Proteste
Assindustria
Troppe tasse sul marmo
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Camion che trasportano scaglie prelevate alle cavePotrebbe scattare una nuova ondata di ricorsi: questa volta contro il raddoppio della tassa sui blocchi pregiati. L'aumento fa parte dell'accordo siglato fra Comune, Cna, Congartigianato, Api e Lega cooperative, ma non da Assindustria
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CARRARA. Potrebbe scattare una nuova ondata di ricorsi: questa volta contro il raddoppio della tassa sui blocchi pregiati. L'aumento fa parte dell'accordo siglato fra Comune, Cna, Congartigianato, Api e Lega cooperative, ma non da Assindustria. L'associazione voleva anche ridefinire il problema della tassa sulle scaglie: accollata alle cave se le aziende dei sassi non la pagano.
Il presidente di Assindustria, Alessandro Caro, affida a un comunicato stampa i commenti. «L'Associazione Industriali non è d'accordo sulla rimodulazione della tassazione del settore marmo proposta dal Comune, ma questo niente toglie al fatto che i rapporti tra le due delegazioni restano improntati al dialogo per trovare una via d'uscita gradita a tutti. Le richieste dell'amministrazione sono state valutate senza preconcetti dalle imprese del settore marmo che non disconoscono i problemi economici e finanziari del Comune. Infatti, nella travagliata ricerca di un accordo, queste avevano dato mandato all'Associazione Industriali di sdoganare (dopo che 4 anni prima il Comune si era impegnato a non rivederli fino al 2011) incrementi della tassazione del marmo con punte pari al +65 e al +90%. Di fronte alla nuova doppia richiesta di un conguaglio e di aumento delle tasse sulla terza fascia (marmi pregiati), le imprese sono state unanimi nel far presente che non ci sono le condizioni per addossare al settore nuovi contributi e che buon senso vorrebbe, in periodi come questo, che si mettesse mano con fermezza al recupero dei crediti e a contrastare le non improbabili vaste sacche di elusione nella tassazione delle scaglie». Rispetto ai due protocolli (febbraio 2008 e febbraio 2009), secondo Assindustria ci sono più punti di accordo che di contrapposizione. Morbidamente, Assinduscia dice che «evidentemente» Comune e Associazione, non sono riusciti «a spiegare bene le rispettive ragioni». «Resta comunque l'amaro in bocca perché in periodi di difficoltà di mercato come l'attuale, il mancato accordo è un segnale che non fa bene a nessuno: spariglia i sistemi di rappresentanza, induce a comportamenti ancora più molecolari e rimanda la soluzione dei veri nodi del settore marmo. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, le divergenze più rilevanti non riguardano tanto il gettito a beneficio del Comune ma il testo delle concessioni, che chiediamo di scrivere insieme, la previsione di una diversa titolarità degli obblighi impositivi che gravano sui sassi e alcuni punti condivisi come la trasparenza e il bilancio sociale del marmo. Siamo certi che i lavori del Tavolo riprenderanno a settembre e speriamo che le ferie portino a tutti comprensione e buoni consigli».
Il presidente di Assindustria, Alessandro Caro, affida a un comunicato stampa i commenti. «L'Associazione Industriali non è d'accordo sulla rimodulazione della tassazione del settore marmo proposta dal Comune, ma questo niente toglie al fatto che i rapporti tra le due delegazioni restano improntati al dialogo per trovare una via d'uscita gradita a tutti. Le richieste dell'amministrazione sono state valutate senza preconcetti dalle imprese del settore marmo che non disconoscono i problemi economici e finanziari del Comune. Infatti, nella travagliata ricerca di un accordo, queste avevano dato mandato all'Associazione Industriali di sdoganare (dopo che 4 anni prima il Comune si era impegnato a non rivederli fino al 2011) incrementi della tassazione del marmo con punte pari al +65 e al +90%. Di fronte alla nuova doppia richiesta di un conguaglio e di aumento delle tasse sulla terza fascia (marmi pregiati), le imprese sono state unanimi nel far presente che non ci sono le condizioni per addossare al settore nuovi contributi e che buon senso vorrebbe, in periodi come questo, che si mettesse mano con fermezza al recupero dei crediti e a contrastare le non improbabili vaste sacche di elusione nella tassazione delle scaglie». Rispetto ai due protocolli (febbraio 2008 e febbraio 2009), secondo Assindustria ci sono più punti di accordo che di contrapposizione. Morbidamente, Assinduscia dice che «evidentemente» Comune e Associazione, non sono riusciti «a spiegare bene le rispettive ragioni». «Resta comunque l'amaro in bocca perché in periodi di difficoltà di mercato come l'attuale, il mancato accordo è un segnale che non fa bene a nessuno: spariglia i sistemi di rappresentanza, induce a comportamenti ancora più molecolari e rimanda la soluzione dei veri nodi del settore marmo. Diversamente da quanto si potrebbe pensare, le divergenze più rilevanti non riguardano tanto il gettito a beneficio del Comune ma il testo delle concessioni, che chiediamo di scrivere insieme, la previsione di una diversa titolarità degli obblighi impositivi che gravano sui sassi e alcuni punti condivisi come la trasparenza e il bilancio sociale del marmo. Siamo certi che i lavori del Tavolo riprenderanno a settembre e speriamo che le ferie portino a tutti comprensione e buoni consigli».
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