Il Tirreno

Autonauti per passione: «Noi navighiamo in Maserati»

Claudio Vecoli
I due amici a bordo della Maserati-barca durante la sosta forzata a Viareggio
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I due amici a bordo della Maserati-barca durante la sosta forzata a Viareggio

"La nostra prima impresa è stata dalle Canarie alle Piccole Antille: 119 giorni di oceano a bordo di una Ford e una Volkswagen". Le incredibili avventure dei due giovani di Sarzana - Marco Amoretti e Marco De Candia, di 33 e 31 anni - che domenica sono salpati da Bocca di Magra destinazione Venezia e sono stati bloccati dalla guardia costiera di Forte dei Marmi

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VIAREGGIO. Il giro d'Italia in Maserati color fucsia. Ma... via mare. È l'incredibile avventura messa in piedi da due giovani di Sarzana - Marco Amoretti e Marco De Candia, di 33 e 31 anni - che domenica sono salpati da Bocca di Magra destinazione Venezia. Ad essere originale - in questo periplo dello Stivale - è proprio il mezzo scelto: una vecchia Maserati riadattata per solcare le onde. L'avventura, in verità, è iniziata male: a Forte dei Marmi i due amici sono stati intercettati dalla Guardia costiera che - allertata dalla segnalazione di un'auto in mare - ha scortato l'insolito natante in porto a Viareggio per verificarne idoneità e dotazioni di sicurezza. Per poter ripartire, ad Amoretti e Candia l'autorità marittima ha imposto alcune prescrizioni: per prima cosa i due dovranno pagare la multa per mancanza di dotazioni di sicurezza e documentazione d bordo, poi dovranno mettere in regola l'auto-barca con polizza di assicurazione e dotazioni. La navigazione dovrà avvenire sotto costa, segnalando di tappa in tappa la meta successiva.

Per gli autonauti (così si sono autodefiniti) non si tratta di una novità assoluta. In realtà questo inedito tour - che in Toscana toccherà anche Livorno, Piombino e Grosseto - è una sorta di celebrazione di una analoga spedizione di cui i due amici sono stati protagonisti dieci anni fa, quando attraversarono l'oceano partendo dalle Canarie e arrivando alle Piccole Antille. «Quella è stata la nostra vera impresa. Centodiciannove giorni trascorsi da soli in mezzo all'Atlantico a bordo delle due nostre precedenti macchine da mare».

Già, perché la Maserati con cui i due sono partiti domenica da Bocca di Magra è al suo primo viaggio. «La traversata oceanica, all'epoca, la facemmo con una Ford e una Volkswagen. Questa volta ci siamo voluti affidare ad un marchio "made in Italy". E abbiamo scelto una vecchia Maserati biturbo da rottamare».

La passione per le "auto marine", ad onor del vero, è una sorta di eredità. L'idea iniziale di trasformare vecchie auto in imbarcazioni è infatti del padre di Marco Amoretti, Giorgio, un fotoreporter free lance morto da qualche anno. «Per il prototipo fu utilizzato un Maggiolone giallo. Lo riempimmo di poliuretano espanso per farlo galleggiare, mentre per la navigazione utilizzammo un paracadute che funzionava come vela. Da questo sono poi nati i successivi modelli».

Il principio con cui ora naviga la Maserati è più o meno lo stesso. «Abbiamo studiato quello che avviene al sughero immerso in acqua. E abbiamo realizzato questa imbarcazione che è praticamente inaffondabile. Anche se dovesse troncarsi in due, entrambi i pezzi resterebbero a galla».

Oltre che inaffondabile, la barca è anche eco-compatibile. «Le parti elettroniche, ma anche il computer portatile o il caricabatterie del satellitare sono alimentati da pannelli solari sotto il parabrezza». Va invece con carburante il motore fuoribordo utilizzato per gli spostamenti. «Stiamo però studiando una soluzione senza impatti ambientali anche per questo. I costi? Zero, auto e attrezzature le hanno fornite gli sponsor. Noi ci abbiamo messo la manodopera».

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