Attenzione
MARINA DI CARRARA.
Patti chiari o traghetti in ostaggio
Cinzia Carpita
E ora gli ultimi tre traghetti Grimaldi rischiano di diventare ostaggi nelle mani dei lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania che non escludono questa forma di lotta in extremis. A meno che la delegazione sindacale che lunedì sarà al tavolo convocato dal governo presso il ministero dello sviluppo economico, non riesca a portare a casa due certezze
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MARINA DI CARRARA. E ora gli ultimi tre traghetti Grimaldi rischiano di diventare ostaggi nelle mani dei lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania che non escludono questa forma di lotta in extremis. A meno che la delegazione sindacale che lunedì sarà al tavolo convocato dal governo presso il ministero dello sviluppo economico, non riesca a portare a casa due certezze: nuovi carichi di lavoro (ossia altre due navi Grimaldi) e soprattutto il futuro assetto societario di Nca. Due elementi ritenuti inseparabili dalla rsu e dai sindacati di categoria. Lo ha ribadito ieri la rapprsentanza interna del cantiere, dopo un incontro con il sindaco Angelo Zubbani che sarà anche lui a Roma, assieme a un membro della Regione (improbabile il governatore Martini, possibili gli assessori Bertulocci o Brenna) e al presidente della Provincia, Osvaldo Angeli, per il faccia a faccia (lungamente atteso dai lavoratori) con l'amministratore delegato di Invitalia, Arcuri, e con il capo della segreteria del ministro Scajola, Claudio Nardone.
Insomma, un viaggio per non tornare a mani vuote. L'aria al cantiere, ormai si taglia con il coltello: il terzultimo traghetto Grimaldi è pronto e dovrebbe essere sottoposto alle prove in agosto, per la consegna in settembre, un altro è in costruzione e anche l'ultimo è stato avviato. L'armatore genovese ha proposto due nuove commesse, ma c'è una "guerra sul prezzo". Si apprende dal sindaco che l'auspicato incontro fra Grimaldi e Invitalia alla fine c'è stato: «Ma rimane ancora un gap, fra domanda e offerta, di 5 milioni di euro per nave - dice Zubbani - perciò dobbiamo insistere con il governo, visto che Scajola lo scorso aprile ha detto che la navalmeccanica è strategica per l'Italia. Lunedì verificheremo se ci crede davvero. Peraltro, la nostra posizione si è rafforzata dopo che è naufragata la procedura di vendita del cantiere a privati. Però dai contatti che ho avuto, mi sembra che idee chiare su Nca ancora non ce ne siano a Roma, ecco perchè acquisire due navi sarebbe una boccata di ossigeno nella speranza che si riaprono i mercati e anche le possibilità di un ingresso in Fincantieri. Noi confermeremo i nostri obiettivi: difesa della navalmeccanica e proprietà pubblica per Nca».
«Pretendiamo chiarezza a Roma - dice la Rsu - Gli 8 traghetti Grimaldi facevano parte di un progetto di rilancio di Nca, con accordi siglati e sacrifici fatti dai lavoratori. L'assetto societario è il cardine su cui poggerà il futuro del cantiere e intendiamo chiedere risposte in merito, anche se abbiamo sentori che nell'incontro di lunedì si parlerà soprattutto delle due commesse Grimaldi: non ci basta». I lavoratori temono infatti che le due navi potrebbero essere usate dal governo come una sorta di "cavallo di Troia", per attendere i tempi più propizi per la privatizzazione. Così insistono sull'assetto societario, e tornano a proporre che sia Fintecna (la finanziaria di Fincantieri) ad acquisire il pacchetto Nca, ora tutto in mano a Invitalia.
«Crediamo che a Roma aspettino infatti il momento buono per privatizzarci. Se lunedì non otterremo chiarezza, - dice la rsu - potremmo convocare un'assemblea in cantiere già la sera, al massimo martedì mattina. Siamo al limite della sopportazione, la miccia si accorcia sempre più e l'esplosione potrebbe essere imminente». Cosa potrebbe accadere a sostegno della vertenza? «Che di qua, di navi non ne escono più. Abbiamo i traghetti Grimaldi, come eventuali ostaggi. Cercheremo di far rientrare tutto il lavoro, che, a causa di spazi insufficienti, era stato esternalizzato per poter rispettare i tempi delle consegne».
Lunedì, i lavoratori sciopereranno per 8 ore, con presidi alle due portinerie. In attesa di sapere l'esito del tavolo romano.
Insomma, un viaggio per non tornare a mani vuote. L'aria al cantiere, ormai si taglia con il coltello: il terzultimo traghetto Grimaldi è pronto e dovrebbe essere sottoposto alle prove in agosto, per la consegna in settembre, un altro è in costruzione e anche l'ultimo è stato avviato. L'armatore genovese ha proposto due nuove commesse, ma c'è una "guerra sul prezzo". Si apprende dal sindaco che l'auspicato incontro fra Grimaldi e Invitalia alla fine c'è stato: «Ma rimane ancora un gap, fra domanda e offerta, di 5 milioni di euro per nave - dice Zubbani - perciò dobbiamo insistere con il governo, visto che Scajola lo scorso aprile ha detto che la navalmeccanica è strategica per l'Italia. Lunedì verificheremo se ci crede davvero. Peraltro, la nostra posizione si è rafforzata dopo che è naufragata la procedura di vendita del cantiere a privati. Però dai contatti che ho avuto, mi sembra che idee chiare su Nca ancora non ce ne siano a Roma, ecco perchè acquisire due navi sarebbe una boccata di ossigeno nella speranza che si riaprono i mercati e anche le possibilità di un ingresso in Fincantieri. Noi confermeremo i nostri obiettivi: difesa della navalmeccanica e proprietà pubblica per Nca».
«Pretendiamo chiarezza a Roma - dice la Rsu - Gli 8 traghetti Grimaldi facevano parte di un progetto di rilancio di Nca, con accordi siglati e sacrifici fatti dai lavoratori. L'assetto societario è il cardine su cui poggerà il futuro del cantiere e intendiamo chiedere risposte in merito, anche se abbiamo sentori che nell'incontro di lunedì si parlerà soprattutto delle due commesse Grimaldi: non ci basta». I lavoratori temono infatti che le due navi potrebbero essere usate dal governo come una sorta di "cavallo di Troia", per attendere i tempi più propizi per la privatizzazione. Così insistono sull'assetto societario, e tornano a proporre che sia Fintecna (la finanziaria di Fincantieri) ad acquisire il pacchetto Nca, ora tutto in mano a Invitalia.
«Crediamo che a Roma aspettino infatti il momento buono per privatizzarci. Se lunedì non otterremo chiarezza, - dice la rsu - potremmo convocare un'assemblea in cantiere già la sera, al massimo martedì mattina. Siamo al limite della sopportazione, la miccia si accorcia sempre più e l'esplosione potrebbe essere imminente». Cosa potrebbe accadere a sostegno della vertenza? «Che di qua, di navi non ne escono più. Abbiamo i traghetti Grimaldi, come eventuali ostaggi. Cercheremo di far rientrare tutto il lavoro, che, a causa di spazi insufficienti, era stato esternalizzato per poter rispettare i tempi delle consegne».
Lunedì, i lavoratori sciopereranno per 8 ore, con presidi alle due portinerie. In attesa di sapere l'esito del tavolo romano.
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