Il Tirreno

I parenti del ragazzino tolto alla famiglia: è uno stillicidio. L’assessore: i nostri atti sono a posto

«Non fa che piangere»

Da sinistra gli avvocati Valentina Antonini e Giuliana Feliciani
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Da sinistra gli avvocati Valentina Antonini e Giuliana Feliciani

Il nonno gli ha preparato un pacco. Calzini, mutande, canottiere e qualche pantaloncino. E una sfilza di Cd con la sua musica preferita. Proprio quelli che, al telefono, lui stesso ha chiesto alla mamma

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CARRARA. Il nonno gli ha preparato un pacco. Calzini, mutande, canottiere e qualche pantaloncino. E una sfilza di Cd con la sua musica preferita. Proprio quelli che, al telefono, lui stesso ha chiesto alla mamma. Ma quel pacco, legato con un fiocco azzurro non è ancora arrivato nelle mani del ragazzino di 13 anni tolto alla mamma e ai nonni a causa dell'episodio delle forbici in classe.
E insieme a quel pacco di biancheria e dischi: «con dentro tutta roba nuova e bella per il mio bambino» resta a casa, sempre più grande, la disperazione di questo nonno che, da oltre un mese non vede e non parla con il suo nipotino. Lui non può sentirlo neppure per telefono: con il ragazzino parla solo la madre. Ma, al momento la situazione - come confermano i legali della famiglia, Giuliana Feliciani e Valentina Antonini è bloccata: niente visite e telefonate che non siano della madre. «Per il pacco con la biancheria e i Cd ci hanno detto che bisogna aspettare dieci giorni, ora non glielo possono consegnare - racconta il nonno - Io mi sono offerto di andare a mie spese nel posto dove si trova mio nipote, senza vederlo ma semplicemente consegnando la sua roba a una persona dell'istituto. Ebbene mi hanno detto di no. È uno stillicidio, andare avanti così è difficile».
Il nonno del ragazzino che nel giugno scorso, su provvedimento del tribunale dei minori di Genova, è stato allontanato dalla famiglia, si fa forza.
«Devo per forza mantenere la lucidità - dice - mia moglie e mia figlia sono prostrate dal dolore: da quando il bimbo se ne è andato per noi non è più vita».
E i giorni sfilano solo in attesa delle telefonate, che vengono fatte davanti a un'assistente sociale.
«Mia figlia dice che mio nipote piange al telefono, che vuole il nonno e che vuole vederci - continua - È più di un mese che ce l'hanno tolto, quanto ancora dovremo soffrire?»
Una domanda che, almeno per il momento è destinata a rimanere senza risposta. L'assessore al sociale Massimiliano Bernardi dichiara: «Il provvedimento nei confronti del ragazzino è del tribunale dei minori di Genova, sono loro a dettare i tempi».
E sul caso specifico, di quanto emerso dal fascicolo consegnato proprio al tribunale, l'assessore non fa commenti.
«Noi, come sociale, abbiamo come linea quella di non rilasciare dichiarazioni sulle questioni che riguardano i minori - precisa l'assessore Bernardi - Per questo nessun commento. Posso solo dire che noi siamo a posto con tutti gli atti amministrativi. La famiglia del ragazzo è libera di fare i propri passi. Noi siamo tranquilli».
A.V.

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