La manifestazione
Massa Servizi, il Pdl vota con Pucci
Claudio Figaia
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Corrado Amorese (Pdl)Il gruppo Pd esce dall'aula e non vota; il Pdl si schiera con la maggioranza. Succede questo nel consiglio comunale fiume (finito all'una del mattino) che sanciscono il "nuovo corso" nella gestione dei servizi di riscossione tributi
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MASSA. Il gruppo Pd esce dall'aula e non vota; il Pdl si schiera con la maggioranza. Succede questo nel consiglio comunale fiume (finito all'una del mattino) che sanciscono il "nuovo corso" nella gestione dei servizi di riscossione tributi.
Le tre delibere che sentenziano la fine di Massa Servizi vengono dunque approvate con una maggioranza trasversale: lo schieramento Pucci più il centrodestra e, per la sola delibera di annullamento della convenzione, più Alberto Tonarelli dei Socialisti italiani. Di Stefano Benedetti gli unici voti contrari: per lui «è nata Massa Servizi, 2, è cambiato tutto per non cambiare niente».
La maggioranza esulta: «La città si è liberata di una gestione opaca, antieconomica e basata su una convenzione illegittima». «La collettività risparmierà 1,5 milioni l'anno», prevede il sindaco Roberto Pucci.
Soddisfatto anche Corrado Amorese, capogruppo Pdl: «I veri vincitori di questa battaglia siamo noi ex di An che da 12 anni ci battevamo per l'eliminazione di questa società».
«Adesso - prosegue - viene il tempo di avviare un'azione legale mirata ad accertare i danni patrimoniali nei confronti della comunità di cui ha parlato lo stesso sindaco. Noi non solo ci aspettiamo che la Corte dei conti "ci lavori sopra": chiederemo una commissione di inchiesta nella prospettiva di avviare una iniziativa di carattere legale. E chiediamo anche di ridurre i componenti del Cda della nuova società e comunque di contenerne i costi. Infine, vogliamo che il risparmio della nuova gestione torni ai cittadini, serva per aiutare le fasce più deboli o il piccolo commercio».
I Democratici hanno scelto, invece, di abbandonare l'aula. «Non partecipando al voto - spiega il capogruppo Uilian Berti - abbiamo confermato di non voler ostacolare la volontà dell'amministrazione sullo scioglimento di Massa Servizi e che non abbiamo alcun interesse a tutelare Ariete e i suoi soci occulti. Questione che come d'incanto sembra non interessare più questa maggioranza».
Ma, nella sostanza, il giudizio del Pd è negativo: «Avremo un gabelliere al posto di un altro. Non è chiaro come si otterranno i risparmi annunciati; non ci saranno vantaggi reali per i cittadini che prima pagavano una società e ora pagheranno un'altra».
Berti parla poi di possibilità di pesanti conseguenze «anche patrimoniali» in vista di eventuali ricorsi di Ariete contro la rescissione unilaterale del contratto. Il capogruppo Pd, definisce infine «preoccupante» il disaccordo con i Revisori dei conti, «così come è preoccupante che i dirigenti del Comune diano oggi pareri contrari a quelli espressi nel 2005».
Le tre delibere che sentenziano la fine di Massa Servizi vengono dunque approvate con una maggioranza trasversale: lo schieramento Pucci più il centrodestra e, per la sola delibera di annullamento della convenzione, più Alberto Tonarelli dei Socialisti italiani. Di Stefano Benedetti gli unici voti contrari: per lui «è nata Massa Servizi, 2, è cambiato tutto per non cambiare niente».
La maggioranza esulta: «La città si è liberata di una gestione opaca, antieconomica e basata su una convenzione illegittima». «La collettività risparmierà 1,5 milioni l'anno», prevede il sindaco Roberto Pucci.
Soddisfatto anche Corrado Amorese, capogruppo Pdl: «I veri vincitori di questa battaglia siamo noi ex di An che da 12 anni ci battevamo per l'eliminazione di questa società».
«Adesso - prosegue - viene il tempo di avviare un'azione legale mirata ad accertare i danni patrimoniali nei confronti della comunità di cui ha parlato lo stesso sindaco. Noi non solo ci aspettiamo che la Corte dei conti "ci lavori sopra": chiederemo una commissione di inchiesta nella prospettiva di avviare una iniziativa di carattere legale. E chiediamo anche di ridurre i componenti del Cda della nuova società e comunque di contenerne i costi. Infine, vogliamo che il risparmio della nuova gestione torni ai cittadini, serva per aiutare le fasce più deboli o il piccolo commercio».
I Democratici hanno scelto, invece, di abbandonare l'aula. «Non partecipando al voto - spiega il capogruppo Uilian Berti - abbiamo confermato di non voler ostacolare la volontà dell'amministrazione sullo scioglimento di Massa Servizi e che non abbiamo alcun interesse a tutelare Ariete e i suoi soci occulti. Questione che come d'incanto sembra non interessare più questa maggioranza».
Ma, nella sostanza, il giudizio del Pd è negativo: «Avremo un gabelliere al posto di un altro. Non è chiaro come si otterranno i risparmi annunciati; non ci saranno vantaggi reali per i cittadini che prima pagavano una società e ora pagheranno un'altra».
Berti parla poi di possibilità di pesanti conseguenze «anche patrimoniali» in vista di eventuali ricorsi di Ariete contro la rescissione unilaterale del contratto. Il capogruppo Pd, definisce infine «preoccupante» il disaccordo con i Revisori dei conti, «così come è preoccupante che i dirigenti del Comune diano oggi pareri contrari a quelli espressi nel 2005».
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