Il Tirreno

Il consiglio cancella Massa Servizi

Claudio Figaia
Il palazzo in cui ha sede Massa Servizi e l’assessore Volpi, uno degli artefici dell’azione «ritorno in house»
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Il palazzo in cui ha sede Massa Servizi e l’assessore Volpi, uno degli artefici dell’azione «ritorno in house»

Va in scena in consiglio comunale la cancellazione di Massa Servizi. Con colpo ad effetto finale: i Revisori dei conti del Comune bocciano la costituzione di Master, la nuova società che dovrà sostituire Massa Servizi. Ma sindaco e consiglio vanno avanti lo stesso

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MASSA. Va in scena in consiglio comunale la cancellazione di Massa Servizi. Con colpo ad effetto finale: i Revisori dei conti del Comune bocciano la costituzione di Master, la nuova società che dovrà sostituire Massa Servizi. Ma sindaco e consiglio vanno avanti lo stesso.
Il collegio dei revisori - Marco Carducci, presidente; Gino Lorieri e Giampiero Ciarleglio membri effettivi - hanno espresso parere «non favorevole» alla nuova società in quanto essa avrebbe come oggetto attività «non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali». Obiezione che il sindaco Roberto Pucci respinge con un emendamento di aperta contestazione. Le argomentazioni dei Revisori gli appaiono «paradossali», visto che gli stessi Revisori ben sanno che «attualmente quel servizio è già gestito da altra società», cioè da Massa Servizi. E, soprattutto, «infondate», perché la gestione delle entrate del Comune è più che strettamente necessario alle finalità istituzionali dell'ente: «è un servizio addirittura indefettibile affinché qualunque amministrazione civica possa funzionare».
Pucci, dunque, non si ferma e propone al consiglio comunale la delibera così emendata. Il contrasto - pur previsto dalla legge: il parere dei Revisori è in questi casi obbligatorio ma non vincolante e il consiglio comunale può, dando adeguate motivazioni, discostarsi da esso - è clamoroso. Tanto che nei corridoi si parlava (voci non confermate) di dimissioni di due dei componenti del Collegio. «Questo parere dei Revisori, nominati al tempo della giunta Neri, è l'ultimo tentativo di mettere i bastoni tra le ruote a chi sta chiudendo Massa Servizi», è il commento raccolto tra i banchi della maggioranza.
L'amministrazione, dunque, non si ferma e taglia la testa a Massa Servizi. Che dalla relazione di Pucci appare quasi come una specie di "mostro" societario del tutto sottrattosi al controllo della mano pubblica, illegittimo sotto vari profili, opaco e anche anti-economico.
Un "mostro" a più teste, dove Massa Servizi sub-affida ad Ariete coop tutti i servizi, senza alcuna procedura di evidenza pubblica; dove Ariete si trasforma da cooperativa a società per azioni senza comunicazione preventiva al socio, e poi cede le sue quote a una fiduciaria.
Ai famosi «soci occulti», cioè. La cui identità - alza la voce il sindaco - «poteva ben essere accertata da chi oggi continua a chiedere a noi, che non abbiamo strumenti, di verificarla. Anzi - aggiunge - se la procura volesse interessarsi della questione...».
Ma la società con sede a palazzo di vetro è stata anche, accusa Pucci, poco vantaggiosa e poco trasparente. «Qualcuno dice che, tutto sommato, garantiva incassi che la macchina comunale non sarebbe stata in grado di ottenere. Non è vero: i costi del servizio sono più che raddoppiati, fino ad arrivare a 3,95 milioni; la riscossione della Tarsu è scesa dall'89% (nel 2004) al 78% (nel 2007)».
Non solo: «Ci sono anomalie nella gestione di Ariete, i costi del personale, circa 1,2 milioni, sono quasi pari a quelli per le consulenze. Ci sono stranezze nel calcolo delle prime case esentate dall'Ici, in un anno salgono di 6.800 unità». E c'è - chicca finale - la «curiosa decisione, presa senza alcuna consultazione, di farsi pagare l'aggio dell'8% anche sui trasferimenti dello Stato di ristoro ai mancati introiti Ici».
A tarda sera il voto: maggioranza salda, Massa Servizi cancellata.

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