La manifestazione
Abusi edilizi, giù tre villette
Claudio Figaia
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Le strutture del bagno Battelli alla PartacciaLa baracca-abitazione con vista mare sulle sponde del Ricortola è stata solo l'inizio. L'amministrazione civica prosegue la campagna di abbattimento degli edifici abusivi. E punta in alto: a costruzioni altrettanto abusive di quella già distrutta, ma di dimensioni e importanza maggiori
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MASSA. La baracca-abitazione con vista mare sulle sponde del Ricortola è stata solo l'inizio. L'amministrazione civica prosegue la campagna di abbattimento degli edifici abusivi. E punta in alto: a costruzioni altrettanto abusive di quella già distrutta, ma di dimensioni e importanza maggiori.
Nei prossimi giorni, annuncia Martina Nardi, vicesindaca e assessore all'Edilizia, ci sarà un altro intervento, in zona Partaccia. La ditta incaricata abbatterà le strutture abusive del bagno Battelli, a fianco della Stella Rossa - che secondo gli accertamenti compiuti dagli uffici del municipio - insistono in parte sul demanio marittimo, in parte su suolo comunale e che sono del tutto abusive. «Sconosciuta agli uffici comunali», cioè, nel senso che mai hanno ottenuto un'autorizzazione alla edificazione e mai qualsiasi tipo di sanatoria. Le ruspe, però non si limiteranno a questo.
«No, non ci fermiamo. Gli abusi edilizi perpetrati sul territorio devono essere demoliti. E noi lo stiamo facendo. Una scelta che può risultare impopolare, ma è imposta dalla normativa», ripete la vicesindaca.
Così, la prossima vittima della demolition-woman Martina Nardi saranno tre villette a schiera costruite molti anni fa nella zona dei Ronchi, in via San Ginese.
Due delle villette sono rimaste allo stato di «scheletri», mai completate; la terza è invece finita e abitata, saltuariamente in estate, dal proprietario: Vito Cannone, un imprenditore di Milano. «Costruite in modo completamente abusivo, senza alcuna autorizzazione», sottolineano in amministrazione.
L'abbattimento degli edifici dei Ronchi, però, verrà eseguito soltanto a settembre. «La ditta di demolizioni - spiega Martina Nardi - sta per andare in ferie e l'opera di eliminazione di queste villette non è semplice, durerà diversi giorni. Per questo abbiamo deciso di rinviarla al 1º settembre. Ma non lo dimenticheremo. Garantito».
All'abbattimento degli abusi edilizi si arriva dopo l'accertamento dell'abuso stesso e il superamento degli eventuali contenziosi. Viene chiesta al responsabile dell'abuso stesso la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi. Trascorsi inutilmente novanta giorni previsti, si procede alla demolizione. Con successiva rivalsa a carico del responsabile. Una legge in vigore da anni. Ma, finora, poco attuata.
Nei prossimi giorni, annuncia Martina Nardi, vicesindaca e assessore all'Edilizia, ci sarà un altro intervento, in zona Partaccia. La ditta incaricata abbatterà le strutture abusive del bagno Battelli, a fianco della Stella Rossa - che secondo gli accertamenti compiuti dagli uffici del municipio - insistono in parte sul demanio marittimo, in parte su suolo comunale e che sono del tutto abusive. «Sconosciuta agli uffici comunali», cioè, nel senso che mai hanno ottenuto un'autorizzazione alla edificazione e mai qualsiasi tipo di sanatoria. Le ruspe, però non si limiteranno a questo.
«No, non ci fermiamo. Gli abusi edilizi perpetrati sul territorio devono essere demoliti. E noi lo stiamo facendo. Una scelta che può risultare impopolare, ma è imposta dalla normativa», ripete la vicesindaca.
Così, la prossima vittima della demolition-woman Martina Nardi saranno tre villette a schiera costruite molti anni fa nella zona dei Ronchi, in via San Ginese.
Due delle villette sono rimaste allo stato di «scheletri», mai completate; la terza è invece finita e abitata, saltuariamente in estate, dal proprietario: Vito Cannone, un imprenditore di Milano. «Costruite in modo completamente abusivo, senza alcuna autorizzazione», sottolineano in amministrazione.
L'abbattimento degli edifici dei Ronchi, però, verrà eseguito soltanto a settembre. «La ditta di demolizioni - spiega Martina Nardi - sta per andare in ferie e l'opera di eliminazione di queste villette non è semplice, durerà diversi giorni. Per questo abbiamo deciso di rinviarla al 1º settembre. Ma non lo dimenticheremo. Garantito».
All'abbattimento degli abusi edilizi si arriva dopo l'accertamento dell'abuso stesso e il superamento degli eventuali contenziosi. Viene chiesta al responsabile dell'abuso stesso la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi. Trascorsi inutilmente novanta giorni previsti, si procede alla demolizione. Con successiva rivalsa a carico del responsabile. Una legge in vigore da anni. Ma, finora, poco attuata.
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