Attenzione
Fine dell’incubo: due i rumeni arrestati, fino ad aprile avevano speso molti fogli da 20 e 50 euro
Sgominati gli spacciasoldi
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Euro falsi e, a destra una pattuglia della poliziaLa centrale dei soldi falsi, spacciati in città nei mesi scorsi, era a Savona: ma ora l'organizzazione è stata sgominata. Due i cittadini rumeni arrestati (uno in flagranza di reato ed uno su esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere): questo il bilancio dell'operazione effettuata dalla squadra anticrimine del commissariato, coordinata dal pm Federico Manotti della procura apuana
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CARRARA. La centrale dei soldi falsi, spacciati in città nei mesi scorsi, era a Savona: ma ora l'organizzazione è stata sgominata. Due i cittadini rumeni arrestati (uno in flagranza di reato ed uno su esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere): questo il bilancio dell'operazione effettuata dalla squadra anticrimine del commissariato, coordinata dal pm Federico Manotti della procura apuana.
Come diciamo a parte, le indagini presero il via ad aprile quando venne arrestato il cittadino rumeno incensurato, B. C. C. di 23 anni.
In casa, il giovane rumeno aveva un'ingente quantità di denaro falso. Gli investigatori ritennero quindi che potesse essere inserito in una organizzazione criminale, dedita all'introduzione e allo smercio di banconote falsificate.
Furono cinque i commercianti che riconobbero il rumeno che si era presentato nei loro negozi facendo acquisti per importi molto bassi pagando con banconote da 20 e 50 euro falsificate, in modo da ricevere il resto "genuino".
Gli elemnti avevano convinto a far partire un'indagine più approfondita coordinata dal pm Federico Manotti, condotta avvalendosi anche di intercettazioni telefoniche ed altro, condotta dagli operatori della squadra anticrimine; un'indagine che aveva intenzione di andare oltre al "primo anello" della catena ed arrivare direttamente al fornitore da cui B.C.C. si approvvigionava di denaro falsificato.
In circa un mese, era così individuato il "burattinaio" che reggeva la filiera dello "spaccio" di banconote falsificate, un cittadino rumeno di 28 anni, C.P.C., anch'egli incensurato, residente nella città di Savona. In pratica, B.C.C. si riforniva di "partite" di moneta falsificata; tagli di migliaia di euro ciascuna (tutte in banconote da 50 e 20 euro).
Le banconote avevano un buon grado di contraffazione, tanto da ingannare anche commercianti esperti. Anche questi particolari attestano il notevole livello di tecnica del sodalizio che, in questo modo, nel periodo antecedente ad aprile 2009, ha immesso nella zona apuana decine e decine di banconote contraffatte. Fra l'altro, è capitato che, in assoluta buona fede, diversi commercianti avevano rimesso in circolazione le banconote contraffatte ricevute da B.C.C. dandole come resto ad ignari cittadini. Un "epidemia" che è stata fermata dalle indagini che hanno tranciato il canale di approvigionamento. Tra l'altro le indagini hanno subìto un'improvvisa accelerazione quando gli agenti hanno "captato" che C.P.C. si stava preparando per fuggire oltreoceano, in Canada, e stava preparando i documenti necessari per l'espatrio.
Per questo motivo è stato concordato con il dott. Manotti un blitz seguito all' emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere" richiesta dallo stesso pm al gip Laghezza.
La zona di residenza di C.P.C. era stata individuata grazie alla "cella" (che racchiude una porzione di territorio) da cui provenivano le chiamate del cellulare dell' indagato, ossia un quartiere popolare di Savona. Poi era stato individuato il condominio in cui era domiciliato il cittadino rumeno. Individuato l'appartamento, l'arresto è avvenuto all'alba ed è stato portato termine dalla squadra anticrimine di Carrara con il supporto di colleghi della Squadra mobile della città ligure.
Ora C.P.C. e B.C.C. sono in carcere in attesa del processo che li vede imputati dell' art. 455 del codice penale "introduzione e spendita nello stato di monete falsificate"; le ingenti banconote fasulle sequestrate saranno inviate alla banca d'Italia per la distruzione.
Si raccomanda comunque prudenza soprattutto per i negozianti, poiché alcune delle banconote false da 20 e 50 euro immesse prima di aprile potrebbero ancora essere in circolazione.
Come diciamo a parte, le indagini presero il via ad aprile quando venne arrestato il cittadino rumeno incensurato, B. C. C. di 23 anni.
In casa, il giovane rumeno aveva un'ingente quantità di denaro falso. Gli investigatori ritennero quindi che potesse essere inserito in una organizzazione criminale, dedita all'introduzione e allo smercio di banconote falsificate.
Furono cinque i commercianti che riconobbero il rumeno che si era presentato nei loro negozi facendo acquisti per importi molto bassi pagando con banconote da 20 e 50 euro falsificate, in modo da ricevere il resto "genuino".
Gli elemnti avevano convinto a far partire un'indagine più approfondita coordinata dal pm Federico Manotti, condotta avvalendosi anche di intercettazioni telefoniche ed altro, condotta dagli operatori della squadra anticrimine; un'indagine che aveva intenzione di andare oltre al "primo anello" della catena ed arrivare direttamente al fornitore da cui B.C.C. si approvvigionava di denaro falsificato.
In circa un mese, era così individuato il "burattinaio" che reggeva la filiera dello "spaccio" di banconote falsificate, un cittadino rumeno di 28 anni, C.P.C., anch'egli incensurato, residente nella città di Savona. In pratica, B.C.C. si riforniva di "partite" di moneta falsificata; tagli di migliaia di euro ciascuna (tutte in banconote da 50 e 20 euro).
Le banconote avevano un buon grado di contraffazione, tanto da ingannare anche commercianti esperti. Anche questi particolari attestano il notevole livello di tecnica del sodalizio che, in questo modo, nel periodo antecedente ad aprile 2009, ha immesso nella zona apuana decine e decine di banconote contraffatte. Fra l'altro, è capitato che, in assoluta buona fede, diversi commercianti avevano rimesso in circolazione le banconote contraffatte ricevute da B.C.C. dandole come resto ad ignari cittadini. Un "epidemia" che è stata fermata dalle indagini che hanno tranciato il canale di approvigionamento. Tra l'altro le indagini hanno subìto un'improvvisa accelerazione quando gli agenti hanno "captato" che C.P.C. si stava preparando per fuggire oltreoceano, in Canada, e stava preparando i documenti necessari per l'espatrio.
Per questo motivo è stato concordato con il dott. Manotti un blitz seguito all' emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere" richiesta dallo stesso pm al gip Laghezza.
La zona di residenza di C.P.C. era stata individuata grazie alla "cella" (che racchiude una porzione di territorio) da cui provenivano le chiamate del cellulare dell' indagato, ossia un quartiere popolare di Savona. Poi era stato individuato il condominio in cui era domiciliato il cittadino rumeno. Individuato l'appartamento, l'arresto è avvenuto all'alba ed è stato portato termine dalla squadra anticrimine di Carrara con il supporto di colleghi della Squadra mobile della città ligure.
Ora C.P.C. e B.C.C. sono in carcere in attesa del processo che li vede imputati dell' art. 455 del codice penale "introduzione e spendita nello stato di monete falsificate"; le ingenti banconote fasulle sequestrate saranno inviate alla banca d'Italia per la distruzione.
Si raccomanda comunque prudenza soprattutto per i negozianti, poiché alcune delle banconote false da 20 e 50 euro immesse prima di aprile potrebbero ancora essere in circolazione.
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