Il dolore
GLI SCONTRI DI MASSA
Il passato non passa
Corrado Benzio
Gli scontri tra opposte fazioni nella città della linea Gotica, dei latitanti all'estero e del caso Sofri
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MASSA. Indro Montanelli ricordava che in Italia i morti non si seppelliscono mai. Una massima giusta per Massa, settantamila anime, dove sembra che il passato non passi. Mai. Il chioschetto da cui fanno partire Fratelli d'Italia (è di destra? Boh) e rincarano con un paio di saluti romani, ricorda più gli anni Settanta che l'attualità di una città dove la crisi morde (ottocento i cassintegrati, migliaia i licenziati) e dove la delinquenza è la meno pericolosa di tutta la Toscana.
Eppure a Massa nascono le ronde di destra (estrema), eppure all'ombra delle Apuane si polemizza perché una giunta di sinistra-sinistra (transfughi del Pd con Rifondazione comunista e Pdci) ha dotato i vigili urbani di pistola e manganello. A Massa, è successo l'altra notte, un gruppo di una cinquantina di persone ha creato confusione con l'apice dell'occupazione dei binari, ma - va aggiunto - nella totale indifferenza della cittadinanza. Perché è una città profondamente moderata (negli anni Sessanta si diceva la bianca Massa, governata da sindaci democristiani) dove però da sempre si scontrano sinistra e destra.
A Massa dove i numeri dei reati sono in calo, nascono le SSS (Soccorso sociale e sicurezza, ma suona comunque male) ovvero le ronde targate Destra. A guidarle è Stefano Benedetti, un passato all'estrema, poi in Alleanza nazionale ed infine l'approdo da Storace. Un personaggio, di mestiere fa il rappresentante, con un buon bagaglio di voti personali, alla sua maniera simpatico e alla mano.
Contro le ronde della Destra si schierano i Carc, i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo. A guidarli è Marco Lenzoni, infermiere all'Asl. Anche lui simpatico e alla mano, molto attento a cosa scrivono i giornali.
Questi sono i protagonisti che si fronteggiano. Dietro di loro cosa hanno? Solo il passato. Di una terra che è sì anarchica, ma che porta ben altre ferite e retaggi. Come i 210 giorni passati sotto il giogo nazista, attraversati nelle viscere dalla linea Gotica. Il 19 settembre del '44 gli Alleati liberano Pietrasanta. Ma per fare quei 10 km che li separano da Massa passeranno 7 mesi. Solo all'alba del 25 aprile, Massa viene liberata dopo mesi di eccidi e stragi.
Altro momento topico è il post-Sessantotto. Qui nasce un nucleo forte di Lotta Continua. C'è Sofri che insegna al liceo, ci sono fabbrica importanti: Olivetti, Dalmine, Rumianca, eccetera, con migliaia di operai. Dalla parte opposta, nasce a Massa un forte nucleo di Avanguardia nazionale. Una sorta di contraltare all'estremismo rosso, ma non nasce spontaneamente: l'impressione netta è che sia ben oliato dai Servizi.
Ci sono massesi, ad esempio, in strettissimo contatto con Paolo Bellini. Chi è? Un personaggio di destra tornato alla ribalta nei giorni scorsi: dal carcere ha parlato della trattativa fra Riina e gli americani per trovare un accordo fra mafia e Stato. Non a caso molti massesi di estrema destra si daranno latitanti all'estero, protetti e nascosti dagli apparati.
A sinistra, invece, accade la Tragedia, con la T maiuscola. Esplode col caso Calabresi o meglio il caso Sofri. L'uomo che va dai carabinieri a raccontare tutto è Leonardo Marino, prepara le crepes nel suo chiosco a Bocca di Magra. Manda in carcere, con l'infamante accusa di avere materialmente ucciso il commissario, Ovidio Bompressi, giornalista massese. Lui uscirà, graziato da Napolitano nel 2006 e festeggiato dall'Associazione partigiani. La vicenda fa fremere di rabbia Giampaolo Pansa che la racconta nel suoi ultimo libro (Il Revisionista). E' in questo humus che il passato non passa mai. Anche se i contorni oggi spesso rasentano la farsa.
Eppure a Massa nascono le ronde di destra (estrema), eppure all'ombra delle Apuane si polemizza perché una giunta di sinistra-sinistra (transfughi del Pd con Rifondazione comunista e Pdci) ha dotato i vigili urbani di pistola e manganello. A Massa, è successo l'altra notte, un gruppo di una cinquantina di persone ha creato confusione con l'apice dell'occupazione dei binari, ma - va aggiunto - nella totale indifferenza della cittadinanza. Perché è una città profondamente moderata (negli anni Sessanta si diceva la bianca Massa, governata da sindaci democristiani) dove però da sempre si scontrano sinistra e destra.
A Massa dove i numeri dei reati sono in calo, nascono le SSS (Soccorso sociale e sicurezza, ma suona comunque male) ovvero le ronde targate Destra. A guidarle è Stefano Benedetti, un passato all'estrema, poi in Alleanza nazionale ed infine l'approdo da Storace. Un personaggio, di mestiere fa il rappresentante, con un buon bagaglio di voti personali, alla sua maniera simpatico e alla mano.
Contro le ronde della Destra si schierano i Carc, i Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo. A guidarli è Marco Lenzoni, infermiere all'Asl. Anche lui simpatico e alla mano, molto attento a cosa scrivono i giornali.
Questi sono i protagonisti che si fronteggiano. Dietro di loro cosa hanno? Solo il passato. Di una terra che è sì anarchica, ma che porta ben altre ferite e retaggi. Come i 210 giorni passati sotto il giogo nazista, attraversati nelle viscere dalla linea Gotica. Il 19 settembre del '44 gli Alleati liberano Pietrasanta. Ma per fare quei 10 km che li separano da Massa passeranno 7 mesi. Solo all'alba del 25 aprile, Massa viene liberata dopo mesi di eccidi e stragi.
Altro momento topico è il post-Sessantotto. Qui nasce un nucleo forte di Lotta Continua. C'è Sofri che insegna al liceo, ci sono fabbrica importanti: Olivetti, Dalmine, Rumianca, eccetera, con migliaia di operai. Dalla parte opposta, nasce a Massa un forte nucleo di Avanguardia nazionale. Una sorta di contraltare all'estremismo rosso, ma non nasce spontaneamente: l'impressione netta è che sia ben oliato dai Servizi.
Ci sono massesi, ad esempio, in strettissimo contatto con Paolo Bellini. Chi è? Un personaggio di destra tornato alla ribalta nei giorni scorsi: dal carcere ha parlato della trattativa fra Riina e gli americani per trovare un accordo fra mafia e Stato. Non a caso molti massesi di estrema destra si daranno latitanti all'estero, protetti e nascosti dagli apparati.
A sinistra, invece, accade la Tragedia, con la T maiuscola. Esplode col caso Calabresi o meglio il caso Sofri. L'uomo che va dai carabinieri a raccontare tutto è Leonardo Marino, prepara le crepes nel suo chiosco a Bocca di Magra. Manda in carcere, con l'infamante accusa di avere materialmente ucciso il commissario, Ovidio Bompressi, giornalista massese. Lui uscirà, graziato da Napolitano nel 2006 e festeggiato dall'Associazione partigiani. La vicenda fa fremere di rabbia Giampaolo Pansa che la racconta nel suoi ultimo libro (Il Revisionista). E' in questo humus che il passato non passa mai. Anche se i contorni oggi spesso rasentano la farsa.
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