Proteste
Mareggiata, bagni in ginocchio
Serena Bongiorni
Il Marchini quasi sommerso deve respingere i turisti Caffè con i piedi nell'acqua al Palmo Scogliere nel mirino
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MASSA. Pochi la prevedevano, nessuno se la augurava. Invece è arrivata, nella notte tra venerdì e sabato proprio all'inizio del weekend di pieno luglio. Una mareggiata che non ha risparmiato nessuno, che da Partaccia ai Ronchi ha mangiato metri e metri di spiaggia, togliendo spazi a bagnanti e ombrelloni. Limitati i danni alle strutture: solo alcuni ombrelloni e sdraio trascinati via dalle onde. Ma lo spettro dell'erosione, della spiaggia che scompare è tornato a farsi sentire. E stavolta davanti a migliaia di turisti.
Al bagno Palmo si sorseggia il caffè con i piedi nell'acqua. Non ci sono più ombrelloni, né tende: il mare arriva direttamente ai margini del bar e dei gazebo. «Non ci aspettavamo una bufera così forte», dichiarano i gestori, «stanotte le onde hanno portato via tavoli, sdraio, lettini. E'una stagione da dimenticare». I titolari adesso hanno una sola speranza: che la prossima mareggiata non si verifichi nella prima metà di agosto, altrimenti «addio turisti».
Le onde hanno colpito duro anche a Ronchi, ma tra gli stabilimenti di quella zona c'è chi benedice l'opera di ripascimento tampone di fine giugno, con la quale è stata prelevata sabbia da 300 metri dalla riva per poi riversarla sulla battigia. «Senza quell'intervento oggi il mare sarebbe arrivato sulla strada. Speriamo che a settembre i lavori portino risultati ancora più duraturi», dicono alcuni titolari dei bagni.
Ma anche a Ronchi ci sono stabilimenti con le tende in acqua (Pesca e Nuoto, Associazione Nautica dei Ronchi).
A Marina le cose sembrano andare meglio. «Sapevamo che sarebbe arrivata la mareggiata, così abbiamo tolto un paio di file di ombrelloni - dichiara Enrico Guidi, bagnino del Santa Zita - su "il meteo.it" trovi tutto, dai venti all'altezza delle onde, così puoi prevenire i danni».
Chi di danni ne ha subiti invece, seppur modesti, è il bagno Maurizio, poco distante dal Santa Zita. Qui il mare durante la notte si è portato via più di dieci metri di pedana ed ha trascinato in mare qualche sdraio. Stessa sorte per gli stabilimenti davanti alla Torre Fiat, dove i bagnini però non sembrano allarmati: «Qua siamo abbastanza protetti, ci sono le scogliere che bloccano le onde, abbiamo tolto qualche fila e prevenuto i problemi».
Caso a parte è quello del bagno Marchini, vicino all'ex Colonia Torino, che si ritrova con 5 cabine (tre anni fa ne aveva 17) e poche file di ombrelloni. «Siamo disperati», dichiara Amedeo Marchini, titolare del bagno, «siamo costretti a mandare via i clienti». Il gestore spiega che la situazione è critica anche in condizioni di mare calmo: «Qui siamo all'interno del Sin (Sito interesse nazionale-ndr) e dal 2005 stiamo aspettando la bonifica necessaria per poter avviare i lavori. Chiediamo che il ministero dell'Ambiente e l'amministrazione facciano qualcosa, altrimenti chiuderemo».
Anche Oreste Gaspari, contitolare de "L'angolo del mare", davanti all'Ugo Pisa, chiede interventi per rivedere le scogliere, «troppo basse e inutili in caso di mareggiate». Gaspari sostiene che da quando sono stati fatti i lavori alle scogliere molta sabbia è sparita: «Prima c'era una spiaggia bellissima, ora solo un lembo che con le mareggiate si riempie di sassi e scaccia i turisti».
La speranza di tutti resta quindi quella di un agosto tranquillo, con tanti turisti e senza mareggiate. Che il mare si scateni pure. Ma a settembre.
Al bagno Palmo si sorseggia il caffè con i piedi nell'acqua. Non ci sono più ombrelloni, né tende: il mare arriva direttamente ai margini del bar e dei gazebo. «Non ci aspettavamo una bufera così forte», dichiarano i gestori, «stanotte le onde hanno portato via tavoli, sdraio, lettini. E'una stagione da dimenticare». I titolari adesso hanno una sola speranza: che la prossima mareggiata non si verifichi nella prima metà di agosto, altrimenti «addio turisti».
Le onde hanno colpito duro anche a Ronchi, ma tra gli stabilimenti di quella zona c'è chi benedice l'opera di ripascimento tampone di fine giugno, con la quale è stata prelevata sabbia da 300 metri dalla riva per poi riversarla sulla battigia. «Senza quell'intervento oggi il mare sarebbe arrivato sulla strada. Speriamo che a settembre i lavori portino risultati ancora più duraturi», dicono alcuni titolari dei bagni.
Ma anche a Ronchi ci sono stabilimenti con le tende in acqua (Pesca e Nuoto, Associazione Nautica dei Ronchi).
A Marina le cose sembrano andare meglio. «Sapevamo che sarebbe arrivata la mareggiata, così abbiamo tolto un paio di file di ombrelloni - dichiara Enrico Guidi, bagnino del Santa Zita - su "il meteo.it" trovi tutto, dai venti all'altezza delle onde, così puoi prevenire i danni».
Chi di danni ne ha subiti invece, seppur modesti, è il bagno Maurizio, poco distante dal Santa Zita. Qui il mare durante la notte si è portato via più di dieci metri di pedana ed ha trascinato in mare qualche sdraio. Stessa sorte per gli stabilimenti davanti alla Torre Fiat, dove i bagnini però non sembrano allarmati: «Qua siamo abbastanza protetti, ci sono le scogliere che bloccano le onde, abbiamo tolto qualche fila e prevenuto i problemi».
Caso a parte è quello del bagno Marchini, vicino all'ex Colonia Torino, che si ritrova con 5 cabine (tre anni fa ne aveva 17) e poche file di ombrelloni. «Siamo disperati», dichiara Amedeo Marchini, titolare del bagno, «siamo costretti a mandare via i clienti». Il gestore spiega che la situazione è critica anche in condizioni di mare calmo: «Qui siamo all'interno del Sin (Sito interesse nazionale-ndr) e dal 2005 stiamo aspettando la bonifica necessaria per poter avviare i lavori. Chiediamo che il ministero dell'Ambiente e l'amministrazione facciano qualcosa, altrimenti chiuderemo».
Anche Oreste Gaspari, contitolare de "L'angolo del mare", davanti all'Ugo Pisa, chiede interventi per rivedere le scogliere, «troppo basse e inutili in caso di mareggiate». Gaspari sostiene che da quando sono stati fatti i lavori alle scogliere molta sabbia è sparita: «Prima c'era una spiaggia bellissima, ora solo un lembo che con le mareggiate si riempie di sassi e scaccia i turisti».
La speranza di tutti resta quindi quella di un agosto tranquillo, con tanti turisti e senza mareggiate. Che il mare si scateni pure. Ma a settembre.
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