aspettavamo reazioni tanto vibrate visto che la stessa opera era stata esposta a Milano, in Corso Como, senza problemi». La scultura, alta circa un metro e 80, in marmo bianco delle Apuane con basamento in granito nero, è stata portata in piazza Battisti verso mezzanotte: Grassi e Marco Borghini raccontano di avere detto a una guardia notturna che erano lì, con altri ragazzi, per scaricare una scultura. «Non abbiamo detto che qualcuno ci avesse autorizzati». Il fallo è così rimasto nella piazza fino alle otto circa di ieri mattina, quando l'amministrazione ha provveduto a rimuoverlo. Le reazioni? Giovanna Bernardini, assessore alla cultura, ha preferito non commentare quella che definisce «una goliardata», ribadendo la necessità di rimuovere l'opera da «un luogo in cui vanno anche i bambini».
La situazione, poi, si è in parte ricomposta dopo l'incontro tra Alfieri Grassi e il sindaco Angelo Zubbani, avvenuto intorno alle 13: «Ho spiegato al sindaco quale fosse l'intento della nostra azione - racconta Grassi -. Adesso non sappiamo cosa verrà fatto della scultura ma saremmo lieti di donarla alla città; magari per esporla nella rotonda di Avenza». Il gesto ha trovato l’appoggio del consigliere comunale de La Destra Gianni Musetti: «Una idea favolosa - ha dichiarato - una vera provocazione artistica intesa come forma propositiva che non voleva dolere a nessuno e che non aveva alcun intento polemico». E annuncia: «Presenterò un'interpellanza al sindaco per chiedere l'installazione dell'opera in suolo pubblico».
Simone Caffaz, presidente dell'accademia, commenta: «Non condanno l'iniziativa. Se i ragazzi desiderano donare l'opera alla città, prendiamola in considerazione». Per ora, però, la scultura realizzata con la tecnica del water-get, resta nel magazzino comunale.
«La nostra è stata una provocazione propositiva per promuovere il marmo e il suo utilizzo, oltre ad un omaggio alla mia città. Non era né una critica al Simposio né all'amministrazione - sottolinea, e non ci aspettavamo reazioni tanto vibrate visto che la stessa opera era stata esposta a Milano, in Corso Como, senza problemi». La scultura, alta circa un metro e 80, in marmo bianco delle Apuane con basamento in granito nero, è stata portata in piazza Battisti verso mezzanotte: Grassi e Marco Borghini raccontano di avere detto a una guardia notturna che erano lì, con altri ragazzi, per scaricare una scultura. «Non abbiamo detto che qualcuno ci avesse autorizzati». Il fallo è così rimasto nella piazza fino alle otto circa di ieri mattina, quando l'amministrazione ha provveduto a rimuoverlo. Le reazioni? Giovanna Bernardini, assessore alla cultura, ha preferito non commentare quella che definisce «una goliardata», ribadendo la necessità di rimuovere l'opera da «un luogo in cui vanno anche i bambini».
La situazione, poi, si è in parte ricomposta dopo l'incontro tra Alfieri Grassi e il sindaco Angelo Zubbani, avvenuto intorno alle 13: «Ho spiegato al sindaco quale fosse l'intento della nostra azione - racconta Grassi -. Adesso non sappiamo cosa verrà fatto della scultura ma saremmo lieti di donarla alla città; magari per esporla nella rotonda di Avenza». Il gesto ha trovato l’appoggio del consigliere comunale de La Destra Gianni Musetti: «Una idea favolosa - ha dichiarato - una vera provocazione artistica intesa come forma propositiva che non voleva dolere a nessuno e che non aveva alcun intento polemico». E annuncia: «Presenterò un'interpellanza al sindaco per chiedere l'installazione dell'opera in suolo pubblico».
Simone Caffaz, presidente dell'accademia, commenta: «Non condanno l'iniziativa. Se i ragazzi desiderano donare l'opera alla città, prendiamola in considerazione». Per ora, però, la scultura realizzata con la tecnica del water-get, resta nel magazzino comunale.
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