Il Tirreno

Un video inchioda il carabiniere

Nella foto accanto il pm Conforti conduce le indagini sugli scontri; a destra la rissa davanti al chiosco in via Barachini alla Partaccia
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Nella foto accanto il pm Conforti conduce le indagini sugli scontri; a destra la rissa davanti al chiosco in via Barachini alla Partaccia

GLI SCONTRI È accusato di aver provocato con il saluto romano e di aver scagliato una sedia contro un poliziotto

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MASSA. Un maresciallo dei carabinieri, massese ma in servizio a Pisa, è coinvolto nelle indagini sugli scontri di sabato notte alla Partaccia. È stato lui a fare tra i primi il saluto romano appena il corteo dei Carc si è avvicinato al chioschetto di via Barachini. Ma il sottufficiale non si è limitato a questo, ha anche partecipato agli scontri. Ci sono dei filmati che lo rivelano.
Le immagini del lancio della sedia contro la schiena di un funzionario di polizia, che stava prestando servizio di sicurezza alla Partaccia, sono state trasmesse da Sky e si trovano anche su Youtube. Sono chiare: si vede un uomo con una polo rossa di schiena che brandisce la sedia come una clava e la scaglia contro la schiena del funzionario. Il funzionario resta in piedi e riesce a riprendere il controllo della situazione. Gli investigatori sembrano non avere dubbi: quell'uomo con la polo rossa è il maresciallo.
Ed è lo stesso militare a confermarlo. G.C., cinquantenne, ammette: «L'ho colpito ma non sapevo che era un poliziotto. Avevo tredici persone che mi venivano addosso, mia moglie che cercava di ripararsi dietro di me e il bimbo di cinque anni di un mio amico che piangeva disperato. Ho reagito, ho sbagliato: chiedo scusa al funzionario, sono pronto a stringergli la mano. È stata una situazione difficile da affrontare». Il maresciallo contesta pure l'accusa di apologia del fascismo: «Ho il braccio alzato in un'immagine. Forse stavo invitando alla calma. Ho il mio pensiero in politica, non mi si venga a contestare certe cose perché allora dobbiamo dire che quelle persone che favevano il corteo non erano autorizzate». E conclude: «Al momento nessuno mi ha comunicato niente, se scatterà la denuncia spiegherò come sono andati i fatti».
Ancora provvedimenti nei confronti di G.C. non ne sono stati presi. Prima di far scattare la denuncia chi sta indagando vuole essere certo al cento per cento. Anche perché il militare rischia provvedimenti da parte dell'Arma.
Gli inquirenti - coordina il pm Alessandra Conforti - si sono presi almeno altre 48 ore per visionare tutte le riprese. Anche perché le posizioni da vagliare riguardano decine e decine di persone. Da una parte i nostalgici della destra che oltre al saluto romano hanno accolto i Carc con le canzoni del ventennio (c'è il sonoro dei filmati raccolti che non ammette repliche), dall'altra le controronde di sinistra che nella rissa hanno fatto la loro parte. Per ora gli unici provvedimenti certi sono quelli che hanno riguardato gli arresti di Alessandro Della Malva, 35 anni, segretario regionale dei Carc, e di Samuele Bertoneri, 19 anni, dell'Asp. Al primo durante la convalida è stato contestato il possesso di un bastone e lui non ha negato.

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