La manifestazione
La Pantera rosa denuncia: da quando facciamo le serate dominicane i carraresi sono spariti
«Razzismo contro di noi»
Alessandra Vivoli
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Da sinistra Danilo Galeotti e Melissa Barontini titolari del bar con Arturo Espertin«Non facciamo del male a nessuno: lasciateci lavorare». Questo il cartello che campeggia sulla vetrina del bar Pantera rosa, in via Parma. Marina centro. Dentro una raccolta di firme perché - si legge nero su bianco - il locale rischia la chiusura «per intolleranza razziale»
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MARINA DI CARRARA. «Non facciamo del male a nessuno: lasciateci lavorare». Questo il cartello che campeggia sulla vetrina del bar Pantera rosa, in via Parma. Marina centro. Dentro una raccolta di firme perché - si legge nero su bianco - il locale rischia la chiusura «per intolleranza razziale». Al centro delle polemiche le serate caraibiche, con ospiti prevalentemente dominicani.
Il bar Pantera rosa ha aperto, con la nuova gestione, da meno di tre mesi. Si trova in pieno centro. In mezzo ai palazzi.
Dietro il bancone una giovane coppia, la 19enne Melissa Barontini e il 31enne Danilo Galeotti, alle spalle un'esperienza da pizzaiolo al 90º minuto di Viareggio.
«Appena aperto facevamo il karaoke - dice Melissa - La gente qui attorno non si lamentava, anzi venivano a fare colazione e a prendere il caffè. Poi abbiamo deciso di fare le serate latino americane che richiamano tanti dominicani, con famiglie e bambini, che vivono nella zona. Da allora la gente del posto non frequenta più il nostro locale e minaccia di farlo chiudere. Quasi ogni sera chiamano la polizia: ma non abbiamo mai avuto neppure una multa».
E così l'investimento di questi giovani (aprire il bar era un'occasione» dicono i due, si sta rivelando un cattivo affare).
«Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere - dice Danilo - L'altro giorno ero seduto fuori dal bar e mi sono sentito urlare dalle finestre del palazzo accanto: "Ma dove li raccatti tutti quei neri". È davvero difficile andare avanti. Eppure le persone che vengono da noi non hanno mai creato problemi, vengono anche con i bambini in carrozzina».
E così il bar so è mobilitato con una raccolta di firme e ha messo il cartellone in vetrina. Ma le cose, sostengono, non stanno certo migliorando. La conferma arriva da Arturo Espertin, 34 anni, di Santo Domingo. Da 4 vive a Carrara, lavora come falegname in un cantiere navale e nel tempo libero fa il dj alle serate della Pantera rosa. «Ormai ci ho fatto il callo - dice con timidezza - ma tante volte quando entro nel locale mi sento insultare: "sporco nero". Cerco di non farci caso, ma quando sono qui con mio figlio queste parole bruciano eccome».
E, nonostante tutto questo, il locale di via Parma non ha intenzione di farsi mettere il bavaglio: sabato e domenica continuano le serate di musica, ballo e piatti tipici, come il sancocho.
E, in bella vista campeggia anche l'orario: «Alle 2 di notte si chiude - dicono i titolari del bar - e non ci hanno mia trovato fuori dalle regole. Anzi dopo la mezzanotte cerchiamo di abbassare il volume».
Il bar Pantera rosa ha aperto, con la nuova gestione, da meno di tre mesi. Si trova in pieno centro. In mezzo ai palazzi.
Dietro il bancone una giovane coppia, la 19enne Melissa Barontini e il 31enne Danilo Galeotti, alle spalle un'esperienza da pizzaiolo al 90º minuto di Viareggio.
«Appena aperto facevamo il karaoke - dice Melissa - La gente qui attorno non si lamentava, anzi venivano a fare colazione e a prendere il caffè. Poi abbiamo deciso di fare le serate latino americane che richiamano tanti dominicani, con famiglie e bambini, che vivono nella zona. Da allora la gente del posto non frequenta più il nostro locale e minaccia di farlo chiudere. Quasi ogni sera chiamano la polizia: ma non abbiamo mai avuto neppure una multa».
E così l'investimento di questi giovani (aprire il bar era un'occasione» dicono i due, si sta rivelando un cattivo affare).
«Non mi sarei mai aspettato una cosa del genere - dice Danilo - L'altro giorno ero seduto fuori dal bar e mi sono sentito urlare dalle finestre del palazzo accanto: "Ma dove li raccatti tutti quei neri". È davvero difficile andare avanti. Eppure le persone che vengono da noi non hanno mai creato problemi, vengono anche con i bambini in carrozzina».
E così il bar so è mobilitato con una raccolta di firme e ha messo il cartellone in vetrina. Ma le cose, sostengono, non stanno certo migliorando. La conferma arriva da Arturo Espertin, 34 anni, di Santo Domingo. Da 4 vive a Carrara, lavora come falegname in un cantiere navale e nel tempo libero fa il dj alle serate della Pantera rosa. «Ormai ci ho fatto il callo - dice con timidezza - ma tante volte quando entro nel locale mi sento insultare: "sporco nero". Cerco di non farci caso, ma quando sono qui con mio figlio queste parole bruciano eccome».
E, nonostante tutto questo, il locale di via Parma non ha intenzione di farsi mettere il bavaglio: sabato e domenica continuano le serate di musica, ballo e piatti tipici, come il sancocho.
E, in bella vista campeggia anche l'orario: «Alle 2 di notte si chiude - dicono i titolari del bar - e non ci hanno mia trovato fuori dalle regole. Anzi dopo la mezzanotte cerchiamo di abbassare il volume».
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