Sicurezza
I primi risultati dell’autopsia sul pescatore Alessandro Spadaccini
Ucciso per i traumi ricevutinell'impatto fra natanti
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La vittima Alessandro Spadaccini e la sua barca danneggiata dallo scontro con lo yacht«Usiamo il condizionale, ma sembra che le cause del decesso siano riconducibili all'impatto tra i due natanti. Non ci sono nè segni di malore nè la morte è dovuta all'annegamento. Sul corpo sono stati rilevati infatti vari traumi». Questo un primo responso, che arriva dalle parole del legale della famiglia di Alessandro Spadaccini, subito dopo l'autopsia
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CARRARA. «Usiamo il condizionale, ma sembra che le cause del decesso siano riconducibili all'impatto tra i due natanti. Non ci sono nè segni di malore nè la morte è dovuta all'annegamento. Sul corpo sono stati rilevati infatti vari traumi». Questo un primo responso, che arriva dalle parole del legale della famiglia di Alessandro Spadaccini, subito dopo l'autopsia. Quanto sostiene l'avvocato Giancarlo Lattanzi, trova conferma nella dottoressa Susanna Gamba, medico legale incaricato dal pm Tiziana Lottini, titolare dell'inchiesta. Sembra a questo punto sempre più traballante la versione iniziale.
Come noto, l'equipaggio dello yacht Groove, aveva riferito che l'imbarcazione della vittima aveva speronato il panfilo già priva di guida. Uno scenario questo compatibile con l'ipotesi che la vittima fosse stata colpita da malore e caduta precedentemente in mare; ma, alla luce della autopsia, va decisamente rivista, e prende corpo la ricostruzione secondo cui Spadaccini sia finito in acqua a causa dell'impatto violento con lo yacht.
Anche la madre dell'imprenditore appassionato di pesca, Zulia Rigato, sembra convinta di questa dinamica: «La barca di Alessandro è stata colpita, e non il contrario. Sulla chiglia della sua barca hanno ritrovato del sangue e poi lui aveva la precedenza sullo yacht, il cui equipaggio ha contraddetto la versione iniziale».
Tutto è adesso al vaglio degli inquirenti. Ma sembra che il comandante dello yacht, Tiziano Mischiatti di Canazei (Trento), da persona informata dei fatti sia ora stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo.
C'è poi la questione del diritto di precedenza: a quanto sembra infatti dalle prime ricostruzioni, la barca della vittima - dando per assodato la tesi che Spadaccini fosse alla guida al momento dello speronamento - avrebbe avuto la precedenza sullo yacht, provenendo da destra.
Restano comunque molti i nodi da sciogliere; occorre capire se il punto del ritrovamento (due miglia a sud di Punta Bianca) è compatibile con l'ipotesi per cui Spadaccini sia stato sbalzato al momento dell'impatto (avvenuto due miglia a sud dell'Isola del Tino); e, se la vittima fosse stata sbalzata fuori dalla propria barca al momento dello speronamento, perché l'equipaggio avrebbe dovuto inventarsi la versione della barca già priva di guida? Interrogativi che attendono risposte e che sono al centro dell'inchiesta della procura.
Adesso per i familiari resta, al di là di tutto, il dolore per la tragica perdita, a cui si aggiunge quel senso di impotenza acuito dal non sapere cosa sia davvero accaduto nelle due ore trascorse tra l'ultima telefonata fatta dalla vittima all'amico Matteo Genuvio e il momento dell'impatto fra le due imbarcazioni.
La famiglia - sommersa in questi giorni dalla visita di numerosi parenti, amici o semplici conoscenti in via Fiorino - tiene a ringraziare l'Assonautica Provinciale di Massa-Carrara, di cui Alessandro Spadaccini faceva parte, per la lettera di condoglianze ricevuta.
Come noto, l'equipaggio dello yacht Groove, aveva riferito che l'imbarcazione della vittima aveva speronato il panfilo già priva di guida. Uno scenario questo compatibile con l'ipotesi che la vittima fosse stata colpita da malore e caduta precedentemente in mare; ma, alla luce della autopsia, va decisamente rivista, e prende corpo la ricostruzione secondo cui Spadaccini sia finito in acqua a causa dell'impatto violento con lo yacht.
Anche la madre dell'imprenditore appassionato di pesca, Zulia Rigato, sembra convinta di questa dinamica: «La barca di Alessandro è stata colpita, e non il contrario. Sulla chiglia della sua barca hanno ritrovato del sangue e poi lui aveva la precedenza sullo yacht, il cui equipaggio ha contraddetto la versione iniziale».
Tutto è adesso al vaglio degli inquirenti. Ma sembra che il comandante dello yacht, Tiziano Mischiatti di Canazei (Trento), da persona informata dei fatti sia ora stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo.
C'è poi la questione del diritto di precedenza: a quanto sembra infatti dalle prime ricostruzioni, la barca della vittima - dando per assodato la tesi che Spadaccini fosse alla guida al momento dello speronamento - avrebbe avuto la precedenza sullo yacht, provenendo da destra.
Restano comunque molti i nodi da sciogliere; occorre capire se il punto del ritrovamento (due miglia a sud di Punta Bianca) è compatibile con l'ipotesi per cui Spadaccini sia stato sbalzato al momento dell'impatto (avvenuto due miglia a sud dell'Isola del Tino); e, se la vittima fosse stata sbalzata fuori dalla propria barca al momento dello speronamento, perché l'equipaggio avrebbe dovuto inventarsi la versione della barca già priva di guida? Interrogativi che attendono risposte e che sono al centro dell'inchiesta della procura.
Adesso per i familiari resta, al di là di tutto, il dolore per la tragica perdita, a cui si aggiunge quel senso di impotenza acuito dal non sapere cosa sia davvero accaduto nelle due ore trascorse tra l'ultima telefonata fatta dalla vittima all'amico Matteo Genuvio e il momento dell'impatto fra le due imbarcazioni.
La famiglia - sommersa in questi giorni dalla visita di numerosi parenti, amici o semplici conoscenti in via Fiorino - tiene a ringraziare l'Assonautica Provinciale di Massa-Carrara, di cui Alessandro Spadaccini faceva parte, per la lettera di condoglianze ricevuta.
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