La manifestazione
Cinquanta fiaccole accendono la notte di passione del centro storico
Braccio di ferro sui ponti
Cinzia Carpita
«I problemi del Carrione sono ai monti, i ponti non si toccano». Scritte a mano, anche in rima carrarina, impresse su lenzuoli bianchi appesi ai balconi e sulle spellette degli antichi attraversamenti del fiume nel centro storico
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CARRARA. «I problemi del Carrione sono ai monti, i ponti non si toccano». Scritte a mano, anche in rima carrarina, impresse su lenzuoli bianchi appesi ai balconi e sulle spellette degli antichi attraversamenti del fiume nel centro storico. Fra storia e leggenda, una cinquantina di carraresi, con altrettante fiaccole, sono scesi nuovamente in piazza ieri sera alle 21, dopo la manifestazione del 2 giugno scorso, per dire ancora una volta «no» alla demolizione di due ponti: quello della Bugia nel quartiere di Vezzala e quello di Groppoli, più a valle dove un tempo c'era un frantoio.
Da piazza Accademia, il corteo di donne, uomini e bambini, si è diretto subito verso Vezzala per un lungo giro alla riscoperta (con Mario Venutelli che spiegava con megafono alla bocca) della Carrara di un tempo. Meno gente del 2 giugno, alla seconda fiaccolata: «Ma è perché stasera - hanno detto alcuni partecipanti - ci sono varie manifestazioni in città e la popolazione si è sparpagliata».
«Con tutta la pioggia che è caduta lunedìscorso - dice una donna - i due ponti hanno retto benissimo. Invece le strade erano invase dall'acqua venuta già dal monte».
Il comitato di cittadini che si è costituito per la loro salvaguardia non ha dubbi sulla storicità di quei manufatti (che pare ci fosserò già nel 1200) sui quali si dice che passò anche Michelangelo.
Fra sicurezza e storia. L'alluvione che nel 2003 ha messo in ginocchio la città, ha imposto la messa in sicurezza di tutti i ponti: sono stati abbattuti e ricostruiti più alti, quelli di via Giovan Pietro, Pontecimato e via Brigate Partigiane. Toccherà, secondo il Comune, anche a questi due nel centro storico, ma è guerra.
Ma ieri un nutrito gruppo di cittadini ha partecipato alla fiaccolata a fianco del comitato che ha scelto una data emblematica, per l'orgoglio carrarino: «Come le donne di Carrara il 7 luglio 1944 hanno difeso la città dai tedeschi, - si legge in un volantino - il 7 luglio 2009 i cittadini di Carrara difenderanno i loro ponti storici». Un no secco alla demolizione, e la richiesta pressante al sindaco affinché vengano trovate soluzioni tecniche alternative. Alcune proposte le ha fatte il comitato stesso.
Il sindaco insiste. Zubbani è però determinato: «Il punto fermo, per noi, è quello della demolizione e ricostruzione dei due ponti. Vedremo con la Sovrintendenza e con i tecnici come fare». Poche parole ma chiare, quelle del sindaco che anche ieri ha quindi confermato l'orientamento dell'amministrazione, di abbattere il ponte della Bugia e quello di Groppoli per riedificarli in modo che rispondano ai criteri di sicurezza contro il rischio delle piene del Carrione, per la tutela della popolazione. La Sovrintendenza, come ha sottolineato il comitato che invece intende salvaguardare i due ponti «storici», ha bocciato la proposta progettuale inviata dal Comune, rispondendo al sindaco Zubbani (con lettera del 18 giugno scorso) che le soluzioni ipotizzate non possono essere accettate - stando alle norme di tutela - in quando vengono previsti «manufatti del tutto nuovi e in nessun modo paragonabili a quelli esistenti, in quanto realizzati con materiali e tecniche diversi e con sagome tali da apparire elementi avulsi dal contesto architettonico, storico-urbano e paesaggistico del luogo».
Il parere della Sovrintendenza. Zubbani ritiene evidentemente che ci siano i margini per concordare con la Sovrintendenza una soluzione che soddisfi sia le esigenze di tutela architettonica, sia le esigenze di sicurezza. Al momento, il problema resta aperto. La Sovrintendenza aveva valutato la possibilità di una "anastilosi", ossia di uno smontaggio e rimontaggio dei ponti a una quota più alta, ma in modo che venissero riproposti «gli elementi figurali e i rapporti proporzionali della sagoma in rilievo dell'esistente». Il progetto inviato dal Comune, stando alla risposta del 18 giugno, non ha soddisfatto questi presupposti. La Sovrintendenza nella lettera a Zubbani, chiede all'amministrazione e agli estensori del progetto «di mettere in campo una necessaria revisione e maturazione progettuale che possa portare a sintesi, nello spirito di collaborazione sin qui intercorso, le diverse esigenze in campo».
Avenza in allarme. E a proposito di ponti, il Comitato alluvionati di Avenza chiede alla Comunità montana della Lunigiana, che «venga effettuato un sopralluogo sul Carrione, sul ponte di via Menconi e sul ponte di via Pucciarelli dove stanno facendo dei lavori nel fiume. Con queste pioggie il fiume ha rischiato di tracimare, ricordando l'alluvione del 2003» per la quale, dicono, «non siamo ancora stati risarciti, siamo molto agitati per la situazione».
Da piazza Accademia, il corteo di donne, uomini e bambini, si è diretto subito verso Vezzala per un lungo giro alla riscoperta (con Mario Venutelli che spiegava con megafono alla bocca) della Carrara di un tempo. Meno gente del 2 giugno, alla seconda fiaccolata: «Ma è perché stasera - hanno detto alcuni partecipanti - ci sono varie manifestazioni in città e la popolazione si è sparpagliata».
«Con tutta la pioggia che è caduta lunedìscorso - dice una donna - i due ponti hanno retto benissimo. Invece le strade erano invase dall'acqua venuta già dal monte».
Il comitato di cittadini che si è costituito per la loro salvaguardia non ha dubbi sulla storicità di quei manufatti (che pare ci fosserò già nel 1200) sui quali si dice che passò anche Michelangelo.
Fra sicurezza e storia. L'alluvione che nel 2003 ha messo in ginocchio la città, ha imposto la messa in sicurezza di tutti i ponti: sono stati abbattuti e ricostruiti più alti, quelli di via Giovan Pietro, Pontecimato e via Brigate Partigiane. Toccherà, secondo il Comune, anche a questi due nel centro storico, ma è guerra.
Ma ieri un nutrito gruppo di cittadini ha partecipato alla fiaccolata a fianco del comitato che ha scelto una data emblematica, per l'orgoglio carrarino: «Come le donne di Carrara il 7 luglio 1944 hanno difeso la città dai tedeschi, - si legge in un volantino - il 7 luglio 2009 i cittadini di Carrara difenderanno i loro ponti storici». Un no secco alla demolizione, e la richiesta pressante al sindaco affinché vengano trovate soluzioni tecniche alternative. Alcune proposte le ha fatte il comitato stesso.
Il sindaco insiste. Zubbani è però determinato: «Il punto fermo, per noi, è quello della demolizione e ricostruzione dei due ponti. Vedremo con la Sovrintendenza e con i tecnici come fare». Poche parole ma chiare, quelle del sindaco che anche ieri ha quindi confermato l'orientamento dell'amministrazione, di abbattere il ponte della Bugia e quello di Groppoli per riedificarli in modo che rispondano ai criteri di sicurezza contro il rischio delle piene del Carrione, per la tutela della popolazione. La Sovrintendenza, come ha sottolineato il comitato che invece intende salvaguardare i due ponti «storici», ha bocciato la proposta progettuale inviata dal Comune, rispondendo al sindaco Zubbani (con lettera del 18 giugno scorso) che le soluzioni ipotizzate non possono essere accettate - stando alle norme di tutela - in quando vengono previsti «manufatti del tutto nuovi e in nessun modo paragonabili a quelli esistenti, in quanto realizzati con materiali e tecniche diversi e con sagome tali da apparire elementi avulsi dal contesto architettonico, storico-urbano e paesaggistico del luogo».
Il parere della Sovrintendenza. Zubbani ritiene evidentemente che ci siano i margini per concordare con la Sovrintendenza una soluzione che soddisfi sia le esigenze di tutela architettonica, sia le esigenze di sicurezza. Al momento, il problema resta aperto. La Sovrintendenza aveva valutato la possibilità di una "anastilosi", ossia di uno smontaggio e rimontaggio dei ponti a una quota più alta, ma in modo che venissero riproposti «gli elementi figurali e i rapporti proporzionali della sagoma in rilievo dell'esistente». Il progetto inviato dal Comune, stando alla risposta del 18 giugno, non ha soddisfatto questi presupposti. La Sovrintendenza nella lettera a Zubbani, chiede all'amministrazione e agli estensori del progetto «di mettere in campo una necessaria revisione e maturazione progettuale che possa portare a sintesi, nello spirito di collaborazione sin qui intercorso, le diverse esigenze in campo».
Avenza in allarme. E a proposito di ponti, il Comitato alluvionati di Avenza chiede alla Comunità montana della Lunigiana, che «venga effettuato un sopralluogo sul Carrione, sul ponte di via Menconi e sul ponte di via Pucciarelli dove stanno facendo dei lavori nel fiume. Con queste pioggie il fiume ha rischiato di tracimare, ricordando l'alluvione del 2003» per la quale, dicono, «non siamo ancora stati risarciti, siamo molto agitati per la situazione».
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