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RONDE

Ordinanza: Carc e Sss si spaccano

Gli scontri di sabato notte alla Partaccia creano allarme
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Gli scontri di sabato notte alla Partaccia creano allarme

L'ordinanza antironde adesso c'è. I Carc applaudono all'iniziativa del sindaco Roberto Pucci («è quello che volevamo»), mentre le Sss di Stefano Benedetti masticano amaro e sono pronte a rispondere colpo su colpo: «Il sindaco ha fatto un'ordinanza contro di noi - dice Stefano Benedetti - e questo non è giusto

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MASSA. L'ordinanza antironde adesso c'è. I Carc applaudono all'iniziativa del sindaco Roberto Pucci («è quello che volevamo»), mentre le Sss di Stefano Benedetti masticano amaro e sono pronte a rispondere colpo su colpo: «Il sindaco ha fatto un'ordinanza contro di noi - dice Stefano Benedetti - e questo non è giusto. Chiederò al mio avvocato quali passi dovremo fare per scendere in strada. Anche se credo di essere già in regola, visto che ho già trasformato la mia associazione in comitato. D'ora in poi ci occuperemo di sociale e Pucci non mi può impedire di aiutare gli indigenti. Poi se ci saranno multe da pagare le pagheremo».
Benedetti non si fermerà qui, chi lo conosce lo sa. E infatti ha già in mente di organizzare - entro Ferragosto - un raduno delle ronde di tutta Italia. Sarà una manifestazione con molti dibattiti, dove il capogruppo della Destra ha intenzione di sollevare il caso Massa a livello nazionale: «Non mi sembra giusto che soltanto da noi le ronde non possano esserci. Il sindaco è prevenuto contro di me e il mio partito perché la pensa in maniera opposta politicamente».
Intanto anche i Carc sono pronti a replicare alla kermesse delle ronde. Domani illustreranno il programma della fiaccolata antifascista che ci sarà la prossima settimana a Massa e a Marina. Ma non si limiteranno a questo. «Vogliamo dimostrare che sabato notte alla Partaccia siamo stati provocati. Abbiamo dei filmati che faranno capire come sono andate realmente le cose». Intanto la Digos è al lavoro su un altro aspetto della vicenda: i contatti tra i Carc di Massa e Napoli. Troppe iniziative comuni. Si teme che i partenopei possano venire a massa a dare manforte.

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