Proteste
Cervara. Il Comune non autorizza la sagra della cozza organizzata da 8 anni ad agosto dall’Arci del quartiere
Sagre, il regolamento fa la prima vittima
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Sagre e feste caratterizzano l’estate masseseIl nuovo regolamente sulle sagre ha prodotto la prima vittima. E' stata annullata la sagra della cozza, arrivata quest'anno alla 9ª edizione. Doveva svolgersi ad agosto a Cervara, ma è troppo vicina a quella del cinghiale.
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MASSA. Il nuovo regolamente sulle sagre ha prodotto la prima vittima. E' stata annullata la sagra della cozza, arrivata quest'anno alla 9ª edizione. Doveva svolgersi ad agosto a Cervara, ma è troppo vicina a quella del cinghiale.
La sagra è organizzata dall'Arci locale in collaborazione con l'Anspi e la Caritas, che fa anche la sua Sagra del Cinghiale. Non c'erano solo le cozze in menù, ma tanti altri piatti di mare: spaghetti allo scoglio, fritto misto, etc. In un panorama di kermesse gastronomiche fatte di cinghiale e tordelli, taglierini e lardo, questa ventata di mare aveva sempre un grande successo. Anche perchè veniva organizzata in agosto, quando Marina è esuarita e tanti massesi sono in ferie, e quindi possono bighellonare per sagre. Ma è arrivato il no del Comune.
«Il nuovo regolamento ha prodotto questa ingiustizia - dicono con amarezza al'Arci Cervara - perchè non si può annullare una sagra come la nostra, che valorizza prodotti locali, (siamo in un posto di mare, ricordiamocelo) in un ambiente sano e con una struttura che i ristoranti della zona si sognano per ordine, spazio e attrezzature. Sono manifestazioni per il popolo, dove ognuno può andare e spendere secondo le sue possibilità, passare una serata in libertà. Non crediamo che sia lavoro tolto ai ristoranti tradizionali, che magari sono in crisi per altre questioni, non legate alle sagre».
Questa sagra va avanti ormai da nove anni - ricordano nella zona - ha trovato una sua stabilità ed è attesa da cittadini locali e turisti come un punto di riferimento insostituibile, dicono ancora.
«Per questo abbiamo avuto molte segnalazioni di disappunto - dicono ancora i volontari - e dispiacerebbe aver lavorato per tanti anni alla costruzione di questa struttura invano».
Il ricavato della sagra di Cervara andava in beneficienza, ai bisognosi, ai poveri del quartiere, agli investimenti per la struttura.
Ne hanno beneficiato la stessa Caritas, le scuole elementari, istituti per anziani, manifestazioni sportive e culturali ecc.
«Dall'inizio - ricordano quelli dell'Arci - abbiamo migliorato con grandi sacrifici di lavoro e spese la struttura apportando ogni anno migliorie fino a trovare l'attuale perfezione».
L'ambiente i Cervara è stato trasformato ed è diventato ideale: pavimentato alla perfezione cosi come la copertura è stata completata. Per non parlare della cucina: ampia, ariosa, igienicamente a norma e tutta completamente in acciaio inox.
Resta il problema che la vicinanza con la sagra del Cinghiale impediva di realizzare quell'intervallo di 30 giorni previsto dal nuovo regolamento fra una sagra e l'altra da organizzarsi nella stessa area. L'assessore Luigi Della Pina commenta: «La vicenda è nota, a seguito delle proteste dei ristoratori abbiamo dovuto fare un regolamento - precisa l'amministratore - per limitare il numero di sagre. Una delle note del regolamento prevede che fra una sagra e l'altra devono passare trenta giorni di tempo e fra quella della Cozza e del Cinghiale non c'era questo spazio di tempo, perciò a malincuore abbiamo dovuto respingere la richiesta di deroga. Se venisse trovato un accordo fra le due sagre - conclude l'assessore Della Pina - si potrebbe concedere l'autorizzazione».
Ma l'accordo sembra di impossibile realizzazione. E d'altra parte il regolamento emanato mesi fa dal consiglio parla chiaro, e anzi, per qualcuno - i ristoratori - è considerato fin troppo blando. Così alla domanda dell'Arci per la Cozza da farsi ad agosto si è risposto picche. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni. Se la cozza, l'umile mitile, sarà solo l'inizio e la ghigliottina del regolamento taglierà altre teste.
A. A.
La sagra è organizzata dall'Arci locale in collaborazione con l'Anspi e la Caritas, che fa anche la sua Sagra del Cinghiale. Non c'erano solo le cozze in menù, ma tanti altri piatti di mare: spaghetti allo scoglio, fritto misto, etc. In un panorama di kermesse gastronomiche fatte di cinghiale e tordelli, taglierini e lardo, questa ventata di mare aveva sempre un grande successo. Anche perchè veniva organizzata in agosto, quando Marina è esuarita e tanti massesi sono in ferie, e quindi possono bighellonare per sagre. Ma è arrivato il no del Comune.
«Il nuovo regolamento ha prodotto questa ingiustizia - dicono con amarezza al'Arci Cervara - perchè non si può annullare una sagra come la nostra, che valorizza prodotti locali, (siamo in un posto di mare, ricordiamocelo) in un ambiente sano e con una struttura che i ristoranti della zona si sognano per ordine, spazio e attrezzature. Sono manifestazioni per il popolo, dove ognuno può andare e spendere secondo le sue possibilità, passare una serata in libertà. Non crediamo che sia lavoro tolto ai ristoranti tradizionali, che magari sono in crisi per altre questioni, non legate alle sagre».
Questa sagra va avanti ormai da nove anni - ricordano nella zona - ha trovato una sua stabilità ed è attesa da cittadini locali e turisti come un punto di riferimento insostituibile, dicono ancora.
«Per questo abbiamo avuto molte segnalazioni di disappunto - dicono ancora i volontari - e dispiacerebbe aver lavorato per tanti anni alla costruzione di questa struttura invano».
Il ricavato della sagra di Cervara andava in beneficienza, ai bisognosi, ai poveri del quartiere, agli investimenti per la struttura.
Ne hanno beneficiato la stessa Caritas, le scuole elementari, istituti per anziani, manifestazioni sportive e culturali ecc.
«Dall'inizio - ricordano quelli dell'Arci - abbiamo migliorato con grandi sacrifici di lavoro e spese la struttura apportando ogni anno migliorie fino a trovare l'attuale perfezione».
L'ambiente i Cervara è stato trasformato ed è diventato ideale: pavimentato alla perfezione cosi come la copertura è stata completata. Per non parlare della cucina: ampia, ariosa, igienicamente a norma e tutta completamente in acciaio inox.
Resta il problema che la vicinanza con la sagra del Cinghiale impediva di realizzare quell'intervallo di 30 giorni previsto dal nuovo regolamento fra una sagra e l'altra da organizzarsi nella stessa area. L'assessore Luigi Della Pina commenta: «La vicenda è nota, a seguito delle proteste dei ristoratori abbiamo dovuto fare un regolamento - precisa l'amministratore - per limitare il numero di sagre. Una delle note del regolamento prevede che fra una sagra e l'altra devono passare trenta giorni di tempo e fra quella della Cozza e del Cinghiale non c'era questo spazio di tempo, perciò a malincuore abbiamo dovuto respingere la richiesta di deroga. Se venisse trovato un accordo fra le due sagre - conclude l'assessore Della Pina - si potrebbe concedere l'autorizzazione».
Ma l'accordo sembra di impossibile realizzazione. E d'altra parte il regolamento emanato mesi fa dal consiglio parla chiaro, e anzi, per qualcuno - i ristoratori - è considerato fin troppo blando. Così alla domanda dell'Arci per la Cozza da farsi ad agosto si è risposto picche. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni. Se la cozza, l'umile mitile, sarà solo l'inizio e la ghigliottina del regolamento taglierà altre teste.
A. A.
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