Gioco
«Gli operai hanno fatto un giorno di vacanza»
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Un altro momento della protesta di ieri mattina sulla strada di Ravaccione«La strada deve essere sistemata, così non può certo restare. Ma non era il caso di fare questa protesta, anche perché il Comune si è già preso l'impegno di rifare il manto stradale. La situazione non è così tragica perché l'amministrazione è pronta a intervenire: diciamo che gli uomini hanno voluto fare un giorno di vacanza»
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CARRARA. «La strada deve essere sistemata, così non può certo restare. Ma non era il caso di fare questa protesta, anche perché il Comune si è già preso l'impegno di rifare il manto stradale. La situazione non è così tragica perché l'amministrazione è pronta a intervenire: diciamo che gli uomini hanno voluto fare un giorno di vacanza». Franco Barattini delle cave Michelangelo non usa certo la carta della diplomazia. E, a caldo, proprio mentre operai a e autotrasportatori stanno bloccando la strada, dice quello che pensa, come sempre. Anche della protesta che ieri mattina ha bloccato i lavori al Polvaccio e all'Amministrazione. In quelle due cave, infatti, gli operai non si sono presentati. Sono rimasti per strada, non impedendo però ai mezzi di raggiungere le varie aziende.
«I tempi dell'amministrazione non sono certo quelli di un privato - continua Barattini - ma non è che sia passato un mese da quando la strada è stata danneggiata: in quel caso avrei capito la protesta».
Ma al termine della mattinata Franco Barattini, con grane spirito di collaboraizone, mette a disposizione dei cavatori i mezzi trazionati (jeep e fuoristrada) per raggiungere la cava.
Chi ha la macchina «normale» quindi potrà parcheggiare accanto all'Omya e fare l'ultimo tratto di strada, quello più danneggiato, in jeep. Senza il timore di rovinare la macchina (in parecchi lavoratori a causa delle buche e delle gibbosità hanno già rotto la coppa dell'olio) ma, soprattutto, senza correre rischi per la propria sicurezza.
A.V.
«I tempi dell'amministrazione non sono certo quelli di un privato - continua Barattini - ma non è che sia passato un mese da quando la strada è stata danneggiata: in quel caso avrei capito la protesta».
Ma al termine della mattinata Franco Barattini, con grane spirito di collaboraizone, mette a disposizione dei cavatori i mezzi trazionati (jeep e fuoristrada) per raggiungere la cava.
Chi ha la macchina «normale» quindi potrà parcheggiare accanto all'Omya e fare l'ultimo tratto di strada, quello più danneggiato, in jeep. Senza il timore di rovinare la macchina (in parecchi lavoratori a causa delle buche e delle gibbosità hanno già rotto la coppa dell'olio) ma, soprattutto, senza correre rischi per la propria sicurezza.
A.V.
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