Il Tirreno

MARINA DI CARRARA.

Cassonetti colmi, turisti in fuga

Alessandra Vivoli
I cassonetti e il ristoratore Maurizio Borghini
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I cassonetti e il ristoratore Maurizio Borghini

Un odore insopportabile di pesce marcio. Che si diffonde nelle prime ore del pomeriggio, a causa del gran caldo, e la sera. Proprio quando i turisti (e non solo) dovrebbero accomodarsi ai tavoli per una bella cena vista mare.
A dare l'allarme e segnalare quella che lui stesso definisce «una situazione al limite del sopportabile» è Maurizio Borghini del ristorante Raggio di sole di viale Da Verazzano

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MARINA DI CARRARA. Un odore insopportabile di pesce marcio. Che si diffonde nelle prime ore del pomeriggio, a causa del gran caldo, e la sera. Proprio quando i turisti (e non solo) dovrebbero accomodarsi ai tavoli per una bella cena vista mare.
A dare l'allarme e segnalare quella che lui stesso definisce «una situazione al limite del sopportabile» è Maurizio Borghini del ristorante Raggio di sole di viale Da Verazzano. «L'altro giorno abbiamo lavorato davvero male: il fetore, a causa della cappa di umidità che si è formata sulla zona era davvero insostenibile - dice Borghini - Ci mancava questo puzzo: i pochi turisti che ci sono li fa scappare a gambe levate. È impossibile andare avanti così: a Marina centro c'è la raccolta differenziata porta a porta e così, pescherie e ristornati vengono fin qui in viale da Verazzano a scaricare i rifiuti "umidi" e cioè casse di pesce invenduto e quello che resta nei piatti. Il risultato, potete immaginarlo: quando i cassonetti sono pieni anche solo passarci davanti è un'impresa».
Insomma la passeggiata vista mare, dove anni fa si tenne una mitica edizione del Simposio di scultura, è diventata luogo di scarico dei rifiuti - secondo quanto riferisce il titolare del raggio di sole, per chi non può aspettare i tempi della raccolta porta a porta.
«Capiamo bene che per un ristorante o una pescheria tenere i rifiuti anche solo per un giorno intero può causare grossi problemi - sostiene Borghini - Ma questo non significa che dobbiamo pagarla noi. Tutto questo accumulo, soprattutto di pesce, gettato nei cassonetti provoca grossi problemi. In quella zona, infatti, ci batte il sole e con le temperature che ci sono adesso non c'è davvero da scherzare. In poche ore qui non si respira più».
E i cassonetti maleodoranti - sottolinea Borghini - hanno anche come effetto quello i allontanare i clienti.
«Chi viene a mangiare pesce in queste serate afose vuole sedersi all'aperto, guardando il mare - dicono al ristorante Raggio di sole - L'altra sera l'odore che c'era nell'aria non era davvero invitante: per noi è stato davvero imbarazzante: con quella puzza di pesce marcio in pochi avevano voglia di cenare».
E il problema dei miasmi dei cassonetti non sono che l'ultimo problema di una zona che, sostiene Borghini, è «abbandonata e lasciata completamente a se stessa».
L'elenco delle cose che non vanno è lungo: si comincia dalle siepi che costeggiano il piazzale sul mare (dove peraltro c' è il divieto di accesso): troppo alte e incolte, fino al piazzale dell'ex simposio divenuto - sostiene Borghini che lavora giorno e notte proprio lì davanti) un luogo di incontri gay.
«Le siepi così alte non servono a nessuno: tappano la vista del mare e diventano ricettacolo di rifiuti, cartacce e wc a cielo aperto - spiega Borghini - Non solo, di notte la gente non viene più in questa parte di Marina perché ha paura: c'è poca illuminazione». E non è finita.
«L'ampio piazzale sul mare è divenuto luogo di incontri gay - continua Borghini - Dal tramonto in poi è tutto un movimento: certo non adatto a chi cerca la tranquillità per passeggiare con la famiglia».
Insomma secondo Maurizio Borghini il biglietto da visita che quella parte di Marina offre ai turisti non è davvero dei migliori.
«Ma ormai la situazione va di male in peggio - conclude - ogni anno segnaliamo i problemi, e l'estate dopo siamo punto a capo. È un peccato perché qui c'è una vista bellissima, e, quando i cassonetti non straripano, si sente anche l'odore del mare. Basterebbe poco per rendere la zona più accogliente, a misura di turisti».

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