Sicurezza
Spiagge libere strapienestabilimenti affollati solo per i fine settimana
Margherita Mazzarella
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Nella foto a sinistra obrelloni e sdraio semidesertiStessa spiaggia, stesso mare... Ma non per più di due giorni a settimana. La crisi cambia le abitudini dei turisti e manda in crisi chi sul turismo ci vive. Come gli stabilimenti balneari, alle prese con un sempre più marcato fenomeno delle mini-ferie.
Cioè: i turisti vengono, ed anche numerosi, ma solo nel fine settimana
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MARINA DI MASSA. Stessa spiaggia, stesso mare... Ma non per più di due giorni a settimana. La crisi cambia le abitudini dei turisti e manda in crisi chi sul turismo ci vive. Come gli stabilimenti balneari, alle prese con un sempre più marcato fenomeno delle mini-ferie.
Cioè: i turisti vengono, ed anche numerosi, ma solo nel fine settimana. E anche chi sul mare apuano ci viene per vacanze più lunghe - una-due settimana - alla spiaggia a pagamento ci rinuncia. Insomma, si permette la villeggiatura ma risparmia su ombrelloni, sdraio e comfort. Preferendo le ben più spartane spiagge libere. Che sono piene per tutti i giorni della settimana (e strapiene nei weekend).
Italiani e stranieri spendono già cifre consistenti per albergo o campeggio, cene in pizzeria e al ristorante. Logico che, tanti di loro cerchino di risparmiare sull'«uso» del mare, facendo la spesa al supermercato per il pranzo e andando alla spiaggia libera con l'ombrellone in spalla.
Chi, invece, per vari motivi, non vuole rinunciare alle comodità dello stabilimento, spesso non ce la fa a trattenersi per più di un paio di fine settimana al mese.
«Veniamo soltanto il fine settimana, da Parma - dice Mariella Ruffoli, cliente di uno dei bagni dei Ronchi - e scegliamo le comodità del bagno perchè abbiamo i bambini piccoli e non possiamo non avere la doccia calda, il bar e altri servizi. Però spendiamo, e parecchio: pur avendo qualche giorno di ferie in più, ripartiamo sempre la domenica sera: non ce la faremmo a venire al mare tutti i giorni per una settimana, quindi ci accontentiamo di due giorni con tutti i comfort una volta a settimana».
«Scelgo questa zona perchè è due passi dalla Versilia - dice Luca Maffi, giovanissimo di Pistoia - ma vengo alla spiaggia libera. Dormo in hotel, mangio dove capita, non ce la farei a pagare anche il bagno, che da queste parti non è esattamente economico: dovendo spendere per forza qualcosa, l'irrinunciabile è mangiare e dormire, al resto si rinuncia, quindi niente bagno e niente doccia calda: ci si lava in albergo a fine pomeriggio».
«Veniamo qui da anni - racconta Romeo Antoni, pensionato milanese - la zona è bella. Ma se non potessimo usufruire della casa di un nostro nipote, non ci sposteremmo da Milano. Possiamo permetterci qualche giorno al mare solo per questo: la pensione è bassa e se risparmio su dormire e mangiare non vedo perchè dovrei regalare decine di euro al giorno a chi mi affitta un fazzoletto d'ombra a terra quando posso andare alla spiaggia libera».
Per i titolari degli stabilimenti balneari, dunque, è un'estate difficile. «Noi gestori di bagni lavoriamo a pieno regime soltanto nel fine settimana - ammette Manuela Tolaini, titolare del bagno Nettuno a Marina - e non bene, dato che un affollamento del genere, come quello delle doemniche, rende poco agevole la gestione dei servizi e dei dipendenti, dato che non si lavorerà a ritmi così serrati adesso per lo meno fino al sabato successivo».
Cioè: i turisti vengono, ed anche numerosi, ma solo nel fine settimana. E anche chi sul mare apuano ci viene per vacanze più lunghe - una-due settimana - alla spiaggia a pagamento ci rinuncia. Insomma, si permette la villeggiatura ma risparmia su ombrelloni, sdraio e comfort. Preferendo le ben più spartane spiagge libere. Che sono piene per tutti i giorni della settimana (e strapiene nei weekend).
Italiani e stranieri spendono già cifre consistenti per albergo o campeggio, cene in pizzeria e al ristorante. Logico che, tanti di loro cerchino di risparmiare sull'«uso» del mare, facendo la spesa al supermercato per il pranzo e andando alla spiaggia libera con l'ombrellone in spalla.
Chi, invece, per vari motivi, non vuole rinunciare alle comodità dello stabilimento, spesso non ce la fa a trattenersi per più di un paio di fine settimana al mese.
«Veniamo soltanto il fine settimana, da Parma - dice Mariella Ruffoli, cliente di uno dei bagni dei Ronchi - e scegliamo le comodità del bagno perchè abbiamo i bambini piccoli e non possiamo non avere la doccia calda, il bar e altri servizi. Però spendiamo, e parecchio: pur avendo qualche giorno di ferie in più, ripartiamo sempre la domenica sera: non ce la faremmo a venire al mare tutti i giorni per una settimana, quindi ci accontentiamo di due giorni con tutti i comfort una volta a settimana».
«Scelgo questa zona perchè è due passi dalla Versilia - dice Luca Maffi, giovanissimo di Pistoia - ma vengo alla spiaggia libera. Dormo in hotel, mangio dove capita, non ce la farei a pagare anche il bagno, che da queste parti non è esattamente economico: dovendo spendere per forza qualcosa, l'irrinunciabile è mangiare e dormire, al resto si rinuncia, quindi niente bagno e niente doccia calda: ci si lava in albergo a fine pomeriggio».
«Veniamo qui da anni - racconta Romeo Antoni, pensionato milanese - la zona è bella. Ma se non potessimo usufruire della casa di un nostro nipote, non ci sposteremmo da Milano. Possiamo permetterci qualche giorno al mare solo per questo: la pensione è bassa e se risparmio su dormire e mangiare non vedo perchè dovrei regalare decine di euro al giorno a chi mi affitta un fazzoletto d'ombra a terra quando posso andare alla spiaggia libera».
Per i titolari degli stabilimenti balneari, dunque, è un'estate difficile. «Noi gestori di bagni lavoriamo a pieno regime soltanto nel fine settimana - ammette Manuela Tolaini, titolare del bagno Nettuno a Marina - e non bene, dato che un affollamento del genere, come quello delle doemniche, rende poco agevole la gestione dei servizi e dei dipendenti, dato che non si lavorerà a ritmi così serrati adesso per lo meno fino al sabato successivo».
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