Il Tirreno

«Dovete togliere i dissuasori da piazza dell'Accademia»

Daniele Della Bona
È polemica per i paletti dissuasori installati in piazza Accademia, nel centro storico
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È polemica per i paletti dissuasori installati in piazza Accademia, nel centro storico

«Sono illegittimi, e dunque vanno rimossi, i dissuasori che delimitano piazza Accademia in centro storico a Carrara». La denuncia arriva da Gianpaolo Pezzica, presidente della circoscrizione Carrara centro; che paventa la possibilità che il problema si ripeta in corso Rosselli

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CARRARA. «Sono illegittimi, e dunque vanno rimossi, i dissuasori che delimitano piazza Accademia in centro storico a Carrara». La denuncia arriva da Gianpaolo Pezzica, presidente della circoscrizione Carrara centro; che paventa la possibilità che il problema si ripeta in corso Rosselli. La soprintendenza ha già chiesto chiarimenti al Comune sulle installazioni in marmo della piazza e adesso si rischia un nuovo intervento per i lavori della strada storica.
«Sono stato io - tuona Pezzica - a denunciare alla sovrintendenza che la piazza fosse diventata con questi pilastri di delimitazione un vero e proprio cortile. Si tratta di una vergogna pubblica e l'assessore Dell'Amico mi assicurò all'epoca dei lavori che sarebbero stati rimossi. E adesso che si è intervenuto e si interverrà ancora con dei paletti ai bordi del marciapiede in corso Rosselli si rischia un nuovo altolà della soprintendenza: l'intervento, infatti, è altrettanto illegittimo».
La stessa soprintendenza, aveva chiesto chiarimenti all'amministrazione comunale con una missiva del 18 maggio scorso.
La replica del Comune, per voce di Sergio Altieri, dirigente dell'ufficio comunale opere pubbliche, aveva ribadito la temporaneità dell'intervento: «In occasione dell'entrata in funzione della Ztl - spiega Altieri in una nota, datata 5 giugno -, al fine di dissuadere e di abituare gli utenti della strada a non parcheggiare i mezzi di trasporto in piazza Accademia, sono stati temporaneamente appoggiati dei dissuasori in marmo uniti tra loro da catene di ferro, in attesa di ripristinare definitivamente lo stato dei luoghi».
«Non è vero - replica Pezzica -: i dissuasori non dovevano essere temporanei, questo è solo un tentativo di giustificarsi di fronte all'opinione pubblica per un abuso passibile di denuncia penale. I pilastri in questione sono stati installati con dei perni di tredici centimetri, che hanno alterato in modo irreparabile la pavimentazione di macigno della piazza, con un danno permanente. E tutto a spese dei contribuenti, con un esborso di 18.000 euro».
Insomma, sembrerebbe un dietrofront forzato quello del Comune. Resta da capire perchè, a distanza di due mesi dalla missiva di Altieri, i diffusori siano ancora al loro posto.
Nessun chiarimento a riguardo viene invece dall'assessore all'urbanistica, Roberto Dell'Amico, che replica stizzito: «Non ho nessun commento da fare: la cosa si commenta da sola».
Un silenzio che suggerisce, forse, un quesito: sono più opportuni i dissuasori in marmo che delimitano la piazza oppure il far west creato dalle macchine parcheggiate fin sotto il monumento di Mazzini?
Il rischio più imminente adesso è di avere un nuovo intervento della soprintendenza per i lavori in corso Rosselli, dove sembrerebbe in programma l'installazione di altri dieci paletti.

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