La manifestazione
Secondo l’accusa avrebbe venduto sulla carta alcuni appartamenti a San Francesco passati poi a un’altra società
Case fantasma: chiesto maxi risarcimento
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L’immobiliarista Giuseppe VolpiUn maxi risarcimento: per i danni economici, ma anche morali. In tutto circa 400mila euro. Questo quanto i legali delle parti civili chiedono all'immobiliarista Giuseppe Volpi per le case «fantasma» acquistate - ma solo sulla carta - nel complesso Il Loggiato a San Francesco
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CARRARA. Un maxi risarcimento: per i danni economici, ma anche morali. In tutto circa 400mila euro. Questo quanto i legali delle parti civili chiedono all'immobiliarista Giuseppe Volpi per le case «fantasma» acquistate - ma solo sulla carta - nel complesso Il Loggiato a San Francesco.
Le case fantasma.
Tutte è cominciato nel marzo del 2005. Da un appartamento acquistato, sulla carta, nel complesso «I Loggiati» a San Francesco. Il preliminare di vendita era già stato messo nero su bianco e versata la caparra di più di 70mila euro: al momento del rogito il marmista Emiliano Lucetti e il padre Alfieri hanno scoperto che gli immobili in costruzione erano stati venduti a un'altra società. E così è partita la denuncia per truffa aggravata nei confronti di Giuseppe Volpi.
Il processo. Il processo è stato aggiornato al prossimo 19 novembre. Ieri, in tribunale a Massa, il pm Dello Iacono, di frotne al giudice Aracri, ha chiesto 3 anni e 9 mesi di reclusione per Giuseppe Volpi (assistito dai legali Bini e Marzaduri). L'avvocato di parte civile Cristina Lattanzi (per Emiliano Lucetti e il padre Alfieri) ha presentato un risarcimento di 120mila euro ciascuno. Dei quali 35mila euro sono per i danni morali. L'avvocato De Martino, per Ledhar Ballasheni, un altro cliente che aveva comprato una villetta a schiera «su carta» a Licciana Nardi, ha chiesto 150mila euro.
I danni morali. Quello, nella zona di San Francesco era proprio l'appartamento in cui il giovane marmista voleva andare ad abitare con la fidanzata con cui doveva convolare a nozze nel giro di breve tempo. Per acquistare quella casa, in costruzione nel «prestigioso complesso» - come recitava la brochure - aveva attinto a tutti i suoi risparmi e accesso un mutuo con la banca. Alla fine si era presentato agli immobiliaristi locali, la Residenza Paradiso del gruppo Volpi Holding spa con 71milioni e 840mila. La caparra, consistente, per quell'unità immobiliare dal valore di 120milioni di euro. Una volta dal notaio per stipulare il rogito e quindi l'atto definitivo di vendita la doccia fredda: l'appartamento promesso in vendita, per il quale era stata versata la caparra era stato ceduto, insieme agli altri immobili del complesso in centro a Carrara dalla Residenza Paradiso a un'altra società, la Prestige Homes srl di Milano, con socio unico la Luxury House di Lussemburgo.
Le case fantasma.
Tutte è cominciato nel marzo del 2005. Da un appartamento acquistato, sulla carta, nel complesso «I Loggiati» a San Francesco. Il preliminare di vendita era già stato messo nero su bianco e versata la caparra di più di 70mila euro: al momento del rogito il marmista Emiliano Lucetti e il padre Alfieri hanno scoperto che gli immobili in costruzione erano stati venduti a un'altra società. E così è partita la denuncia per truffa aggravata nei confronti di Giuseppe Volpi.
Il processo. Il processo è stato aggiornato al prossimo 19 novembre. Ieri, in tribunale a Massa, il pm Dello Iacono, di frotne al giudice Aracri, ha chiesto 3 anni e 9 mesi di reclusione per Giuseppe Volpi (assistito dai legali Bini e Marzaduri). L'avvocato di parte civile Cristina Lattanzi (per Emiliano Lucetti e il padre Alfieri) ha presentato un risarcimento di 120mila euro ciascuno. Dei quali 35mila euro sono per i danni morali. L'avvocato De Martino, per Ledhar Ballasheni, un altro cliente che aveva comprato una villetta a schiera «su carta» a Licciana Nardi, ha chiesto 150mila euro.
I danni morali. Quello, nella zona di San Francesco era proprio l'appartamento in cui il giovane marmista voleva andare ad abitare con la fidanzata con cui doveva convolare a nozze nel giro di breve tempo. Per acquistare quella casa, in costruzione nel «prestigioso complesso» - come recitava la brochure - aveva attinto a tutti i suoi risparmi e accesso un mutuo con la banca. Alla fine si era presentato agli immobiliaristi locali, la Residenza Paradiso del gruppo Volpi Holding spa con 71milioni e 840mila. La caparra, consistente, per quell'unità immobiliare dal valore di 120milioni di euro. Una volta dal notaio per stipulare il rogito e quindi l'atto definitivo di vendita la doccia fredda: l'appartamento promesso in vendita, per il quale era stata versata la caparra era stato ceduto, insieme agli altri immobili del complesso in centro a Carrara dalla Residenza Paradiso a un'altra società, la Prestige Homes srl di Milano, con socio unico la Luxury House di Lussemburgo.
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