Il dolore
PORTO TURISTICO APUANO
Porto turistico: il progetto sparito
Claudio Figaia
◗
La zona in cui doveva nascere il porto nel progetto di Corvino e Multari per Coopsette e il sindaco Roberto PucciSe ne parla da decenni, del porto turistico apuano. Ancora oggi, però, resta solo sulla carta. Anzi neanche su quella: nessuno ha mai visto uno straccio di progetto, un disegno, uno schizzo della futuribile infrastruttura. Eppure, due anni fa, un'idea del porto aveva preso corpo
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Se ne parla da decenni, del porto turistico apuano. Ancora oggi, però, resta solo sulla carta. Anzi neanche su quella: nessuno ha mai visto uno straccio di progetto, un disegno, uno schizzo della futuribile infrastruttura. Eppure, due anni fa, un'idea del porto aveva preso corpo.
Nel 2007, pochi lo sanno, CoopSette di Reggio Emilia (colosso dell'edilizia da 450milioni di euro di fatturato, che ha realizzato, fra l'altro, l'Ipercoop a Sarzana e il Porto antico di Genova) presentò un progetto all'allora sindaco Fabrizio Neri. Un progetto firmato dallo studio Corvino-Multari, enfant prodige dell'architettura italiana, autori anche del restauro del Grattacielo Pirelli a Milano.
Un progetto senz'altro interessante. Ma con una particolarità: creare Corvino e Muntari hanno (avevano) previsto un porto diviso a metà: 500 posti barca da ricavarsi all'interno dello scalo di Marina (con un ampliamento relativamente ridotto, o con lo sfruttamento di spazi non utilizzati dal commerciale) e altri 500 posti di fronte alla ex colonia Ugo Pisa. Il punto forte della progettualità Corvino e Multari era proprio questo: il recupero delle vecchie colonie, destinate a diventare spazi per i servizi connessi al porto turistico: dai rimessaggi agli hotel, dagli uffici ai ristoranti. Il tutto con ampio ricorso a soluzioni ecocompatibili e a energia rinnovabile.
Spiega l'architetto Vincenzo Corvino: «Il progetto, che prevedeva forti investimenti e la partecipazione di capitali privati, puntava tutto sul recupero e senza aggiungere volumi all'esistente La scelta di puntare sull'area delle colonie, dalla Torre Fiat in poi, nasceva anche dalla constatazione che costruire il porto alla foce del Lavello presentava notevoli criticità».
Il progetto viene illustrato all'amministrazione Neri, che ne aveva caldeggiato la realizzazione (tanto che qualcuno disse che Neri spingeva per un porto tutto su territorio massese). Ma l'anno successivo, a palazzo civico subentra Pucci. E il progetto viene cancellato. «Abbiamo incontrato il nuovo sindaco - ricorda l'ingegner Gianluigi Lino di CoopSette - e ci ha spiegato che l'amministrazione stava facendo scelte diverse. Comunque, il progetto non è costato nulla al Comune: fa parte del nostro mestiere di sviluppatori immobiliari di avanzare proposte. Certo, non ci fa piacere che il nostro lavoro non sia stato riconosciuto, ma succede».
E il progetto viene cancellato anche dal sito "corvinoemultari.com", dove si potevano vedere suggestivi rendering delle ex colonie ristrutturate, di una passeggiata lungomare, del nuovo porto che si protende in mare. Rimosso poche ore dopo il colloquio con Il Tirreno. «Forse abbiamo fatto un errore nel mettere sul sito un progetto che poi non ha avuto esito», ci aveva detto l'achitetto Corvino.
«Sì, abbiamo messo da parte quel progetto - conferma il sindaco Roberto Pucci - per una ragione fondamentale: gli studi dimostramo che soltanto un porto costruito alla foce del Lavello eviterà nuovi fenomeni di erosione sul litorale».
Comunque, assicura Pucci, il porto turistico si farà, ma in zona Lavello, avrà mille posti barca, sarà a ridosso dello scalo commerciale, mentre le strutture connesse si svilupperanno tra i territori di Carrara e Massa.
Si può vederne il progetto, uno schizzo, un rendering? Niente, ancora non esistono immagini. «Ma l'accordo di programma - dice ancora il sindaco - è quasi pronto, presto andrà in consiglio comunale».
Nel 2007, pochi lo sanno, CoopSette di Reggio Emilia (colosso dell'edilizia da 450milioni di euro di fatturato, che ha realizzato, fra l'altro, l'Ipercoop a Sarzana e il Porto antico di Genova) presentò un progetto all'allora sindaco Fabrizio Neri. Un progetto firmato dallo studio Corvino-Multari, enfant prodige dell'architettura italiana, autori anche del restauro del Grattacielo Pirelli a Milano.
Un progetto senz'altro interessante. Ma con una particolarità: creare Corvino e Muntari hanno (avevano) previsto un porto diviso a metà: 500 posti barca da ricavarsi all'interno dello scalo di Marina (con un ampliamento relativamente ridotto, o con lo sfruttamento di spazi non utilizzati dal commerciale) e altri 500 posti di fronte alla ex colonia Ugo Pisa. Il punto forte della progettualità Corvino e Multari era proprio questo: il recupero delle vecchie colonie, destinate a diventare spazi per i servizi connessi al porto turistico: dai rimessaggi agli hotel, dagli uffici ai ristoranti. Il tutto con ampio ricorso a soluzioni ecocompatibili e a energia rinnovabile.
Spiega l'architetto Vincenzo Corvino: «Il progetto, che prevedeva forti investimenti e la partecipazione di capitali privati, puntava tutto sul recupero e senza aggiungere volumi all'esistente La scelta di puntare sull'area delle colonie, dalla Torre Fiat in poi, nasceva anche dalla constatazione che costruire il porto alla foce del Lavello presentava notevoli criticità».
Il progetto viene illustrato all'amministrazione Neri, che ne aveva caldeggiato la realizzazione (tanto che qualcuno disse che Neri spingeva per un porto tutto su territorio massese). Ma l'anno successivo, a palazzo civico subentra Pucci. E il progetto viene cancellato. «Abbiamo incontrato il nuovo sindaco - ricorda l'ingegner Gianluigi Lino di CoopSette - e ci ha spiegato che l'amministrazione stava facendo scelte diverse. Comunque, il progetto non è costato nulla al Comune: fa parte del nostro mestiere di sviluppatori immobiliari di avanzare proposte. Certo, non ci fa piacere che il nostro lavoro non sia stato riconosciuto, ma succede».
E il progetto viene cancellato anche dal sito "corvinoemultari.com", dove si potevano vedere suggestivi rendering delle ex colonie ristrutturate, di una passeggiata lungomare, del nuovo porto che si protende in mare. Rimosso poche ore dopo il colloquio con Il Tirreno. «Forse abbiamo fatto un errore nel mettere sul sito un progetto che poi non ha avuto esito», ci aveva detto l'achitetto Corvino.
«Sì, abbiamo messo da parte quel progetto - conferma il sindaco Roberto Pucci - per una ragione fondamentale: gli studi dimostramo che soltanto un porto costruito alla foce del Lavello eviterà nuovi fenomeni di erosione sul litorale».
Comunque, assicura Pucci, il porto turistico si farà, ma in zona Lavello, avrà mille posti barca, sarà a ridosso dello scalo commerciale, mentre le strutture connesse si svilupperanno tra i territori di Carrara e Massa.
Si può vederne il progetto, uno schizzo, un rendering? Niente, ancora non esistono immagini. «Ma l'accordo di programma - dice ancora il sindaco - è quasi pronto, presto andrà in consiglio comunale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
