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«Qui non è facile abortire»
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L’ospedale di Massa«Nei consultori i medici non obiettori sono appena 5 su un totale di 25. Questa situazione crea disagi e difficoltà in varie situazione: per l'assunzione della pillola del giorno dopo, in caso di interruzione volontaria della gravidanza e di inserimento dello Iud». A lanciare l'allarme è il comitato Usciamo dal Silenzio, che ha scritto una lettera al direttore dell'Asl Antonio Delvino.
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MASSA. «Nei consultori i medici non obiettori sono appena 5 su un totale di 25. Questa situazione crea disagi e difficoltà in varie situazione: per l'assunzione della pillola del giorno dopo, in caso di interruzione volontaria della gravidanza e di inserimento dello Iud». A lanciare l'allarme è il comitato Usciamo dal Silenzio, che ha scritto una lettera al direttore dell'Asl Antonio Delvino.
«Già negli scorsi anni - si legge nel documento - rispetto al consultorio di Massa, molte donne ci segnalavano la difficoltà di far conto su medici non obiettori sia per l'inserimento dello Iud (spirale), sia per la prescrizione della pillola del giorno dopo. Troppo spesso, le donne che si sono rivolte a quella struttura sono state indirizzate altrove, col rischio, soprattutto nel secondo caso, di non poter fruire in tempo utile del servizio».
Poi le cose sembravano essere migliorate: «Abbiamo apprezzato l'introduzione di nuove figure professionali come quella del medico specialista in andrologia e il potenziamento del servizio prestato dai mediatori culturali, ma dobbiamo rilevare ancora la mancanza di uno psicologo e di un sessuologo. Oltre a questo permangono alcuni punti davvero critici. Accade, ad esempio, che per una visita di controllo consultoriale l'attesa sia di diversi mesi. Anche il consultorio adolescenti di Massa risulta fortemente penalizzato da questa situazione, seppur l'unico medico non obiettore operante nella struttura ne continui a garantire il funzionamento. Ancora più grave è la situazione degli ospedali. Ad esempio quello di Pontremoli, unico punto nascita della Lunigiana rimasto, dove addirittura non ci risulta garantita la possibilità di interrompere la gravidanza». Il comitato non considera «ammissibili carenze organizzative che obbligano donne in situazioni psicologiche di enorme disagio a peregrinare di struttura in struttura; così come non riteniamo accettabili liste d'attesa anche di venti giorni in caso di Ivg, come quelle che ci risultano nell'ospedale di Massa. Se il problema è quello della preponderanza di medici e di personale sanitario obiettore, può essere affrontato con contratti od assunzioni ad hoc; non devono essere le donne a pagare le scelte, pur legittime, degli obiettori».
Discorso a parte merita la prescrizione della cosiddetta pillola del giorno dopo, il Norlevo: «Questo contraccettivo infatti spesso viene inserito nelle pratiche che i medici obiettori si rifiutano di espletare, insieme ad Ivg ed inserimento Iud, dando luogo a peregrinazioni notturne, che avvengono soprattutto nei weekend, di giovani ragazze e ragazzi, spesso minorenni, intimoriti da atteggiamenti anche scortesi del personale medico provinciale».
«Già negli scorsi anni - si legge nel documento - rispetto al consultorio di Massa, molte donne ci segnalavano la difficoltà di far conto su medici non obiettori sia per l'inserimento dello Iud (spirale), sia per la prescrizione della pillola del giorno dopo. Troppo spesso, le donne che si sono rivolte a quella struttura sono state indirizzate altrove, col rischio, soprattutto nel secondo caso, di non poter fruire in tempo utile del servizio».
Poi le cose sembravano essere migliorate: «Abbiamo apprezzato l'introduzione di nuove figure professionali come quella del medico specialista in andrologia e il potenziamento del servizio prestato dai mediatori culturali, ma dobbiamo rilevare ancora la mancanza di uno psicologo e di un sessuologo. Oltre a questo permangono alcuni punti davvero critici. Accade, ad esempio, che per una visita di controllo consultoriale l'attesa sia di diversi mesi. Anche il consultorio adolescenti di Massa risulta fortemente penalizzato da questa situazione, seppur l'unico medico non obiettore operante nella struttura ne continui a garantire il funzionamento. Ancora più grave è la situazione degli ospedali. Ad esempio quello di Pontremoli, unico punto nascita della Lunigiana rimasto, dove addirittura non ci risulta garantita la possibilità di interrompere la gravidanza». Il comitato non considera «ammissibili carenze organizzative che obbligano donne in situazioni psicologiche di enorme disagio a peregrinare di struttura in struttura; così come non riteniamo accettabili liste d'attesa anche di venti giorni in caso di Ivg, come quelle che ci risultano nell'ospedale di Massa. Se il problema è quello della preponderanza di medici e di personale sanitario obiettore, può essere affrontato con contratti od assunzioni ad hoc; non devono essere le donne a pagare le scelte, pur legittime, degli obiettori».
Discorso a parte merita la prescrizione della cosiddetta pillola del giorno dopo, il Norlevo: «Questo contraccettivo infatti spesso viene inserito nelle pratiche che i medici obiettori si rifiutano di espletare, insieme ad Ivg ed inserimento Iud, dando luogo a peregrinazioni notturne, che avvengono soprattutto nei weekend, di giovani ragazze e ragazzi, spesso minorenni, intimoriti da atteggiamenti anche scortesi del personale medico provinciale».
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