Sicurezza
MASSA CARRARA
Promozione, troppi soldi sprecati
Dieci anni di strada del vino (di Candia e Lunigiana). E allora Pier Paolo Lorieri (noto personaggio del mondo del vino), che della strada è il presidente, dice basta ai «banchetti», ovvero alla presenza dei produttori a tutte le sagre
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MASSA CARRARA. Dieci anni di strada del vino (di Candia e Lunigiana). E allora Pier Paolo Lorieri (noto personaggio del mondo del vino), che della strada è il presidente, dice basta ai «banchetti», ovvero alla presenza dei produttori a tutte le sagre. Bisogna, vista anche la crisi, cominciare a selezionare. Lo ha spiegato nell'assemblea dei soci di lunedì scorso a Marina di Massa.
«A dicembre saranno dieci anni di Strada del Vino dei Colli di Candia e Lunigiana - ricordava Lorieri - è il tempo di fare il punto, o forse, come Strada del Vino, è arrivato il momento di verificare il percorso.
«Innanzitutto una compagine che conta oltre 120 soci attivi e partecipanti. Questo è sicuramente un grande risultato per un territorio dove la coesione non è sistema.
«Il miglioramento qualitativo dei vini e degli altri prodotti del territorio e, novità assoluta, un'adeguamento quantitativo dell'offerta, ovvero più tipologie di vini per azienda utilizzando vitigni tradizionali ed internazionali. A titolo di esempio la Durella a Pontremoli, il Merlot a Gassano, lo Chardonnay a Montignoso, il Pinot Nero a Licciana.
Dopo gli elogi, i punti critici. «E' il momento di dirsi cosa dovremmo fare nel futuro e cosa non dovremmo più fare. Ci troviamo in un momento di crisi che non ha precedenti. Necessariamente stanno cambiando i parametri di riferimento che sono stati utilizzati fino ad oggi; non sappiamo fino a che punto, ma certamente sappiamo che le risorse private e pubbliche sono modeste se non modestissime.
«Potrebbe essere arrivato il momento - qui arriva la denuncia di Lorieri - di mettere in pratica il sano principio del padre di famiglia e scegliere tra la minor spesa ed il miglior risultato attraverso due postulati: il primo, che ciscuno faccia il suo mestiere; il secondo che chi non lo fa sta fuori.
«Ad esempio, è abbastanza inutile e forse controproducente continuare a spendere soldi per mettere i banchini dei produttori per "animare". Dal momento in cui ogni giorno si propone un "banchino" in paese o rione che sia della nostra provincia, si crea disaffezione e confusione nel consumatore e stanchezza nel produttore vero, che potrebbe sentirsi come una "marionetta" messa in piazza tanto per far vedere che comunque si propone qualcosa.
«Se si vuol "animare" forse si dovrebbero mettere delle "teste" a pensare a delle vere attività di animazione.
«Ed allora il futuro che vedo, è che con la massima collaborazione, ciascuno faccia il suo, dalla Provincia ai Comuni che dovrebbero preoccuparsi di offrire al turista delle strade che permettano di raggiungere produttori e produzioni; gli enti preposti si occupino di fare promozione; i produttori e gli esercenti migliorino le strutture; qualcuno lasci partire due/tre spacci locali, magari uno in città, un altro al mare e uno in Lunigiana dove trovare i prodotti del territorio più che il caffè».
«A dicembre saranno dieci anni di Strada del Vino dei Colli di Candia e Lunigiana - ricordava Lorieri - è il tempo di fare il punto, o forse, come Strada del Vino, è arrivato il momento di verificare il percorso.
«Innanzitutto una compagine che conta oltre 120 soci attivi e partecipanti. Questo è sicuramente un grande risultato per un territorio dove la coesione non è sistema.
«Il miglioramento qualitativo dei vini e degli altri prodotti del territorio e, novità assoluta, un'adeguamento quantitativo dell'offerta, ovvero più tipologie di vini per azienda utilizzando vitigni tradizionali ed internazionali. A titolo di esempio la Durella a Pontremoli, il Merlot a Gassano, lo Chardonnay a Montignoso, il Pinot Nero a Licciana.
Dopo gli elogi, i punti critici. «E' il momento di dirsi cosa dovremmo fare nel futuro e cosa non dovremmo più fare. Ci troviamo in un momento di crisi che non ha precedenti. Necessariamente stanno cambiando i parametri di riferimento che sono stati utilizzati fino ad oggi; non sappiamo fino a che punto, ma certamente sappiamo che le risorse private e pubbliche sono modeste se non modestissime.
«Potrebbe essere arrivato il momento - qui arriva la denuncia di Lorieri - di mettere in pratica il sano principio del padre di famiglia e scegliere tra la minor spesa ed il miglior risultato attraverso due postulati: il primo, che ciscuno faccia il suo mestiere; il secondo che chi non lo fa sta fuori.
«Ad esempio, è abbastanza inutile e forse controproducente continuare a spendere soldi per mettere i banchini dei produttori per "animare". Dal momento in cui ogni giorno si propone un "banchino" in paese o rione che sia della nostra provincia, si crea disaffezione e confusione nel consumatore e stanchezza nel produttore vero, che potrebbe sentirsi come una "marionetta" messa in piazza tanto per far vedere che comunque si propone qualcosa.
«Se si vuol "animare" forse si dovrebbero mettere delle "teste" a pensare a delle vere attività di animazione.
«Ed allora il futuro che vedo, è che con la massima collaborazione, ciascuno faccia il suo, dalla Provincia ai Comuni che dovrebbero preoccuparsi di offrire al turista delle strade che permettano di raggiungere produttori e produzioni; gli enti preposti si occupino di fare promozione; i produttori e gli esercenti migliorino le strutture; qualcuno lasci partire due/tre spacci locali, magari uno in città, un altro al mare e uno in Lunigiana dove trovare i prodotti del territorio più che il caffè».
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