Il dolore
Nuovo stop ai camion sulla Foce
Claudio Figaia
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Un camion del marmo sale i primi tornanti della via FoceGiro di vite contro "camion selvaggio" sulla Foce. Il sindaco Roberto Pucci ha firmato un'ordinanza che ri-vieta il transito degli autocarri sul tratto comunale di via Foce e sulle strade adiacenti. Usiamo il termine "ri-vietare" perchè, in realtà, il divieto di transito già esiste da tempo. Il nuovo provvedimento, però, dà più forza ed efficacia alla norma.
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MASSA. Giro di vite contro "camion selvaggio" sulla Foce. Il sindaco Roberto Pucci ha firmato un'ordinanza che ri-vieta il transito degli autocarri sul tratto comunale di via Foce e sulle strade adiacenti. Usiamo il termine "ri-vietare" perchè, in realtà, il divieto di transito già esiste da tempo. Il nuovo provvedimento, però, dà più forza ed efficacia alla norma.
Una storia curiosa, quella del divieto ai camion sulla Foce, istituito nel settembre 2008 e "collegato" al Codice della strada. Lo stop era stato adottato in seguito alle proteste degli abitanti di fronte all'aumento del traffico pesante diretto alle cave di Carrara e al passaggio dei mezzi impegnati nei cantieri della Strada dei marmi. In sostanza, molti camion di Massa e della Versilia usavano la Foce come strada alternativa (e più breve) all'Aurelia per raggiungere le cave.
Il divieto è stato per un certo periodo rispettato. Anche perchè, a inizio 2009, l'amministrazione ha piazzato una telecamera a circuito chiuso all'altezza di Via Frangola, con lo scopo di filmare chi sgarrava. Poi, tra gli autotrasportatori si è sparsa la voce - fondata - che diceva che le immagini della telecamera non potevano essere utilizzate come prova della violazione del divieto (perchè, non omologata dal Codice della Strada). Così, i passaggi sono tornati ad aumentare, anche in virtù del fatto che a quell'ora (i camion passano all'alba) i vigili urbani non hanno ancora iniziato il servizio.
Da qui la decisione dell'amministrazione di inasprire le norme. «Una necessità inderogabile - dice l'assessore alla Mobilità Loreno Vivoli - perchè la Foce è una strada assolutamente incompatibile con questo tipo di traffico inquinante e pericoloso su una arteria senza marciapiedi e protezioni».
Ma come rendere utilizzabili le immagini della telecamera per inchiodare i camion trasgressori? Semplice: con un'ordinanza che non fa più riferimento al Codice della strada, ma al decreto Maroni, quello che attribuisce al sindaco la competenza ad emanare atti in materia di sicurezza e ordine pubblico. In altre parole, la questione dei mezzi pesanti sulla Foce diventa un problema di sicurezza pubblica e le immagini della videocamera diventano utilizzabili come «prova». Dice ancora Vivoli: «L'ordinanza ha anche un contenuto di equità. Serve a eliminare gli indebiti vantaggi di quegli autotrasportatori che risparmiavano tempo e carburante percorrendo la Foce, rispetto a coloro che, rispettando il divieto, passano dall'Aurelia».
«Un provvedimento ragionevole che garantisce i diritti e la vivibilità degli abitanti della zona», commenta Roberto Borghini (Verdi) presidente della commissione Mobilità e Traffico.
Le multe per chi violerà l'ordinanza - già in vigore - vanno da 80 a 500 euro; Vivoli annuncia che «girerà le bobine delle telecamere, anche quelle dei mesi passati, alla procura della Repubblica per eventuali provvedimenti». Previste alcune deroghe: per i mezzi di soccorso, quelli di Cat e Amia, quelli i cui titolari hanno residenza o attività nella zona, per alcuni mezzi dei cantieri della Strada dei marmi.
Una storia curiosa, quella del divieto ai camion sulla Foce, istituito nel settembre 2008 e "collegato" al Codice della strada. Lo stop era stato adottato in seguito alle proteste degli abitanti di fronte all'aumento del traffico pesante diretto alle cave di Carrara e al passaggio dei mezzi impegnati nei cantieri della Strada dei marmi. In sostanza, molti camion di Massa e della Versilia usavano la Foce come strada alternativa (e più breve) all'Aurelia per raggiungere le cave.
Il divieto è stato per un certo periodo rispettato. Anche perchè, a inizio 2009, l'amministrazione ha piazzato una telecamera a circuito chiuso all'altezza di Via Frangola, con lo scopo di filmare chi sgarrava. Poi, tra gli autotrasportatori si è sparsa la voce - fondata - che diceva che le immagini della telecamera non potevano essere utilizzate come prova della violazione del divieto (perchè, non omologata dal Codice della Strada). Così, i passaggi sono tornati ad aumentare, anche in virtù del fatto che a quell'ora (i camion passano all'alba) i vigili urbani non hanno ancora iniziato il servizio.
Da qui la decisione dell'amministrazione di inasprire le norme. «Una necessità inderogabile - dice l'assessore alla Mobilità Loreno Vivoli - perchè la Foce è una strada assolutamente incompatibile con questo tipo di traffico inquinante e pericoloso su una arteria senza marciapiedi e protezioni».
Ma come rendere utilizzabili le immagini della telecamera per inchiodare i camion trasgressori? Semplice: con un'ordinanza che non fa più riferimento al Codice della strada, ma al decreto Maroni, quello che attribuisce al sindaco la competenza ad emanare atti in materia di sicurezza e ordine pubblico. In altre parole, la questione dei mezzi pesanti sulla Foce diventa un problema di sicurezza pubblica e le immagini della videocamera diventano utilizzabili come «prova». Dice ancora Vivoli: «L'ordinanza ha anche un contenuto di equità. Serve a eliminare gli indebiti vantaggi di quegli autotrasportatori che risparmiavano tempo e carburante percorrendo la Foce, rispetto a coloro che, rispettando il divieto, passano dall'Aurelia».
«Un provvedimento ragionevole che garantisce i diritti e la vivibilità degli abitanti della zona», commenta Roberto Borghini (Verdi) presidente della commissione Mobilità e Traffico.
Le multe per chi violerà l'ordinanza - già in vigore - vanno da 80 a 500 euro; Vivoli annuncia che «girerà le bobine delle telecamere, anche quelle dei mesi passati, alla procura della Repubblica per eventuali provvedimenti». Previste alcune deroghe: per i mezzi di soccorso, quelli di Cat e Amia, quelli i cui titolari hanno residenza o attività nella zona, per alcuni mezzi dei cantieri della Strada dei marmi.
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