Il dolore
Spacciavano droga in pub e ristorantiIn manette 24 persone
Francesco Turchi
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Un centinaio i carabinieri coinvolti nell’operazioneDue clan multietcnici composti da italiani, albanesi e marocchini avevano fatto cartello. Si rifornivano di droga a Milano e poi la redistribuivano in Lunigiana, suddivisa in due mercati ben separati, in modo da non pestarsi i piedi
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MASSA. Due clan multietcnici composti da italiani, albanesi e marocchini avevano fatto cartello. Si rifornivano di droga a Milano e poi la redistribuivano in Lunigiana, suddivisa in due mercati ben separati, in modo da non pestarsi i piedi. A spacciare hashish, marijuana e cocaina, nei pub e nei locali notturni della zona ci pensavano un gruppo di pusher, composto tra l'altro anche da 5 donne del posto, che a loro volta erano consumatori abituali di droga. Un'organizzazione sgominata dai carabinieri di Pontremoli, coordinati dalla Procura della Repubblica di Massa Carrara che l'altra notte hanno raccolto i frutti di due anni di intercettazioni e pedinamenti con l'operazione "Testarolo": 24 gli ordini di custodia cautelare emessi dal Gip del Tribunale di Massa (in manette anche un sottufficiale della Marina in servizio a La Spezia); 3 dei soggetti destinatari sono peraltro già detenuti (due nel carcere di Massa e uno in Svizzera); 16 i denunciati a piede libero per associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre sono 33, di età compresa tra i 16 e i 30 anni i segnalati come consumatori di droga. L'attività investigativa, iniziata nel maggio 2006, ha permesso di individuare due gruppi operanti rispettivamente nell'alta (Pontremoli e Villafranca) e nella bassa Lunigiana (Aulla e Licciana Nardi): l'approvvigionamento avveniva nel nord Italia, in particolare a Milano. Una volta arrivata in Lunigiana, la droga veniva venduta grazie a una fitta ragnatela di spacciatori. I prezzi di mercato? 80 euro per un grammo di cocaina e 10-15 euro al grammo per hashish e marijuana. Lo spaccio avveniva principalmente nei locali della zona, ma anche per le vie dei centri.
Spacciatori e consumatori avevano un loro codice, ideato per sfuggire alle intercettazioni. «Sono a casa»: con queste tre parole lo spacciatore rassicurava il cliente, in merito alla disponibilità della droga. Poi i prodotti in offerta, mascherati coi nomi di capi di abbigliamento: «Quanti pantaloni vuoi? Quanti calzini vorresti?». E c'era anche chi utilizzava la tecnica dello squillo, facendo suonare il cellulare del fornitore il numero di volte equivalente alle dosi richieste. Stratagemmi che comunque non hanno tratto in inganno gli investigatori che nel mese di maggio del 2008 hanno concluso le indagini, consegnando un fascicolo di oltre mille pagine al gip, che ha dato l'ok agli arresti. La scorsa notte il blitz, che ha visto impegnati 120 carabinieri e 2 squadre cinofile. In due sono sfuggiti all'arresto: entrambi clandestini, sarebbero tornati nel loro paese di origine. Il gip ha disposto anche il sequestro di un'autovettura, un'Alfa 147 grigia utilizzata da tre fratelli marocchini per lo spaccio. Nel corso dell'indagine sono stati sequestrati 10 grammi di cocaina, 1,1 kg di hashish, un bilancino elettrico, 10 grammi di sostanza da taglio e materiale vario utilizzato per il confezionamento delle dosi. Perquisizioni sono state effettuate anche a La Spezia, Brindisi, Vicenza e Milano.
Spacciatori e consumatori avevano un loro codice, ideato per sfuggire alle intercettazioni. «Sono a casa»: con queste tre parole lo spacciatore rassicurava il cliente, in merito alla disponibilità della droga. Poi i prodotti in offerta, mascherati coi nomi di capi di abbigliamento: «Quanti pantaloni vuoi? Quanti calzini vorresti?». E c'era anche chi utilizzava la tecnica dello squillo, facendo suonare il cellulare del fornitore il numero di volte equivalente alle dosi richieste. Stratagemmi che comunque non hanno tratto in inganno gli investigatori che nel mese di maggio del 2008 hanno concluso le indagini, consegnando un fascicolo di oltre mille pagine al gip, che ha dato l'ok agli arresti. La scorsa notte il blitz, che ha visto impegnati 120 carabinieri e 2 squadre cinofile. In due sono sfuggiti all'arresto: entrambi clandestini, sarebbero tornati nel loro paese di origine. Il gip ha disposto anche il sequestro di un'autovettura, un'Alfa 147 grigia utilizzata da tre fratelli marocchini per lo spaccio. Nel corso dell'indagine sono stati sequestrati 10 grammi di cocaina, 1,1 kg di hashish, un bilancino elettrico, 10 grammi di sostanza da taglio e materiale vario utilizzato per il confezionamento delle dosi. Perquisizioni sono state effettuate anche a La Spezia, Brindisi, Vicenza e Milano.
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