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G8, tre massesi fermati dalla guardia di finanza

Marco Lenzoni
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Marco Lenzoni

Tre giovani militanti massesi e il segretario regionale dei Carc sono stati fermati ieri mattina dalla guardia di finanza di Avezzano, mentre stava raggiungendo l'Aquila per partecipare al corteo contro il G8: sono stati perquisiti e portati in caserma per accertamenti. I tre sono stati rilasciati nel tardo pomeriggio di ieri.

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MASSA. Tre giovani militanti massesi e il segretario regionale dei Carc sono stati fermati ieri mattina dalla guardia di finanza di Avezzano, mentre stava raggiungendo l'Aquila per partecipare al corteo contro il G8: sono stati perquisiti e portati in caserma per accertamenti. I tre sono stati rilasciati nel tardo pomeriggio di ieri.

«Sono stati trovati in possesso di un manico di scopa, un coltellino e due caschi. Mentre cercavamo informazioni - racconta Marco Lenzoni - sullo stato dei nostri compagni, abbiamo avuto notizie di altri numerosi casi di perquisizioni avvenuti intorno all'Aquila. I fermi preventivi, pretestuosi, che equivalgono a sequestri di persona, di oggi si aggiungono alle provocazioni e intimidazioni dei giorni scorsi: gli arresti degli studenti che parteciparono al corteo di Torino nel maggio scorso, quelli degli attivisti che hanno partecipato alle proteste contro il G8 a Roma. È del tutto illegittimo che le autorità e la polizia sequestrino i compagni che raggiungono il concentramento della manifestazione. Peraltro i compagni ci hanno segnalato che nella caserma della guardia di finanza di Avezzano campeggia un manifesto di Azione Giovani». I Carc si sono subito attivati, distribuendo un volantino con il numero di telefono della caserma e invitando i compagni a telefonare. Poi nel pomeriggio si è svolto il presidio in centro, che peraltro era già in programma, per esprimere solidarietà ai 21 arrestati «in seguito alla repressione orchestrata da Berlusconi».

Il corteo da Largo Matteotti ha raggiunto l'Aurelia. Poi gli attivisti dei Carc avevano deciso di raggiungere il consiglio comunale, per chiedere al sindaco di informarsi sullo stato di fermo dei tre ragazzi massesi. Ma durante il tragitto, è arrivata la notizia che i tre erano stati rilasciati: «Questo - assicura Lenzoni - soltanto perché abbiamo fatto una fortissima pressione».

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