Gioco
Bonascola, no alle ingiunzioni
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Uno sorcio di BonascolaSono arrivate le ingiunzioni fiscali: il Comune di Carrara chiede il pagamento degli oneri di esproprio per le aree in cui furono realizzati edifici in cooperativa. Per il momento le ingiunzioni hanno raggiunto i residenti in Via Quasimodo, ma la questione riguarda tutta Bonascola
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CARRARA. Sono arrivate le ingiunzioni fiscali: il Comune di Carrara chiede il pagamento degli oneri di esproprio per le aree in cui furono realizzati edifici in cooperativa. Per il momento le ingiunzioni hanno raggiunto i residenti in Via Quasimodo, ma la questione riguarda tutta Bonascola.
Come informa il portavoce Pierlio Baratta, il Comune ha già fatto sapere che nei prossimi giorni le ingiunzioni fiscali arriveranno anche ai proprietari degli altri alloggi del Peep di Bonascola. I cittadini si sono riuniti nei giorni scorsi e la riunione ha registrato una partecipazione massiccia.
Osserva Baratta: «Il ricorso a tale strumento forzato di riscossione evidenzia le difficoltà finanziarie e procedurali del Comune che ha dovuto attivare una legge promulgata nel 1910 in nome del re Vittorio Emanuele III. Gli abitanti di Bonascola sono furibondi nei confronti del Comune, che, in tempi difficili come questi per via della crisi, richiede il pagamento di cifre molto elevate (si parla di oltre 3.500 euro per ogni abitazione) a famiglie formate da operai e impiegati. Non solo: il Comune vuole i soldi subito. Infatti, il termine concesso per il versamento è brevissimo: 60 giorni appena, trascorsi i quali il Comune pignorerà ai morosi le case che sono state comprate con i risparmi di una vita». Prosegue Baratta: «A nulla sono valsi gli appelli al dialogo e alla trattativa che nei mesi passati gli abitanti di Bonascola hanno rivolto all'amministrazione comunale per risolvere la questione. I residenti di Bonascola non pretendono di non pagare nulla, ma prima di mettere mano al portafogli esigono che il Comune spieghi loro in che modo sono state quantificate le somme di cui si richiede il pagamento. Infatti, ai cittadini di Bonascola i conti non tornano: in primo luogo perché viene riaperta adesso una questione vecchia di oltre 20 anni (gli espropri delle aree Peep di Bonascola sono avvenuti negli anni '80); inoltre facendo l'elementare conto della serva le cifre del Comune risultano sballate. Ma alle richieste della cittadinanza il Comune ha sempre opposto un ostinato silenzio».
Per questo i residenti di Bonascola nella riunione dei giorni scorsi hanno deciso in blocco di non pagare le somme richieste dal Comune, e di dare incarico agli avvocati di fare opposizione alle ingiunzioni fiscali. I cittadini rivolgono un appello alle forze politiche affinchè anche in periodo non elettorali si rendano portavoce dei disagi dei cittadini nei confronti dell'amministrazione comunale.
Come informa il portavoce Pierlio Baratta, il Comune ha già fatto sapere che nei prossimi giorni le ingiunzioni fiscali arriveranno anche ai proprietari degli altri alloggi del Peep di Bonascola. I cittadini si sono riuniti nei giorni scorsi e la riunione ha registrato una partecipazione massiccia.
Osserva Baratta: «Il ricorso a tale strumento forzato di riscossione evidenzia le difficoltà finanziarie e procedurali del Comune che ha dovuto attivare una legge promulgata nel 1910 in nome del re Vittorio Emanuele III. Gli abitanti di Bonascola sono furibondi nei confronti del Comune, che, in tempi difficili come questi per via della crisi, richiede il pagamento di cifre molto elevate (si parla di oltre 3.500 euro per ogni abitazione) a famiglie formate da operai e impiegati. Non solo: il Comune vuole i soldi subito. Infatti, il termine concesso per il versamento è brevissimo: 60 giorni appena, trascorsi i quali il Comune pignorerà ai morosi le case che sono state comprate con i risparmi di una vita». Prosegue Baratta: «A nulla sono valsi gli appelli al dialogo e alla trattativa che nei mesi passati gli abitanti di Bonascola hanno rivolto all'amministrazione comunale per risolvere la questione. I residenti di Bonascola non pretendono di non pagare nulla, ma prima di mettere mano al portafogli esigono che il Comune spieghi loro in che modo sono state quantificate le somme di cui si richiede il pagamento. Infatti, ai cittadini di Bonascola i conti non tornano: in primo luogo perché viene riaperta adesso una questione vecchia di oltre 20 anni (gli espropri delle aree Peep di Bonascola sono avvenuti negli anni '80); inoltre facendo l'elementare conto della serva le cifre del Comune risultano sballate. Ma alle richieste della cittadinanza il Comune ha sempre opposto un ostinato silenzio».
Per questo i residenti di Bonascola nella riunione dei giorni scorsi hanno deciso in blocco di non pagare le somme richieste dal Comune, e di dare incarico agli avvocati di fare opposizione alle ingiunzioni fiscali. I cittadini rivolgono un appello alle forze politiche affinchè anche in periodo non elettorali si rendano portavoce dei disagi dei cittadini nei confronti dell'amministrazione comunale.
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