Il Tirreno

Stretti attorno a don Raffaello

Don Raffaello e, a sinistra, il disastro di Viareggio
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Don Raffaello e, a sinistra, il disastro di Viareggio

Tutta la comunità parrocchiale del Duomo, ma anche tanti cittadini carraresi, si sono stretti, nella celebrazione eucaristica di ieri alle 10,30, attorno a don Raffaello, così duramente colpito dall'immane tragedia di Viareggio che ha strappato alla vita i due pro nipotini e la loro mamma.

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CARRARA. Tutta la comunità parrocchiale del Duomo, ma anche tanti cittadini carraresi, si sono stretti, nella celebrazione eucaristica di ieri alle 10,30, attorno a don Raffaello, così duramente colpito dall'immane tragedia di Viareggio che ha strappato alla vita i due pro nipotini e la loro mamma.
Duomo gremito e profonda commozione, fin dal canto iniziale, "Ascolterò la tua parola", interpretato con particolare trasporto; nel canto vi è un verso a cui subito, nel salutare i fedeli, don Raffaello ha fatto riferimento: "Nel passaggio del dolore, la parola della croce mi salverà".
«Al di là c'è il Paradiso - ha detto fra l'altro don Raffaello - chi non è con noi è già con Lui: questa è la chiave di volta per capire chi è nel dolore».
E ancora: «La parola della croce è l'unica che ci salva dalla pazzia».
E con un riferimento personale: «La sofferenza, il dolore, la morte: sono un problema per tutti; solo la fede riesce a non farci cadere nella disperazione, nel brutto pensiero che sia tutto un assurdo. È mostruoso che un bimbo abbracciato alla madre sia bruciato, è mostruoso senza la fede. C'è anche una gradazione delle assurdità: che mia mamma sia morta a 95 anni non è un'assurdità, non così per i nipotini; ci soccorre il pensiero che di fronte all'eternità, la vita è comunque un attimo, e queste creaturine sono nella gioia e nella senza fine e senza tramonto».
Parole ascoltate in un silenzio assoluto dalla platea, così anche durante l'Omelia: «La gioia della Risurrezione di Cristo Gesù ci toglie il velo dello sconforto e ci proietta verso la felicità tutta intera», aggiunge don Raffaello e, riferendosi a Gesù: «Sei venuto apposta per farci capire, dare un senso alla nostra esistenza. Hai condiviso la morte per distruggerla, per annientarla. Solo Lui ci dà la chiave di volta anche nella sofferenza».
Profonda la commozione anche quando il Gruppo Ministranti "Madonna del Popolo", nel proclamare le preghiere dei fedeli, innalza ad una sola voce le intenzioni per le vittime della strage, per don Raffaello e per i suoi cari tristemente scomparsi.
Al termine della Messa, che ha caratterizzato una mattina densa di preghiera e di comunione spirituale, monsignor Piagentini ha ancora la forza d'animo per ringraziare la parrocchia, la città e tutte le persone che in questi giorni hanno dimostrato la propria vicinanza in seguito alla sofferenza: «Voglio ringraziare tutti: il coro, i ministranti, le realtà della nostra comunità... Tutti, senza dimenticare nessuno - afferma il parroco del Duomo - perché questa vostra vicinanza si rispecchi anche nell'anima di mio fratello e di mia cognata, a cui trasmetto queste vostre intenzioni. Restano in noi le ferite, ma anche il Signore, che si è fatto come noi, chiese se fosse possibile evitare il calice della croce. La nostra vita ha un significato solo nella fede».
La parrocchia di Sant'Andrea, dopo i funerali di Stato in programma domani allo stadio dei Pini di Viareggio, si prepara a celebrare nuovamente una veglia di preghiera in Duomo al termine di questa settimana per affidare alla Madonna del Popolo, Regina della città, tutte le vittime e tutti i sofferenti della città di Viareggio.
M.B.

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