Vacanza incubo a Sharm«Nessuna assistenza, senza volo per il rientro»
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In alto la località turistica Sharm El Sheik, sopra un aereo: è caccia al biglietto per rientareIl pacchetto offerto dall'operatore turistico web Todomondo prevedeva sette notti a Sharm el Sheik per soli quattrocento euro. Un prezzo stracciato, visto che oltre al volo, andata e ritorno, era compreso l'albergo e la pensione completa. Talmente allettante che in centinaia hanno detto sì. Tra queste anche due donne di Villafranca, mamma e figlia
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VILLAFRANCA. Il pacchetto offerto dall'operatore turistico web Todomondo prevedeva sette notti a Sharm el Sheik per soli quattrocento euro. Un prezzo stracciato, visto che oltre al volo, andata e ritorno, era compreso l'albergo e la pensione completa. Talmente allettante che in centinaia hanno detto sì. Tra queste anche due donne di Villafranca, mamma e figlia. Invece di una vacanza però con quei quattrocento euro hanno pagato una serie di grattacapi che hanno fatto slittare il loro rientro in Italia. E lievitare i costi.
A finire nei guai sono Franca, 59 anni, e la figlia Ilaria, 30. Una casalinga, l'altra insegnante precaria. Le due donne avevano voglia di rilassarsi e per questo avevano scelto la costa egiziana. Ma con quel tour operator i problemi ci sono stati fin da subito: «Ci avevano cambiato l'albergo (da quattro a tre stelle) prima della partenza. Tanto che volevamo disdire il contratto, ma poi non siamo riusciti a metterci in contatto con loro perché potevamo solo chiamarli via email e così siamo partite lo stesso», dice Franca dalla sua stanza d'albergo. Partenza dalla Malpensa. A Sharm nessuno ad accoglierle. L'arrivo in hotel riserva la prima sorpresa: nessuna prenotazione a loro nome. Mamma e figlia vengono dirottate ancora in un'altra struttura. E lì trovano un mondo: un altro centinaio di italiano nelle loro stesse condizioni. «Lì abbiamo scoperto di non avere il volo per il rientro», continua Franca. Come? Due giorni dopo la partenza del primo gruppo si sono visti ritornare in albergo quelli che credevano partiti da 48 ore. E l'albergo invece di dare loro una stanza li ha fatti dormire in piscina: «Senza neppure offrire un caffè».
Franca non si è persa d'animo e si è armata di telefono. Da giorni contatta il consolato e grazie all'altra figlia rimasta in Italia dovrebbe aver trovato posto per un charter: «Ci costerà duecento euro in più, altrettanti ne ho spesi di telefono. Con quella cifra avrei potuto pagarmi un villaggio a cinque stelle, invece mi sono fatta del sangue marcio parlando di Todomondo per una settimana. Non vedo l'ora di tornare a Villafranca». Quando? Domani sera, con due giorni di ritardo e una spesa in più per il supplemento di vacanza. Un'altra beffa. «Voglio essere risarcita», conclude la casalinga.
A finire nei guai sono Franca, 59 anni, e la figlia Ilaria, 30. Una casalinga, l'altra insegnante precaria. Le due donne avevano voglia di rilassarsi e per questo avevano scelto la costa egiziana. Ma con quel tour operator i problemi ci sono stati fin da subito: «Ci avevano cambiato l'albergo (da quattro a tre stelle) prima della partenza. Tanto che volevamo disdire il contratto, ma poi non siamo riusciti a metterci in contatto con loro perché potevamo solo chiamarli via email e così siamo partite lo stesso», dice Franca dalla sua stanza d'albergo. Partenza dalla Malpensa. A Sharm nessuno ad accoglierle. L'arrivo in hotel riserva la prima sorpresa: nessuna prenotazione a loro nome. Mamma e figlia vengono dirottate ancora in un'altra struttura. E lì trovano un mondo: un altro centinaio di italiano nelle loro stesse condizioni. «Lì abbiamo scoperto di non avere il volo per il rientro», continua Franca. Come? Due giorni dopo la partenza del primo gruppo si sono visti ritornare in albergo quelli che credevano partiti da 48 ore. E l'albergo invece di dare loro una stanza li ha fatti dormire in piscina: «Senza neppure offrire un caffè».
Franca non si è persa d'animo e si è armata di telefono. Da giorni contatta il consolato e grazie all'altra figlia rimasta in Italia dovrebbe aver trovato posto per un charter: «Ci costerà duecento euro in più, altrettanti ne ho spesi di telefono. Con quella cifra avrei potuto pagarmi un villaggio a cinque stelle, invece mi sono fatta del sangue marcio parlando di Todomondo per una settimana. Non vedo l'ora di tornare a Villafranca». Quando? Domani sera, con due giorni di ritardo e una spesa in più per il supplemento di vacanza. Un'altra beffa. «Voglio essere risarcita», conclude la casalinga.
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